“Wolf. La ragazza che sfidò il destino” di Ryan Graudin: e se Adolf Hitler avesse vinto la guerra?

“Wolf. La ragazza che sfidò il destino” di Ryan Graudin: e se Adolf Hitler avesse vinto la guerra?

Giu 4, 2016

“Lei avrebbe gareggiato in motocicletta da Germania a Tokyo, avrebbe vinto il Tour dell’Asse e conquistato un invito al Ballo del Vincitore, avrebbe ucciso il Fuhrer e innescato il crollo del Terzo Reich. Avrebbe attraversato il mondo e l’avrebbe cambiato. O sarebbe morta provandoci.”

Wolf - La ragazza che sfidò il destino

Wolf. La ragazza che sfidò il destino” è il romanzo d’esordio dell’americana Ryan Graudin. Pubblicato dalla casa editrice De Agostini nell’aprile 2016, con traduzione di Ilaria Katerinow, consacra l’eroina di una nuova saga. Il genere è storico, al quale sono stati aggiunti dei risvolti tratti dal mondo del fantasy e del romanzo distopico: espedienti che rendono la trama avvincente.

È il 1956 e l’autrice immagina che Adolf Hitler non sia morto e che abbia addirittura vinto il conflitto. L’asse mondiale ruota infatti attorno a due potenze: il Terzo Reich e il Giappone dell’imperatore Hiroito. Ogni anno, per commemorare la vittoria, viene organizzato il Tour dell’Asse, una corsa motociclistica lunga ed estenuante che attraversa i territori che collegano le due capitali, ovvero Germania – chiamata proprio così – e Tokyo. Il premio è un incontro al Ballo del Vincitore con Hitler in persona.

Yael, la giovane ragazza protagonista della storia, deve partecipare assolutamente e cercare in tutti i modi di aggiudicarsi la vittoria. L’odio che cova per Hitler è immenso. È una sopravvissuta ai campi di concentramento, per il solo fatto che su di lei i tedeschi hanno praticato degli esperimenti genetici.

Questo suo passato di “cavia umana”, le ha lasciato il potere di trasformarsi e assumere le sembianze di chiunque. Per questo Yael sa di potercela fare: assumerà l’identità di Adele Wolfe, la vincitrice dell’anno precedente. La ragazza vendicherà se stessa e gli affetti che ha perduto, uccidendo Adolf Hitler davanti ad un mucchio di gente.

Questo è il suo intento, e questo è quello che ha giurato guardando quei cinque tatuaggi che porta sul braccio. Ogni lupo, impresso con l’inchiostro sulla sua pelle, rappresenta una persona cara, morta di stenti e di fame in quell’assurda guerra, nel tentativo di salvarle la vita. La situazione però subisce un contraccolpo, quando alla gara si uniscono Felix, il gemello della vera Adele che inizia a sospettare qualcosa, e Luka, un avversario ostico che emana un certo fascino.

“E se…?” è una domanda legittima, che la storia sovente induce a porsi. Cosa sarebbe successo se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale? Lo scenario che l’autrice ci fa intravedere, in questo romanzo, avrebbe potuto essere il nostro. Le donne del Reich venivano scoraggiate dal perseguire gli studi e a lavorare fuori casa. Esse dovevano invece fare più figli possibile, per diffondere la razza ariana nelle nuove terre di conquista. Per questo, un personaggio coraggioso ed indomito come quello di Yael, che corre per chilometri a bordo di una motocicletta, ci permette di intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel.

Ryan Graudin

La storia mette al corrente di oltre quaranta tentativi documentati di assassinare il Fuhrer, che purtroppo fallirono miseramente. Abile a sottrarsi alle situazioni di pericolo, egli pareva avere un “sesto senso”, che lo induceva a ricorrere a validi espedienti.

In un contesto tragico, come quello dei campi di concentramento, ipotizzando l’esistenza di un Hitler longevo, l’autrice ha sapientemente inserito l’elemento fantasioso delle “mutazioni” di Yael. Questo libro infatti parla d’identità, e sottolinea l’assurdità del pregiudizio razziale.

Wolf. La ragazza che sfidò il destino” è un new adult davvero ben scritto, la cui lettura appassiona ed invoglia a proseguire. E mentre mi auguro che i nuovi episodi giungano presto anche in Italia, concludo con alcune parole dell’autrice, che mi sembrano alquanto significative:

Spero che la storia di Yael possa non solo ricordare ai lettori che tutti gli uomini sono creati uguali, ma anche invogliarli a studiare la storia che sta dietro la finzione, e a usare questa conoscenza per esaminare il mondo di oggi.

Abbiamo corso davvero un bel rischio. Che leggere questo romanzo ci serva da monito.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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