“I misteri di Chalk Hill” di Susanne Goga: un dramma a tinte fosche che si consuma nell’Inghilterra di fine Ottocento

“I misteri di Chalk Hill” di Susanne Goga: un dramma a tinte fosche che si consuma nell’Inghilterra di fine Ottocento

Set 2, 2016

“La storia dei fantasmi a Charlotte pareva così assurda che avrebbe tanto voluto riderci sopra, ma la risata le restò bloccata in gola. In gioco, infatti, c’era il benessere di una bambina che le stava a cuore. Le stava a cuore da morire. Qualunque cosa avesse fatto in futuro Sir Andrew, e per quanto strani fossero stati i suoi sforzi, Charlotte non si sarebbe lasciata confondere. Sarebbe rimasta a Chalk Hill, al fianco di Emily, per scoprire cos’era successo veramente in quella casa.”

I misteri di Chalk Hill

I misteri di Chalk Hill”, il “noir” ad atmosfere gotiche della tedesca Susanne Goga (Giunti Editore, 2015), è un infittirsi di misteri e colpi di scena che alimentano una lettura adrenalinica. Detto questo, però, è innegabile avvertire un’eco del celebre romanzo ottocentesco “Jane Eyre” di Charlotte Bronte, ma nemmeno l’autrice tende a negarlo. Nella Postfazione, infatti, ella ci confessa di apprezzare molto questo libro, tanto da consigliarne la lettura.

Non a caso, la sua protagonista, o meglio eroina – come conveniva all’epoca in cui si svolgono i fatti – si chiama proprio Charlotte. Leggendo fra le righe, l’opera intende essere una solerte indagine sul mondo del soprannaturale, portando il lettore a riflettere sulla fatidica questione se credere o meno ai fantasmi. O meglio, se vi siano spiegazioni razionali – talvolta addirittura ad intento criminoso –, oppure ci sia un angolo sconfinato ed infinitamente incompreso, in cui le rivelazioni possano essere frutto di quel che nessuno umanamente può spiegare. Certo, davvero un bel dilemma.

Ecco perché il lettore, anche secondo una netta impennata di suspense e colpi di scena che riserva la seconda parte del romanzo, è incentivato a “divorare” la lettura, allo scopo di scoprire cosa sia successo in quella casa, un po’ lugubre, situata ai piedi di un bosco, fra le verdi colline del Surrey.

È il settembre 1890 quando la giovane Charlotte Pauly giunge da Berlino in Inghilterra, approdando con la nave sulle bianche scogliere di Dover. La ragazza è un’istitutrice, che ha trovato lavoro presso la tenuta di Chalk Hill del facoltoso uomo politico Andrew Clayworth, dove dovrà occuparsi della figlia Emily di otto anni. Ella ha dovuto lasciare la Germania, sua patria, in seguito ad uno scandalo “rosa” non bene approfondito – nel senso che non ha parte integrante nella storia. Con ottime referenze, giunge quindi in quella che sarà la sua nuova casa, e si sistema in una torretta che era stata a suo tempo la stanza di Lady Ellen, moglie di Andrew e madre di Emily.

Susanne Goga

La donna è deceduta in circostanze misteriose pochi mesi prima, annegata nel fiume Mole. Ben presto Charlotte incontra la resistenza del personale di servizio, restio a parlare dell’accaduto, per espresso veto del padrone di casa. Quest’ultimo, è un uomo molto freddo, anche nei suoi rapporti con la figlia. Dal canto suo, Charlotte si affeziona molto alla piccola Emily e, quando scopre che la bambina ha ricorrenti incubi notturni in cui afferma di vedere la madre, capisce che qualcosa di poco chiaro sta accadendo in quella casa.

Con l’aiuto di un giornalista, Thomas Ashdown, “talent scout” di colossi letterari non ancora affermati quali Conan Doyle e Oscar Wilde, verrà fatta chiarezza sulle apparizioni notturne e le strane presenze che aleggiano sulla tenuta. Ma la realtà, si sa, è sempre peggiore dell’immaginazione, e l’essere umano in grado di compiere azioni aberranti.

Un romanzo davvero piacevole, per quanto non del tutto originale. Con una protagonista affascinante e ben delineata, degna degli scrittori dell’epoca. L’atmosfera gotica è ben resa, così come i riferimenti disseminati nella storia. Per esempio, Charlotte ed Emily, recatesi a Londra, in una delle loro numerose passeggiate pomeridiane, prima di prendere il tè, passano davanti alla casa dove ha abitato Mary Shelley.

Un buon amalgama di realtà e finzione, dove, alla fine, ci sarà posto anche per una storia d’amore. È proprio vero che condividere eventi scioccanti e sventure unisce. Questo romanzo ne è la prova.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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