“It Follows” di David Robert Mitchell: il dilemma di Eros e Thanatos depurato dalla passione sentimentale

“It Follows” di David Robert Mitchell: il dilemma di Eros e Thanatos depurato dalla passione sentimentale

Lug 8, 2016

Inserita capillarmente in ben 43 festival a partire da quello di Cannes (maggio 2014), quindi distribuita a livello statale in 36 diversi paesi, la seconda prova nel lungo di David Robert Mitchell (già autore di “The Myth of the American Sleepover”, 2010) approda infine anche in Italia.

It Follows

Distribuito dal progetto “Midnight Factory” della Koch Media, interessato al cosiddetto “Male fatto Bene”, ossia al cinema del terrore e dintorni di riconosciuta qualità artistica (si pensi al “Babadook” dell’estate scorsa),It Follows” non ha tardato a farsi acclamare quale uno dei migliori horror degli ultimi anni.

Merito senza dubbio della sua singolare composizione a più livelli, composta da una trama lontana da cervellotiche complicazioni, abitata a sua volta da volti comuni (neppure “troppo belli”), una decisa e costante messa a fuoco dei ruoli e delle virtù dei personaggi, i cui dialoghi risultano sempre funzionali ad un arricchimento dello spessore psichico degli stessi (non mancano in tal senso citazioni fin dall’Idiota dostoevskijano), quindi un variegato impianto estetico di ragionata fattura.

Jay (Maika Monroe, alla sua prima performance di rilievo internazionale) è perseguitata da un’entità soprannaturale che lei sola vede, un inquietante mutaforma che altro non fa se non camminarle incontro lentamente dovunque si trovi, con la limpida quanto insondabile intenzione di ucciderla.

L’incremento sostanziale deriva dal fatto che questo spettro incarna una maledizione sessualmente trasmissibile: avere rapporti carnali è l’unico modo per gettarsi nelle fauci delle sue immotivate ire e allo stesso tempo la via obbligata per liberarsene.

Resa edotta di questa condizione “privilegiata” dal suo ultimo effimero boyfriend, la ragazza confessa il suo stato di angoscia esclusivamente alla sorella e ai suoi amici, intenzionata a non mettere in allarme i genitori (irredimibili dropout della vicenda), attanagliata senza posa dalle ricorrenti, macabre manifestazioni della sua nemesi così come dal pensiero di poter allontanarla in qualsiasi momento concedendo la propria intimità, ormai svuotata di ogni sacralità, ad un partito, sia esso consapevole o meno della “malattia venerea” che la fanciulla ospita dentro di sé.

Fertilizzato un terreno altrimenti potenzialmente sterile, Mitchell vi erige un’architettura di ammirabili gusto e proporzioni, situata in una lugubre Detroit di periferia plasmata da lunghi e pazienti movimenti circolari della macchina da presa, efficacemente fotografati ed inseriti in un montaggio abile nel sottrarre alla visione l’appropinquarsi delle minacce ectoplasmatiche ed alcune parabole temporali non essenziali all’equilibrio generale.

It Follows

L’impressione complessiva derivante dall’osservazione dello stile con cui il film è condotto non può che rispondere attraverso una trama di elogi, sapientemente sfruttati quali sono gli strumenti della suspense, l’incombenza del fuori campo ma anche del dettaglio ingannatore, fonte costante di timore anche di fronte le presenze più innocue.

Contribuisce notevolmente all’accumulo di tensione la colonna sonora firmata da Disasterpeace (aka Richard Vreeland), al suo primo incarico in un lungo cinematografico, ideatore di un sound che sfruttando efficaci effetti di riverbero, ossessivi ostinati e un’apprezzabile attenzione alle coloriture accordali, riesce a suggerire la desolazione dell’ambiente vitale e la compulsività con cui Jay cerca di sfuggire al suo tormento.

It Follows” brilla perciò della calibrata sincerità dei suoi giovani sventurati, mai meri burattini di una sceneggiatura piegata a false esigenze di circostanza, emblemi di una storia che sa di autentico in quanto priva di quell’inappropriata, spersonalizzante epicità spesso alleata dei soggetti carenti.

Ciò però non deve distogliere l’acuto indagatore dal notare l’immancabile parzialità delle loro risorse intellettive, mai accennato un coinvolgimento ad ampio raggio nell’inesplicabile mistero, neanche si fosse animati da qualche spirito d’avventura, seppur sciocco, oppure (meglio) lungi dal poter riferirsi a qualche salvatore esterno (la polizia, pure figurante nelle dinamiche del plot, si trova a ricoprire un ruolo del tutto tangenziale).

It Follows

Non un’occasione in cui essi riprendano gli strani fenomeni con un dispositivo di videoregistrazione (tanto più che questi incidono pesantemente sulle effettività che li circondano), né sappiano armarsi secondo le logiche più elementari e assieme vantaggiose.

Si tratta di semplici screziature che non vanno a minare più di tanto l’efficacia globale dell’opera, quanto piuttosto ad affiancare al dubbio di rito che funge da ancella alla conclusione aperta quello di aver assistito o meno ad un horror da prendere realmente senza ulteriori indugi a modello di audacia e vera consapevolezza autoriale.

 

Voto al film

 

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

One comment

  1. Dana /

    E ‘davvero un film di culto! Guarda questo film solo di notte, senza essere distratti da altre cose. Se ti piace Maika Monroe, guardare dopo il film “Un Giorno Come Tanti” ( http://www.cineblog01.bz/2459-un-giorno-come-tanti-2013.html ). Ciao!

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