“L’anno che non caddero le foglie” di Paola Mastrocola: una fiaba ecologista con un messaggio d’amore

“L’anno che non caddero le foglie” di Paola Mastrocola: una fiaba ecologista con un messaggio d’amore

Mag 16, 2016

“Le foglie che non cadevano produssero un’infinità di altre conseguenze, alcune felici, altre meno. Perché si sa, quel che è bene per uno non è detto che sia bene per l’altro. Così che nella vita non si è mai sicuri di cosa sia bene e cosa sia male, e in genere ce la caviamo dicendo che è tutto relativo. Le formiche, per esempio, erano contente che le foglie avessero smesso di cadere, perché non dovevano più fare le montagne russe, scavalcando foglie morte accartocciate o passando sotto piccioli rinsecchiti.”

L’anno che non caddero le foglie

Cosa accadrebbe se un autunno le foglie non si staccassero più dagli alberi? Quali conseguenze ci sarebbero tra gli uomini, tra gli animali e in generale nell’ecosistema della Terra? Come sarebbe l’autunno senza i suoi colori, senza il crocchiare della foglie sotto le scarpe? E chi potrebbe mai volere una cosa simile andando contro le leggi della natura?

Questo è ciò che accade nella nuova fiaba di Paola MastrocolaL’anno che non caddero le foglie” (Guanda, 2016), una bellissima storia d’amore per piccoli e grandi. Protagonisti sono Lina e Squirri, la prima una foglia nata lontana dalle altre e in ritardo rispetto ai normali tempi, la seconda Squirri, una scoiattolina fulva molto molto timida.

Entrambe sono innamorate, Lina di Ippi, un’altra foglia come lei nata poco più in alto e Squirri di Volpo, un cucciolo di volpe vivace e fulvo come lei. Lina ha un impeto rivoluzionario, tanto da volersi ribellare alle leggi universali chiedendo al vento di non far più cadere le foglie in autunno.

E il vento che è tanto caro e affezionato alla storia di Lina l’ascolta e decide di acconsentire a questa richiesta. Squirri, pur non conoscendo Lina, soffre di questa decisione perché le foglie che non cadono non le permettono più di vedere il suo innamorato. Le basterebbe uscire dalla sua casa e palesarsi a Volpo, ma è troppo timida per farlo.

L’anno che non caddero le foglie” può essere letto ai bambini che saranno felici di sentirsi raccontare una così bella storia ricca di animali e scoperte, e coordinata da bellissime illustrazioni, ma anche agli adulti insegnerà tanto.

Insegnerà che qualche volta andare contro corrente non mostra debolezza ma il contrario; essere coraggiosi e aprire gli occhi al mondo non può che essere positivo e aiutare a vedere ciò di cui prima non ci accorgevamo. Ma soprattutto è importante rispettare gli altri e l’ecosistema, entrambi così deboli e bisognosi di affetto.

Paola Mastrocola

Ricorda poi che i più piccoli, i bambini, vanno sempre ascoltati, anche quando si ha l’impressione che vogliano comunicarci cose per noi, almeno in quel momento, di poca importanza. Nulla va ignorato di ciò che i bambini dicono. E va insegnato loro di avere attenzione per tutto e tutti, anche i più piccoli esserini sono importanti.

Paola Mastrocola fa ancora una volta sognare e commuovere come solamente lei sa fare, ricordando che l’amore, nel più ampio senso del termine, quello senza sesso e senza etnie, è l’unico a vincere.

Infine non omette mai di inserire un tocco di attualità per far riflettere i lettori di ogni età sulle tematiche più importanti e delicate adoperando parole semplici ma in nessun caso banali.

 

Written by Rebecca Mais

 

 

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