Retrospettiva su Alphonse Mucha, dal 15 aprile all’11 settembre 2016 nel Complesso del Vittoriano a Roma

Retrospettiva su Alphonse Mucha, dal 15 aprile all’11 settembre 2016 nel Complesso del Vittoriano a Roma

Mag 9, 2016

Considerato uno degli artisti più importanti della corrente chiamata Art Nouveau, Alphonse Mucha nasce nel 1860 a Ivančice, una piccola città dell’attuale Repubblica Ceca, all’epoca sotto il dominio dell’Impero austro-ungarico. Non è un caso che, nato sotto la stella del periodo di nascita del movimento nazionale ceco, si animava di uno spiccato patriottismo dal quale non si liberò mai.

Alphonse Mucha - mostra Roma 2016

A Roma nel Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, dal 15 aprile all’11 settembre 2016, si avrà la possibilità di assistere alla retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha.

La mostra, curata da Tomoko Sato, arriva in Italia per la prima volta e si snoda tra manifesti, disegni, dipinti, opere decorative, libri e fotografie.

Le sezioni del percorso espositivo, illustrano la vita del poeta e ne correlano i temi: Un boemo a Parigi, Un creatore di immagini per il grande pubblico, Un cosmopolita, Il mistico, Il patriota e L’artista-filosofo.

Dopo un primo periodo squattrinato a Parigi, nel quale conosce e collabora con il celebre Paul Gaugin e lo scrittore Strindberg, Mucha è dedito alle illustrazioni di riviste e a progettare scenografie per i teatri parigini. Una vita miserabile, con un futuro incerto.

Il teatro fu, per lui, luogo di un incontro importante: Sarah Bernhardt, attrice di gran grido nella capitale francese, si innamora immediatamente della pittura di Mucha e decide di affidargli la direzione dei suoi manifesti e delle sue scenografie.

Alphonse Mucha - Gismonda

Per la Bernhardt, Mucha realizza anche i vestiti di scena e i gioielli. Il primo manifesto realizzato per lei è “Gismonda”: una tavola verticale in cui si staglia, alta e slanciata, una nobildonna bizantina ornata di un copricapo di orchidee color pastello, in uno sfondo ispirato alla Grecia medievale.

Spettacolo dopo spettacolo, Mucha pensa ad ogni dettaglio, dal pugnale bianco di “Medea”, al cappello a falda larga de “La Tosca”, ai fiori appuntati sulla testa de “La Samaritana”.

Indimenticabile e diversa dalle avanguardie del primo Novecento, l’Art Nouveau nasce in Europa negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e investe le più svariate arti figurative: pittura, architettura, mobilio, gioielleria, artigianato e design.

Negli anni Novanta dell’Ottocento i manifesti mantengono un ruolo costante nell’immaginario della cultura visiva parigina. Ma l’arte di Mucha pervade anche gli spazi pubblicitari, non solo teatrali e specificatamente culturali; all’apice della sua carriera, riceve notevoli commissioni pubblicitarie da noti produttori: Moët & Chandon, Nestlé, ma anche oggetti quotidiani per gentildonne come profumi e biscottini da tè.

La costante femminile ricalca quasi tutta la sua pittura: code di vestiti lunghi e all’antica, spesso che scoprono i seni e le caviglie, avvolgono sinuose figurine aggraziate, visi morbidi e delicati, capelli lunghi e liberi nel vento. Gli sfondi sono spesso eco del classicismo medievale: mosaici colorati, ornamenti e volute floreali. Interessanti anche le serie di iconografie, sempre al femminile, delle arti- pittura, poesia, danza e musica – e delle pietre preziose. L’intento diventa quello di contribuire ad infondere valori estetici nella produzione artigianale.

Alphonse Mucha

Nel 1898, si unisce alla setta massonica più importante d’Europa: il Grande Oriente di Francia che sosteneva sviluppi del genere umano e coscienza della libertà, infondendo i valori della Bellezza, della Verità e dell’Amore.

Con l’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e l’incarico di illustrare il padiglione della sua patria, nascono le idee per l’opera conclusiva dell’artista ceco. Con “Epopea Slava”, in collezione permanente a Praga, Mucha dona un’ opera-monumento all’Unità, raffigurando venti episodi storici volti a simboleggiare la pace tra gli slavi e nel mondo.

L’arte aveva raggiunto uno scopo: diventava veicolo di diffusione filosofica.
Written by Elisa Longo

 

 

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