Jobim o Villa-Lobos? – Il Festival MiTo chiude i battenti a Milano e Torino, 21 e 22 settembre 2016

Jobim o Villa-Lobos? – Il Festival MiTo chiude i battenti a Milano e Torino, 21 e 22 settembre 2016

Set 19, 2016

Ultime giornate per MiTo, il Festival musicale che unisce Torino e Milano nel mese di settembre e che affida le sue ultime serate rispettivamente all’Auditorium Agnelli e agli Arcimboldi, in una  raffinata mistura che unisce i brasiliani Villa-Lobos e Jobim, la Spagna di Falla e l’Argentina di Piazzolla.

Tom Jobim

Giunto quest’anno alla decima edizione, il Festival concentra in poco meno di venti giorni oltre 160 concerti, unendo due città e amministrazioni.

Rievocando una sorta di passaggio della staffetta, il concerto Jobim o Villa-Lobos (che verrà eseguito il 21 settembre alle 21 a Torino presso l’Auditorium Giovanni Agnelli e il 22 settembre alle 21 al Teatro degli Arcimboldi) stimola una serie di riflessioni tra le composizioni di Villa-Lobos e le canzoni di Tom Jobim che fanno meglio comprendere come, probabilmente, si sia approdati alla musica moderna  brasiliana grazie alle esplorazioni iniziate dal primo con Bachianas brasileiras e O canto do cisne negro, ed evolute nella bossa nova di cui Jobim è tra i maggiori interpreti.

La presenza di Toquinho confermerà, con la sua voce e la sua chitarra, quanto questo lungo cammino sia frastagliato e ciclicamente bisognoso di auto-rinnovarsi.

Il programma riconosce, inoltre, l’importanza e il netto punto di svolta segnato dalle composizioni che lo spagnolo Manuel de Falla (con Exratti da Siete canciones populares españolas) e l’argentino Astor Piazzolla (con il Tango) ebbero per la musica popolare e folcloristica dei rispettivi paesi.

Heitor Villa-Lobos

Preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon, il concerto conterà sulla partecipazione, oltre che del già citato Toquinho, anche di Ophélie Gaillard (violoncello e direzione artistica), Gabriel Silvan (pianoforte e trascrizioni), Juanjo Mosalini (bandoneón), Romain Lecuyer (contrabbasso e chitarra), Rubens Celso e Florent Jodlent (percussioni).

“Padri e figli” è il tema con cui quest’anno il Festival MiTo sì è presentato ai capoluoghi lombardo e torinese e si appresta a concludere la sua ricca rassegna musicale, una tra le più rilevanti a livello internazionale.

Un’edizione molto coinvolgente, quella ideata quest’anno dal nuovo Direttore Artistico Nicola Campogrande, che arriva alle ultime giornate con una serie di obiettivi “centrati”. Primo fra tutti quello di aver coinvolto e riunito, come sempre riesce a fare, una serie di “istituzioni” del repertorio classico mondiale.

Dall’apertura con “Debussy Recasted” della London Symphony Orchestra (diretta dal neo Direttore Gianandrea Noseda) al “Puro Schumann” con La Filarmonica della Scala guidata da Riccardo Chailly, senza tralasciare il Fado Portoghese di Cristina Branco, le improvvisazioni tra Schubert e Schumann e Richard Strauss che apre la strada alle composizioni degli anni d’oro di Hollywood, il pubblico è stato trasportato in un viaggio temporale di ottocento anni di musica, viaggiando tra periodi, generi musicali e paesi lontani.

Festival MiTo

Altre rilevanti novità sono state, nel corso di questo mese, l’introduzione dell’ascolto alla musica, con lo stimolo di una maggiore comprensione del pubblico grazie alle spiegazioni delle composizioni in programma e l’ideazione, con OpenSinging, del coro cittadino più grande mai realizzato, con l’”appello” alla cittadinanza a  “collaborare” con il Coro Giovanile Italiano in un concerto tenutosi in Piazza Duomo a Milano.

“Padri e Figli” sembra voler marcare la ricchezza di ciò che ci ha lasciato la storia unitamente alla volontà di tramandarne l’eredità a nuovi generi rompendo ogni barriera.

 

Written By Irma Silletti

 

 

Info

Sito MiTo Settembre Musica

 

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