“Gli occhi di Borges” di Giovanni Ricciardi: la settima indagine del commissario romano Ottavio Ponzetti

“Nella stanca cornice dei giorni che si stendono tra Natale e Capodanno, nel chiuso di quei pomeriggi in cui il tedio spadroneggia sulle strade orfane della corsa agli acquisti, mentre ci si aggira sfaccendati a guardare ancora le vetrine di negozi in disarmo e solo qualche donna si ostina a entrare, delusa da un regalo comprato distrattamente, e presenta lo scontrino di cortesia per vedere che cosa è rimasto sugli scaffali e nei magazzini: proprio in quei giorni Vanessa smise definitivamente di uscire di casa.”

Gli occhi di Borges

Il protagonista di una serie fortunata, il commissario Ottavio Ponzetti, è tornato.

Giovanni Ricciardi, professore di greco e latino in un liceo di Roma, ha pubblicato la sua settima indagine dal titolo Gli occhi di Borges” (Fazi Editore, ottobre 2016).

Si tratta di una trama ricca di mistero, dove vi sono tre storie che s’intrecciano e, come in un puzzle, alla fine diventano tasselli che vanno a collimare. Nelle tre parti di cui è composta la trama, più un epilogo, la vicenda della liceale Vanessa si alterna ai due casi principali su cui Ponzetti è chiamato ad investigare. Vanessa, all’improvviso, si chiude in se stessa e non vuole più uscire di casa.

La madre Anita è molto preoccupata per lei, ed inizia a condurre una sorta d’indagine personale, al fine di scoprire cosa stia accadendo alla sua adorata figlia.

L’elegante quartiere romano dell’Esquilino, dove le due donne si trovano a vivere da sole, si trasforma in uno scenario fatto di appostamenti e visite forzate, come quella che la madre compie nella sede de “Gli occhi di Borges, una rubrica di astrologia presso cui Vanessa aveva ottenuto di poter svolgere uno stage.

Lo stato depressivo della ragazza nasconde in realtà qualcosa di più minaccioso, cagionato da frequentazioni fuor di dubbio sbagliate e alle quali urge mettere fine. Il commissario Ponzetti, nel frattempo, è impegnato in Argentina, nel riconoscimento di un cadavere. Si pensa possa trattarsi del ghostwriter e pericoloso assassino Andrea Perfetti, che avevamo già incontrato nella quarta indagine intitolata “Portami a ballare”.

In questa sua trasferta nell’America del sud, il commissario è accompagnato dal genero catalano Jorge. Ma qualcosa non torna, e l’intricato enigma s’infittisce sempre di più.

Giovanni Ricciardi

Il cardine attorno a cui ruota l’intero romanzo, e che fa sì che le opere di Ricciardi siano costellate di poesie e riferimenti letterari, è il furto di “Fervor”, una preziosa raccolta di poesie di Jorge Luis Borges (1899-1986), scrittore e poeta argentino non vedente, sottratta dalla Biblioteca Nazionale di Buenos Aires per conto di un ricco collezionista italiano.

Dall’astrologia alle incursioni nel campo della letteratura esoterica, il passo è breve. Senza escludere la valida figura del “romano verace” Iannotta, collaboratore efficiente che affianca il commissario nelle indagini.

Col suo “romanaccio”, in tutta la sua essenza espresso, egli costituisce uno dei personaggi più ironici – a pari merito con Jorge. Sicuramente, l’autore si sta aprendo la strada per scrivere nuovi episodi di questa pluripremiata saga, di cui verrà presto girata anche una trasposizione cinematografica.

C’è una Roma per turisti e c’è la Roma che vive, quella vera. Il modo migliore per capirla è seguire il commissario Ponzetti”, afferma Marco Malvaldi, a proposito del nostro protagonista. E, se lo dice lui, bisogna credergli.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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