“Ross Poldark” di Winston Graham: un classico tra i romanzi storici per la prima volta con traduzione integrale

“Ross Poldark” di Winston Graham: un classico tra i romanzi storici per la prima volta con traduzione integrale

Mag 20, 2016

“Ross rimase colpito nel notare che la casa era più piccola, più bassa e più squadrata di quanto ricordasse; si dipanava disordinata come una schiera di baracche di minatori. Non c’era una sola luce accesa. Arrivato all’albero di lillà, che ormai era cresciuto al punto di nascondere le finestre, si fermò, legò la cavalla e bussò con il frustino alla porta d’ingresso.”

Ross Poldark

Del prolifico scrittore inglese Winston Graham (1908- 2003), popolare è la cosiddetta “saga Poldark”, una fortunata serie di dodici romanzi ambientata in Cornovaglia fra il 1783 e il 1820, che ha anche avuto due trasposizioni televisive, rispettivamente nel 1975 e nel 2015. Graham, autore fra l’altro del famosissimo thriller “Marnie”, portato sul grande schermo da Alfred Hitchcock, utilizza una prosa pulita, dove i dialoghi irrompono con forza evocativa, evitando il tedio di descrizioni prolisse. E parlando di romanzo storico, direi che la cosa non sia proprio così scontata.

La casa editrice Sonzogno, nel maggio 2016, ha pubblicato la traduzione integrale dei primi tre libri, ad opera di Matteo Curtoni e Maura Parolini. Sebbene “Ross Poldark”, questo il titolo, conti 430 pagine, la lettura è scorrevole e la trama acquista da subito un taglio cinematografico.

Appassiona, questa storia, seppur nella sua semplicità e nella consapevolezza che alla fine del Settecento, epoca in cui è ambientata, le persone avessero ben altre priorità e vigessero regole incomprensibili. Intere generazioni sono state conquistate dalle gesta di Ross Poldark, nella Cornovaglia del 1783, anno in cui la vicenda ha inizio.

Dopo aver combattuto per l’esercito inglese nella Rivoluzione americana – è stato anche ferito ad una gamba e per questo zoppica –, Ross torna a casa. Tutti lo credevano morto, e quindi il suo ritorno, che avviene a cavallo in una brumosa sera di ottobre, crea un po’ di scompiglio a casa dello zio Charles, dove sta avendo luogo una cena alquanto “formale”.

Ross Poldark è figlio di un piccolo possidente, da poco deceduto. Colui che fa ritorno, molto provato, è ormai diventato un uomo e non certo quel ragazzo scapestrato che, a suo tempo, aveva dovuto lasciare l’Inghilterra, a causa di problemi con la legge. Ross desidera rivedere Elizabeth, la sua ragazza d’un tempo. Ma proprio a quella fatidica cena, egli scopre che la fanciulla è ormai promessa sposa a suo cugino Francis. Una volta accusato il colpo, Ross realizza anche che Nampara, la casa di suo padre, è ora in rovina. La coppia di servi che, in sua assenza, avrebbe dovuto vegliare sull’immobile, si è dedicata un po’ troppo alla bottiglia.

Winston Graham

Ross decide allora di buttarsi a capofitto nel lavoro. Egli intende restaurare Nampara e riaprire una nuova miniera, fra gli affari che il padre aveva trascurato. Nell’impresa può avvalersi dell’aiuto della devota cugina Verity e di una tredicenne, salvata da un tentativo di pestaggio. Impietosito dal grado d’indigenza della piccola Demelza, Ross la porta a casa con sé, per farsi aiutare nei lavori domestici. Ben presto la ragazza crescerà e vorrà conquistare il cuore dell’uomo che le ha offerto un futuro.

La Cornovaglia, terra di minatori, coi suoi paesaggi aspri e ventosi, fa da sfondo alla storia di questa famiglia che, col passare del tempo, dovrà convivere coi demoni del passato e i desideri repressi. I personaggi, come spesso avviene, non sono mai solo buoni o solo cattivi. Essi sono mossi da un numero molteplice di fattori, di cui il lettore deve tenere conto, primo fra i quali le convenzioni sociali dell’epoca. Ross, uomo affascinante e dal carattere forte, spicca nettamente.

Essendo un’opera composta da dodici libri, è lecito alimentare la speranza che non sia finita qui.
Avremo presto nuove avventure di questo “paladino” del tutto credibile, poiché riesce sempre ad ascoltare le proprie esigenze, senza mettersi al servizio totale del prossimo. Niente di più attuale ed umano.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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