“La clessidra del tempo” di Bettina Di Bartolo: un invito all’ascolto e all’attenzione dei messaggi del tempo

“La clessidra del tempo” di Bettina Di Bartolo: un invito all’ascolto e all’attenzione dei messaggi del tempo

Giu 18, 2016

Bettina Di Bartolo è autrice di prosa e poesia, nativa di San Fratello, ma residente da anni a Milano.

 

La clessidra del tempo

I suoi primi scritti, in lingua galloitalica, già dal 2005 ricevono importanti apprezzamenti, che arrivano ancora negli anni successivi, per componimenti sia in vernacolo che in lingua italiana.

Nel 2010 pubblica Intarsi, silloge poetica (Montedit edizioni) per la quale ottiene il primo premio al concorso internazionale di poesia “Città di Bitetto” nel 2011. Lavora dal 2009 come OSS, operatore socio sanitario, in una residenza sanitaria assistita, Il Gelso, a stretto contatto con persone anziane dalle esigenze molto diverse, non solo di tipo sanitario.

Infatti, come operatrice, la Di Bartolo è attenta alle mille emozioni che spesso solo traspaiono da uno sguardo o un gesto.

Dalla sua quotidiana esperienza nella RSA è nato il libroLa clessidra del tempo“, edito da Kimerik a marzo del 2016, con prefazione di Carlo Gragnani e presentazione della dott.ssa Cinzia Botter, Direttore di struttura.

Una narrazione a tratti sommessa, bisbigliata, con passaggi di una delicatezza che è propria di chi ha consuetudine a operare con qualcosa, in questo caso qualcuno, di molto delicato. Passaggi, ritmi, immagini, luci e colori sono tracciati con pennellate di poesia, che arricchiscono di sentimento e intensa partecipazione emotiva le pagine di questa prosa breve e agile.

Chiunque operi, a vario titolo, entro una residenza sanitaria assistita, ci fa intendere la Di Bartolo, dovrebbe avere sempre consapevolezza di trovarsi di fronte a uomini e donne che hanno storie da raccontare, anche quando non parlano.

Bettina Di Bartolo

Ci insegna, l’autrice, il valore dell’ascolto rivolto alle parole dette e a quelle non pronunciate, ma anche all’espressione, attiva o inerte, della corporeità che, quando non parla per mezzo di linguaggi verbali, comunque sempre urla: un bisogno, una speranza, una paura.

Uno stesso afflato poetico anima i dieci frammenti di vite, brevissimi racconti, accomunati dai temi del tempo, del silenzio e del vuoto. Storie diverse, ma in fondo simili, emesse quasi con un unico flatus vocis: la clessidra del tempo non è unidirezionale, la si può capovolgere, si può in qualche modo invertire la rotta del tempo, arricchendo il presente nostro e altrui.

Basta solo volerlo, fermarsi un attimo, non lasciare che la vita scivoli via tra l’indifferenza e l’abbandono, oppressa dal peso della solitudine.

È delicata e sincera la penna di Bettina Di Bartolo, segue il cuore, dando voce e corpo a coloro che rischiano di scomparire, divenuti quasi ectoplasmi tra quotidiani gesti meccanici e arredi sempre uguali, non più persone con storie, vissuti e dignità da custodire e rispettare.

 

Written by Katia Debora Melis

 

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