“Dove Andrai”, nuovo disco della band I Paradisi: il viaggio dell’uomo alla ricerca di sé stesso

“Dove Andrai”, nuovo disco della band I Paradisi: il viaggio dell’uomo alla ricerca di sé stesso

Ott 22, 2016

“Era un brutto sogno, quello che hai vissuto/ Ridere senza conoscere l’incubo/ L’incubo/ Desolato, nell’inquietante confusione/ Senza versare lacrime/ Hai bruciato la tua croce/ Proverò ad immaginarti ancora/ Proverò forse a capire/ Tutti i tuoi tormenti e le tue paure/ Nuvole di follia// Esaltano la tua malinconia/ Ma non celano purezza ed innocenza/ Non celano mai la tua esistenza/ Nuvole di follia/ […]” – “Un brutto sogno

Dove andrai - I Paradisi

Ottobre 2016. Esce “Dove andrai” il nuovo disco della band alternative rock brianzola I Paradisi, nata a Milano nel 2012 dalle ceneri de I Paradisi Noir. L’album è disponibile su tutti i digital store e servizi streaming.

Dove andrai” prende avvio con “Un brutto sogno”, di cui sopra si è citato qualche verso. Protagonista l’uomo ed il suo viaggio all’interno di sé stesso, un viaggio che inizia con un brutto sogno nel quale l’uomo è smarrito ed alla ricerca del luogo nel quale abita la sua anima. La risata della non conoscenza che produce la desolazione e la confusione; la follia vista come una nuvola impera ma l’anima è salda all’interno e luccica di purezza ed innocenza.

La seconda traccia “Come un Vampiro” rivela il risveglio della mente e le prime carezze all’anima. La similitudine iniziale “alcune fantasie sono i capelli che cadonocela il distacco dai pensieri del passato e come un capello che cade non provoca dolore, né rimpianto; il verso prosegue con “altre fantasie nascono per non morire mai” nel quale si esplicitano i pensieri che l’uomo sa essere veri e che sente di seguire.

Il mio corpo è polvere, tremo su questa terra” è l’inizio della terza traccia “Bugie”, le quali (rif. bugie) sono viste in modo dicotomico in quanto possono sia salvare che distruggere il mondo, come maschere caratteriali indossate dalle persone, come sirene che con il loro canto portano alla rovina. Si lascia il possesso di sé all’altro che può salvare od uccidere, si canta di mani che possono creare mondi senza dolore.

“Voli via” racconta dell’abbandono della personalità che si è creata nell’uomo, il cuore è un inferno senza, torpore o fervore e l’Io senza alcun rancore deve abbandonare quella sede. “Avete visto mai gli angeli morire nella totale agonizzante confusione abbandonati, affogati”.

Vivere senza piangere, correre senza cadere mai” è il motto di “Ali di cera” nel quale si richiama l’illusione dell’uomo di voler per sé solo la felicità senza dover impegnarsi per questa. Già dal titolo la citazione è lampante: Icaro e le sue ali di cera che lo portarono alla caduta per la troppa vicinanza al Sole.

“Dove andrai” è l’appello a sé stessi, alla propria anima che ora si ritrova libera dalle catene della personalità e che cerca la verità. Dunque, l’uomo si chiede “Dove andrai a parlare con le stelle? A rincorrere le nuvole?” La ricerca non è semplice perché si è sempre stati fedeli e riconoscenti ai demoni che ognuno ha coltivato. E l’anima vaga tra luce ed oscurità tra ciò che ricorda e ciò che ama.

I Paradisi

Settima traccia “Bocca sporca” è un’esortazione al buon insegnamento ai bambini. Non bisogna lasciarsi incantare dalle regole perché la verità l’abbiam dentro di noi; e l’esterno non deve manipolare la nostra consapevolezza ma come si recita “difficile è imparare da sé”. Il compito di ogni uomo è di esprimere la propria natura e chiedersi quale sia la sua strada e quale la sua magnificenza.

“Siamo complici” si scinde in due parti: una recitata ed una cantata. Eccola per intero, un testo molto interessante che vede l’uomo ormai tutt’uno con la sua anima guardare in alto alla Luna, al Sole ed a Dio: “Cosa c’è?/ Cosa c’è che non va?/ Il cielo pesa greve sula mia testa/ e la Luna così pallida sembra nascondersi intimorita dietro le nubi/ Le stelle non hanno più la stessa forma viste da qua giù/ Mentre poniamo i nostri sogni su di esse/ nella vana speranza/ di non vederle cadere mai e poi mai// Siedi accanto a me dentro queste tinte scure/ Le paure sono verità// La sorte è un goffo gigante e cieco/ Siamo soli a cadere/ Siamo soli a morire/ Così il mondo vuole/ Così Dio vuole// Siamo complici/ Uccidiamo il Sole/ Troppa luce ci dividerà/ Resta accanto a me/ E corri ancora più veloce/ In questa discesa ripida”

In “Lacrima” troviamo disperazione, il viso che per l’appunto lacrima. Raggi di luce che irradiano il cielo provocando lacrime così come gli artigli taglienti del tempo che, forse, ancora mantengono stretto l’uomo al passato. Un’altra immagine molto forte è quella degli occhi cangianti che si presentano a noi sorridenti ma è la menzogna che li guida.

Ultima traccia, la decima, è una cover “Strange Days”.

“Dove andrai” ha l’intento di far emergere grazie a questo percorso ciò che ognuno ha già dentro di sé celato dalle regole sociali, vere e proprie catene. Capire che cosa si vuole realmente non è semplice, trovare poi la strada da seguire è ancora più complesso perché le sorprese che ci riserva il futuro saranno sia motivo di felicità che di sconforto. Nove tracce più una cover per una band, I Paradisi, tra psichedelia 60’s e rock dei primi anni ’70 con mancano incursioni nel blues e nella canzone d’autore italiana della medesima era e testi che si muovono in chiaroscuro, tra irrazionale e pensiero, in un continuo contrasto tra ciò che è reale, e quello che si percepisce come tale.

 

 

Crediti

Prodotto da Andrea Mottadelli e I Paradisi

Registrato da Max Faggioni a FM Studio – Monza

Andrea Mottadelli a Orti Studio – Seregno

Livio Magnini a Saman Studio – Milano

Mixato da Marco Trentacoste e Andrea Mottadelli a Family Studio – Dolo

Masterizzato da Maurizio Giannotti a New Mastering – Milano

 

Tracklist

1.Un Brutto Sogno

2.Come Un Vampiro

3.Bugie

4.Voli Via

5. Ali Di Cera

6. Dove Andrai

7. Bocca Sporca

8. Siamo Complici

9. Lacrima

10. Strange Days

 

Line Up

Cristian D’Oria – voce e tastiere

Andrea Mottadelli – chitarra

Henrico Pantano – batteria

Valerio Paronzini – basso

 

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