“La maledizione dell’abbazia di Thelema” di Accursio Soldano: storia di superstizioni in una Sicilia esoterica

“La maledizione dell’abbazia di Thelema” di Accursio Soldano: storia di superstizioni in una Sicilia esoterica

Mag 31, 2016

“Di nonna Peppina si diceva che sapesse leggere i tarocchi perché da giovane aveva frequentato, seppur per poco tempo, quella vecchia villetta in contrada Santa Barbara che tutti conoscevano come l’Abbazia di Thelema. Ma erano solo voci, chiacchiere di paese non confermate e messe in giro da vecchie invidiose rincitrullite con gli anni.”

La maledizione dell’abbazia di Thelema

Il giornalista e scrittore siciliano Accursio Soldano, nel suo terzo romanzo La maledizione dell’abbazia di Thelema” (Leucotea Edizioni, 2016), fonde la tradizione esoterica di Sicilia con personaggi frutto della sua fantasia. All’occultista inglese Aleister Crowley si deve il nome di Abbazia di Thelema, ovvero un edificio isolato in località Santa Barbara, presso Cefalù, abitata dallo stesso presumibilmente a partire dall’aprile 1920.

Qui, questo personaggio era solito riunirsi coi suoi adepti durante i soggiorni in Sicilia, dando luogo alla prima congregazione satanista. Una storia vera e documentata, quindi, anche se la popolazione ne parla tuttora malvolentieri.

Crowley serve all’autore da pretesto per giustificare determinati eventi descritti nel romanzo. I personaggi, tutti molto semplici nei loro schemi mentali, sono vittime di credenze popolari e di superstizione. Il cosiddetto “malocchio” arriva a giustificare anche quegli eventi che potrebbero essere ricondotti all’opera dell’uomo, come per esempio un assassinio.

Il 13 marzo 1991 muore l’anziana Peppina, la donna che si pensava fosse in grado di leggere i tarocchi, quando invece non è stata neppure capace di prevedere una rovinosa caduta, avvenuta dieci anni prima, preludio di una morte lenta ed annunciata.

Tutto ciò che, nel tempo, è accaduto all’interno di quell’abbazia, è stato abilmente occultato. A distanza di cinquant’anni, i demoni si risvegliano nella credenza popolare, ogniqualvolta accade un evento nefasto, che fa dubitare della perdita del potere di certi riti occulti. Che la maledizione sia allora reale?

Anche la morte di Peppina mette qualche dubbio. La maledizione diventa quasi un conforto, un “alibi” per sapere di essere sempre nel giusto.

Accursio Soldano

La solita partita a carte fra compaesani attempati, diventa un’occasione volta a confessare segreti di cui nessuno sospetta. Come, per esempio, di quella volta in cui Peppina era andata via dal paese, ed era tornata anni dopo col figlio Nicola. Non in cerca di lavoro, come aveva dichiarato, bensì prostituta in un bordello di Parigi. E questo è soltanto uno dei segreti che si aggirano fra le pagine di questo romanzo.

Accursio Soldano, attraverso uno stile pulito, che mira alla notizia – da buon giornalista – offre uno spaccato di Sicilia. Una terra meravigliosa, ma fortemente legata ad antiche superstizioni, dalle quali sembra non volersi separare, forse perché non ancora del tutto conscia.

Una storia di gente comune, che forse si è trovata a vivere eventi difficili da metabolizzare e fare propri. Un libro consigliato, agli amanti dell’occulto e di antiche leggende, che non perdono di vista una sana ironia.

 

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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Blog Accursio Soldano

 

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