“Pose di nudo” di Katia Debora Melis: l’anima si svela nei suoi tratti più intimi

“Pose di nudo” di Katia Debora Melis: l’anima si svela nei suoi tratti più intimi

Giu 29, 2016

“Poi ti guardano/ e ti sorridono/ e la stanchezza si frantuma.” – Figli

 

Pose di nudo

La poetessa di origini milanesi Katia Debora Melis, sarda d’adozione, presenta una raccolta di brevi liriche dal titolo Pose di nudo” (Edizioni Thoth, 2015). Aforismi che si concentrano sull’anima, di una poesia che, nuda, si offre a chi la sa cogliere.

L’opera vera e propria è divisa in tre parti, con la prefazione del critico letterario Marzia Carocci. Tre “pose” distinte, quasi si trattasse di un set fotografico che cattura scatti intimi di una modella, immaginata di spalle e pudica, mentre invita ad indovinare qualcosa di sé.
La poesia/ è una posa di nudo/ dell’Anima.”

Tra metafore, dicotomie e similitudini, di cui la silloge è pregna, si scorge l’atteggiamento della poetessa che si pone in qualità di “osservatore”; ella cerca di mantenere una giusta distanza, e mette in guardia chi legge: “io so/ dei molti aforismi là fuori…”, incapace di oltrepassare o ripercorrere gli errori commessi.

Grande è l’importanza che viene data alla parola. L’autrice vorrebbe esprimersi al meglio, senza perdersi in quel tumulto di “suoniparole”, non a caso un termine concepito tutto di seguito, al fine di fomentare quella sensazione di imperante caos. In lei, invece, si avverte un sentimento trattenuto, che le fa sempre fare un passo indietro, tacendo di un rimorso definito “perverso”.

L’attimo, effimero, è perso: “Così,/ quando potevo/ non potei./ Ora/ non posso.”, come se si fosse perso il momento giusto per parlare. Si può solo indovinare, o percepire fra le righe.

Il giudizio trema, in un’Apocalisse che è quella creata dalla mente, prigione e retaggio di tempi andati e futuri. L’impeto della giovinezza lascia il posto a discorsi più maturi e pacati, “fucina di ogni decenza”.

Katia Debora Melis

In un tramonto che pare infinito, la fame “asseta” e, dice l’autrice, non c’è più rispetto per quella carne che è sacra perché portatrice di vita. Una poetica costruita di piccoli gesti, di “nuvole sul cuore”. Dove tutto può cambiare, e niente è definitivo. Soprattutto, ogni cosa è interpretabile a seconda di chi legge. Dobbiamo quindi evitare di mettere etichette o creare stereotipi.

Nell’ultima parte, dopo la “Sala prove”, alcune liriche sono state riprese, e tradotte in inglese e poi in francese. L’immediatezza del messaggio, si fissa nella semplicità e nelle dolcezza delle due rispettive lingue, incidendo nel profondo o nella bellezza esteriore dei versi.

Proprio come una modella che si denuda. Bella, nella sua fisicità, ma suggestiva nella concezione che lascia.

 

Written by Cristina Biolcati

 

3 comments

  1. Katia Debora Melis /

    Ringrazio Cristina Biolcati per la bella e accurata recensione, fatta non solo di parole, ma di attenzione e tempo dedicati al mio libro. Unica cosa da aggiungere: milanese di nascita, ma sarda sino al midollo! ;-)

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