Gioco d’azzardo e canzoni: un legame duraturo ed efficace

“C’era fra noi un gioco d´azzardo ma niente ormai nel lungo sguardo spiega qualcosa, forse soltanto certe parole sembrano pianto, sono salate, sono di mare” cantava qualche tempo fa un laconico Paolo Conte.

 

Frank Sinatra – Sands Casinò – 1959

La musica e in particolare i suoi grandi autori di testi, da tempo immemore subiscono il fascino per il gioco.

Non è un caso se Las Vegas, città simbolo del gioco è stata più volte cantata e raccontata attraverso canzoni indimenticabili come la celebre Viva Las Vegas, cantata da Elvis Presley. Da Frank Sinatra a Bob Dylan, e in tempi più recenti da Mark Knopfler, ex leader dei Dire Straits a Lady Gaga, in molti hanno cantato e scritto brani dove il gioco è una metafora della vita e dove il tavolo verde spesso simboleggia la casualità e il fatalismo dei sentimenti.

Prendiamo ad esempio Bruce Springsteen che nel suo brano “Roll of the dice”, tratto da Human Touch, del 1992, usa la metafora dei dadi per fare un bilancio della sua vita e perché no, della sua carriera di musicista. Dai Motorhead a Kenny Rogers, da Bob Seger ai Grateful Dead, molti autori, soprattutto statunitensi hanno spesso scritto brani celebri ispirati al gioco e in particolare al poker. “Deal” canzone del 1972 eseguita dai Dead ne è un esempio esplicativo.

Il brano parla di un giocatore che fa questo mestiere ormai da troppo tempo e per questo motivo si sente di consigliare di giocare sempre con un approccio ragionato e paziente, aspettando che vengano distribuite le carte giuste: “Wait until your deal come round / Don’t you let that deal go down” cantano nel ritornello i Grateful Dead.

Fa da contraltare il brano dei Motorhead “Ace of Spades”, canzone scritta nel 1980 dalla band capitanata da Lemmy Kilmister. Si tratta di un brano che gioca sul connubio sesso/gioco con grande ammiccamento.

Motorhead – Ace of Spades – Casino

Il ritornello dice:Se ti piace giocare d’azzardo, sono io il tuo uomo/ un po’ vinci, un po’ perdi, per me non cambia niente/ sai che sono nato per perdere e che il gambling è per stupidi/ ma a me piace così/ alziamo le ante, so che vuoi vedere cos’ho/ ma l’unica cosa che vedrai, sai già che sarà/ l’Asso di Picche”, una forma in rima, prima che fossero in rete siti come Voglia di Vincere giochi casinò online.

Non può certo mancare, in questo mazzo fortunato il brano di Mark Knopfler “Get Lucky”, che dà il titolo anche a uno dei suoi recenti e fortunati dischi. Incentrato tutto sul gioco e su un personaggio che fugge e si ritrova suo malgrado in una città dove il gioco, il vizio e il fatalismo la fanno da padrone. Anche la copertina dell’album sfrutta a pieno il tema del gioco, con un chitarra elettrica che diventa l’insegna al neon di un noto locale di Las Vegas.

Il disco al suo interno è una colorata fiche gialla e nera. I motivi che spingono un musicista e in particolare un autore a trattare questo tema, sono forse da ricercare nel filone musicale un tempo conosciuto come country, dove il biscazziere spesso assume il ruolo di voce principale e di narratore per spiegarci attraverso azzeccate metafore, il senso della vita visto attraverso un tavolo verde da gioco.

Roulette, blackjack, dadi o poker, non fa tanta differenza: basta che suoni bene, diciamo!

 

 

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