Intervista di Cristina Bucci al cantautore Stefano Scrima in arte LinFante per l’uscita del suo album “Piccolo e Malato”

Intervista di Cristina Bucci al cantautore Stefano Scrima in arte LinFante per l’uscita del suo album “Piccolo e Malato”

Ott 10, 2016

Il 29 Settembre 2016 è uscito per La Fame Dischi, in collaborazione con Winter Beach e Sinusite Records, Piccolo e Malatoil nuovo EP del cantautore LinFante.

LinFante

Cinque canzoni, scritte negli anni febbrili che seguono all’abbandono del borgo natio per tuffarsi nel mondo, reincise o registrate per la prima volta.

Piccolo e malato è tutto quello che c’è da sapere su LinFante. Un lavoro molto pregevole che ci ha colpito molto sin dalla canzone che dà il titolo al disco, un pezzo che Stefano suona dal vivo fin dal suo primo concerto.

Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più è la traccia che chiude Duende (2009), il secondo disco dei Sydrojé, band cremonese con cui Stefano è cresciuto, riunitasi per questo nuovo lavoro. Anche Roma è stata scritta in quel periodo, quando LinFante mai avrebbe immaginato che un giorno si sarebbe trasferito proprio in quella città.

L’amaro e Serenata ai grilli sono state scritte per Il Re dei Boschi, progetto nato nel 2007 con Le Jacobin de La Scapigliatura, anch’egli presente in questo disco, quando il sabato mattina ci si trovava a Cremona per suonare e dimenticare le pene d’amore.

Abbiamo scambiato 4 chiacchiere con LinFante per conoscerlo meglio.

 

C.B.: Il 29 Settembre è uscito il tuo ultimo EP dal titolo “Piccolo e Malato”. Che differenza ci sono con il tuo primo disco “Non mi piace niente”?

Stefano Scrima: Non posso dire che “Piccolo e malato” sia un lavoro più maturo perché i pezzi di questo disco sono stati scritti ancor prima di quelli di “Non mi piace niente”. Ma ci sono molto affezionato, per questo ho deciso di registrarli riunendo i musicisti e amici coi quali li ho sempre suonati. “Non mi piace niente” è più vario nei contenuti e meno nell’arrangiamento (ci sono solo una voce, una chitarra acustica e un paio di incursioni di un’armonica a bocca), mentre “Piccolo e malato” è incentrato sull’amore, e in particolare sulla fine delle storie d’amore, con tutto il disagio che un’anima sensibile può provare, e ha degli arrangiamenti più elaborati, grazie, appunto, ai musicisti che sono entrati in studio con me (Le Jacobin de La Scapigliatura, Andrea e Muke dei Sydrojé e Flex, mio produttore artistico). 

 

C.B.: Come è avvenuto l’incontro con La Fame Dischi?

LinFante - Piccolo e malato

Stefano Scrima: La Fame Dischi è una realtà molto attiva e questo lo si percepisce subito. Ho conosciuto Michele durante un compleanno dell’etichetta a Roma e da lì siamo rimasti in contatto. Qualche mese fa gli feci sentire i pezzi di “Piccolo e malato” chiedendogli un parere. Da lì è nata la collaborazione. 

 

C.B.: Molti ti hanno accostato ad artisti che fanno parte di una scena italiana un po’ datata (Moltheni, Manuel Agnelli, Edda, ecc.), tu che ne pensi? Ti piace l’attuale scena cantautoriale italiana o sei anche tu un nostalgico?

Stefano Scrima: Tu sei nostalgica? Se mi fai scegliere è chiaro che preferisco Edda e compagnia, mi sento molto più affine a loro, e non solo musicalmente. Ci sono alcuni cantautori che mi piacciono, certo, ma se devo essere sincero non impazzisco per la scena attuale.

 

C.B.: I tuoi testi sono molto evocativi, hai un modo di scrivere che si sta un po’ perdendo in Italia non trovi? Ti piacciono i giochi di parole che vanno tanto di moda adesso?

Stefano Scrima: Non lo so, sarò banale ma scrivo come mi viene. Gli ingegnosi giochi di parole mi piacciono quando aprono nuovi mondi a cui non avevi mai pensando, quando sanno veicolare un messaggio in modo profondo e originale. Saperli fare è certamente una dote invidiabile. Uno dei miei autori preferiti – non musicali – è Bergonzoni.

 

C.B.: E invece che musica ascolta LinFante?

Stefano Scrima: Ascolto cose molto diverse in fasi molto diverse. Come tutti, penso. Sono affezionato ad alcuni artisti, per quello che per me rappresentano e perché amo tutto della loro produzione, come Nirvana, Queens of the Stone Age o Michael Jackson. Ma ci sono momenti in cui ascolto solo Stromae o Tenco. Ultimamente di notte metto su “Work” di Rihanna e Drake.


C.B.: Il 29 Settembre è anche uscito un tuo libro, vero? Un libro di filosofia. Sei anche uno scrittore quindi. Ce ne parli?

LinFante

Stefano Scrima: Sì, casualmente lo stesso giorno di “Piccolo e malato” è uscito “Nauseati”, un libro che tratta della nausea esistenziale attraverso le figure e le opere di scrittori, filosofi e artisti celebri. Amo leggere, pensare e scrivere. Ho una laurea magistrale in Filosofia, che non vale niente in confronto alla passione che metto dentro a ogni cosa che creo. La mia necessità è quella di esprimermi, cercando così di realizzarmi, compiermi. E musica, letteratura e filosofia sono gli strumenti che ho scelto, anzi no, sono stati loro a scegliere me.

 

C.B.: Progetti per il futuro?

Stefano Scrima: Continuerò a creare quando sentirò che è arrivato il momento. Ho già in mente un disco nuovo, ma non so se, quando e come vedrà la luce. In realtà ho tantissime idee che devo tenere a bada. Piano piano cercherò di realizzarle tutte. Sto imparando, con grande fatica, a non avere troppa fretta. Uno dei miei più grandi difetti è l’impazienza. 

 

Written by Cristina Bucci

 

 

Info

Sito LinFante

Sito La fame dischi

 

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