“La ragazza delle fragole” di Lisa Strømme: la passione di un’estate fra il pittore norvegese Edward Munch e la sua musa

“La ragazza delle fragole” di Lisa Strømme: la passione di un’estate fra il pittore norvegese Edward Munch e la sua musa

Mag 30, 2016

“Il dolore di Tullik era assordante. Pietrificante. La consapevolezza istintiva di dover vivere la propria esistenza senza di lui. Tutti i fili intrecciati che li avevano legati insieme si spezzarono nell’istante in cui le fu rubata l’anima. La fonte della sua energia, la sua forza vitale si offuscò, e il suo splendore svanì, lasciandola vuota, privata di tutto.”

La ragazza delle fragole

A narrare in prima persona la storia de “La ragazza delle fragole” (Giunti Editore, maggio 2016), esordio letterario di Lisa Strømme, è Johanne, una sedicenne abitante di Asgardstrandt, un paese poco distante da Oslo, raccoglitrice di questi frutti, allo scopo di venderli ai turisti.

La località è meta estiva di vacanza per numerosi artisti, grazie ad un tipo particolare di luce che bene si adatta alla pittura. Fra essi, vi è anche Edward Munch, il pittore noto per i suoi quadri angoscianti: un reietto, chiamato il “Peccatore”, da cui è opinione che sia meglio girare al largo. Johanne non è però di questo avviso.

Nonostante la madre le vieti di parlare con Munch, lei gli diventa amica e, nei suoi momenti liberi, dà sfogo alla sua passione per la pittura, utilizzando alcune tele che lui le mette a disposizione. La ragazza possiede il dono della sinestesia, ovvero, per lei le persone hanno un colore, a seconda del frangente. Capita a chi è molto sensibile, di convogliare tutti insieme i sensi, e così “la ragazza delle fragole” ci offre un racconto che appare come una tavolozza dai colori accesi e cangianti.

L’autrice, Lisa Strømme, nata nello Yorkshire ma abitante in Norvegia, confessa di avere tratto spunto da un episodio poco noto sulla vita del pittore, ovvero di una storia estiva che Munch avrebbe avuto con una ragazza, sua musa, alla quale avrebbe regalato molte delle sue opere. Alcuni personaggi del romanzo sono realmente esistiti, anche se la scrittrice ha inventato parecchie cose.

L’opera è ambientata in Norvegia, nel 1893, anno in cui Munch dipinse l’Urlo. L’estate spensierata di Johanne, così come la sua adolescenza, termina quando la madre decide di mandarla a servizio a casa dell’ammiraglio Ihlen: una delle famiglie più in vista del paese. Qui, la ragazza fa amicizia con la figlia minore Tullik, e assiste all’ardente passione fra quest’ultima e Munch, che in passato era già stato amante della sorella maggiore Milly. Tullik arriverà a perdere letteralmente la testa per il pittore tormentato, e toccherà a Johanne inventare bugie su bugie, pur di salvare l’amica dall’ira dei suoi genitori, che non approvano la frequentazione. Munch è un artista, innamorato della sua pittura e del “momento”. Le sue attenzioni non porteranno nulla di buono, e finiranno per sconvolgere l’esistenza di tutti quelli che avranno a che fare con lui.

Lisa Strømme

La ragazza delle fragole” è un romanzo avvincente e ricco di pathos. È stimolante, per il lettore, sentir parlare di opere d’arte che si vedono normalmente sui libri o nei musei, come di omaggi che una donna innamorata deve proteggere dalla distruzione di massa, nascondendoli nell’armadio o sotto le assi del pavimento. Chi di noi dormirebbe con L’Urlo in camera da letto?

Seppur per gran parte inventati, i romanzi che parlano di artisti famosi finiscono per farceli amare di più, per renderli più umani. È successo per esempio con “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier, a proposito di Vermeer.

Johanne non arriva a “bucare” le pagine, com’è stato per Griet, perché Tracy Chevalier ha il grande dono di rendere i suoi personaggi fortemente carismatici. Una caratteristica che davvero in pochi possiedono.

Quello di Lisa Strømme rimane comunque un romanzo ben riuscito, con dei personaggi interessanti e ben sviluppati. E poi, c’è quell’ombra, quel mistero. Quel chiaro-scuro; quell’uomo che ora è qui e ora è là; silenzioso, incompreso. Incapace d’integrarsi. Un Edward Munch geniale, ma terribilmente solo.

Written by Cristina Biolcati

 

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