“L’A.S.S.O. nella manica” di Ari Sandel: una miscela di cyberbullismo, haters, ingenuità e la ricerca del proprio Io

“L’A.S.S.O. nella manica” di Ari Sandel: una miscela di cyberbullismo, haters, ingenuità e la ricerca del proprio Io

Ott 4, 2016

Girare una commedia sul cyberbullismo. Si può? Di certo è rischioso…

 

L'A.S.S.O. nella manica

Basata sul romanzo a firma di Kody Keplinger “Quanto ti ho odiato”, questo “L’A.S.S.O. nella manica” di Ari Sandel narra le gesta di Bianca (Mae WithmanIndependence Day, Boogeyman 2 – Il ritorno dell’uomo nero, Come un uragano, Noi siamo infinito, Scott Pilgrim vs. the World, Ultime dal cielo, Chicago Hope, Friends), studentessa delle superiori acqua e sapone che si scopre un A.S.S.O. ovvero sia «un’amica sfigata strategicamente oscena».

E questo sarebbe già tutto un dire…

Per gli sfiduciati/“qualunquisti” o gli haters delle commedie americane, ciò potrebbe avere peso maggiore di tutto il pacchetto/prodotto. Ma se avete “coraggio”, se riuscite a guardare oltre le apparenze, oltre il vostro naso, scoprirete. Scoprirete anche il resto (a meno che non abbiate già letto il libro…).

Ossia che Bianca è usata solo come ruota di scorta (quella brutta e grassa) dalle “amiche” che la trascinano in giro assieme a loro, solo per poter risaltare il loro trucco, il loro lato sexy e le loro curve.

Ma Bianca si ribella (timidamente) e decide di cambiare le regole. Di cambiare vita – almeno ci prova… – scrollandosi di dosso l’etichetta infame a lei assegnata. Il film non è completamente da buttare via, diciamolo.

Le buone intenzioni c’erano, un libro con buone vendite anche. Il pubblico, prettamente adolescenziale, viene investito da messaggi subliminali (ma neanche poi tanto) sulla ricerca del proprio io e sul tema delicato come il bullismo tecnologico.

Dialoghi vaporosi, non – troppo – stereotipati, divertente nei dettagli e alla fine piacevole anche se non del tutto riuscito. Si sa, i detrattori non si avvicineranno e declineranno cortesemente, più o meno, l’invito alla visione.

L'A.S.S.O. nella manica

I fruitori essenziali di commedia a l’ “American Pie” ridacchieranno ed usciranno non del tutto sazi. Ma è difficile accontentare tutti… Salvo rare eccezioni. In Italia uno sembra essere Checco Zalone (sigh, sob, gasp e gulp!)… L’A.S.S.O. nella manica” non è un film per menti eccelse, possiamo dirlo: fa il suo, sbandierando le mode del momento, parlando di adolescenti, di crisi, di cibo, di tecnologia e della scuola.

La sceneggiatura a firma di Josh A. Cagan (Shelf Life, Bandslam – High School Band, Zoé Kézako – insomma, non certo Shakespeare) fa comunque il suo e non si discosta poi molto dal romanzo da cui prende spunto.

Un prodotto blando che ammicca agli adolescenti senza la pretesa di insegnare ma col puro scopo di intrattenere, bonariamente, gigionescamente, lanciando, però, di tanto in tanto, un sassolino in un capiente e profondo (?!) lago di un’adolescenza inquieta, brufolosa e ribelle.

La visione di Bella Thorne, qui nei panni di una “collega” di Bianca, Madison Morgan, (Dirty Sexy Money, My Own Worst Enemy, Fratelli per la pelle, Big Love, A tutto ritmo, Entourage, The O.C., Scream – the series, CSI) è preziosa ed il cast fa il suo in una commedia standard per gli schemi americani.

Un teen movie veritiero e che scava nella realtà della gioventù del 2000? No di certo. Sarebbe come volersi far spiegare Platone da Cassano. Con tutto il rispetto. Per Platone.

 

Scheda tecnica

Paese: USA

Regia: Ari Sandel

Cast: Mae Whitman, Robbie Amell, Bella Thorne, Bianca A. Santos, Skyler Samuels

Musiche: Dominic Lewis

Titolo: The Duff

Anno: 2015

Produzione: CBS Films, Vast Entertainment, Wonderland Sound and Vision

Distribuzione: Eagle Pictures e Leone Film Group

Durata: 101 minuti

Genere: Commedia

 

Written by Stefano Labbia

 

 

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