“Il rivale di Ottaviano” di Craig Smith: una suggestiva interpretazione della Roma imperiale

“Il rivale di Ottaviano” di Craig Smith: una suggestiva interpretazione della Roma imperiale

Lug 25, 2016

“Dal mio punto di vista, nessun uomo al mondo poteva eguagliare le imprese di Cesare e, nonostante la mia smodata ambizione, non avrei mai saputo immaginarmi in grado di emulare la sua gloria, neppure se avessi avuto a disposizione tre vite intere. Pensavo, però, di poter conseguire gli obiettivi che Dolabella aveva raggiunto. Tutto ciò che dovevo fare era osservare i suoi atteggiamenti e comportarmi esattamente come lui.”

Il rivale di Ottaviano

Nel romanzo pubblicato da Leone Editore nel maggio 2016, Craig Smith, il prolifico scrittore che questa casa editrice aveva già tradotto in passato, ci presenta un personaggio realmente esistito. È Quinto Dellio, qui nell’atto di dettare le proprie memorie a Giuda, il suo giovane segretario.

Il rivale di Ottaviano” è un’opera che si basa su una fedele ricostruzione storica; su usi e costumi dell’antica Roma, in cui il talento dello scrittore fa capolino e, ogni tanto, manipola un po’ la storia, coinvolgendo quei personaggi che hanno albergato nei nostri libri di scuola. Lo stile semplice dell’autore, prettamente “cinematografico”, ben definisce i caratteri così come i tratti somatici, e contribuisce a renderli memorabili.

Poiché la cultura è ricordare quel poco che si è dimenticato dopo aver studiato, leggendo queste pagine possiamo stare certi che qualche piccolo particolare rimarrà impresso. Il rischio però è di confondere la fantasia con la realtà storica, e in questo Craig Smith ci mette in guardia, affermando che un Quinto Dellio sia realmente esistito e che il suo nome appaia sovente accanto a molti di questi fatti storici. Ma di cosa egli si sia reso davvero responsabile, non vi è alcuna certezza. È meglio quindi ritenere questa vicenda una storia romanzata, che coinvolge personaggi immortalati nei secoli.

Che Quinto Dellio, nel romanzo di Craig, sia desideroso di emergere, non vi è alcun dubbio. Egli inizia a sgomitare nella Roma imperiale, animata da giochi di potere subdoli, ma troppo spesso efficaci. Con l’appoggio del politico e militare romano Dolabella, egli riesce ad entrare nell’esercito di Giulio Cesare, nei confronti del quale ha sempre espresso la sua ammirazione assoluta.

Dopo le idi di marzo, del 44 a.c, e l’assassinio dello stesso Cesare, egli assiste impotente all’ascesa del figlio adottivo Ottaviano, che nell’opera viene chiamato “Cesare”, senza distinzioni, proprio per mettere in evidenza il valore di questa carica nell’antica Roma.

Craig Smith

Quinto Dellio però non riuscirà mai a nascondere il suo disprezzo, nei confronti di quella che gli appare come una figura debole ed ambigua. Sempre in prima linea, nelle numerose battaglie, il nostro protagonista andrà in seguito in Egitto, al cospetto di Cleopatra, e poi ancora nella Giudea dove lo attende un giovane Erode. Sono gli anni più turbolenti della storia di Roma.

Pur d’inseguire i suoi sogni di gloria, Quinto Dellio è sempre pronto a schierarsi al fianco di nuovi condottieri; a servire donne in pericolo e cercare di mettere in salvo i loro bambini. Fino all’ultima e definitiva delusione, epilogo di un mondo che non è poi tanto cambiato, nonostante siano passati secoli. Forse il sesto senso è davvero importante, e il suo disprezzo nei confronti di Ottaviano del tutto legittimo.

Il rivale di Ottaviano” si rivela come un viaggio nella Roma imperiale, suggestivo e ben organizzato. Ne consiglio la lettura a chi ama i romanzi storici, ma è consapevole che talvolta, per rendere una storia avvincente, occorra metterci anche tanta fantasia.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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