Intervista di Katia Debora Melis a Giulio Perrone: come un romanzo può rompere gli steccati tra editori e scrittori

Intervista di Katia Debora Melis a Giulio Perrone: come un romanzo può rompere gli steccati tra editori e scrittori

Mag 8, 2016

Il nome di Giulio Perrone è, dal 2005, anno di fondazione della casa editrice omonima, sinonimo di libri di qualità e di iniziative formative nel campo dell’editoria e della scrittura.

Giulio Perrone

Ma di recente Giulio Perrone si è anche fatto conoscere come autore.

Per Oubliette Magazine gli abbiamo chiesto di parlarci a 360 gradi di editoria, letteratura contemporanea e, naturalmente, del suo romanzo.

 

K.D.M.: Da un decennio guidi una casa editrice (Giulio Perrone Editore) che è ormai una solida realtà nel panorama editoriale italiano: com’è iniziata la tua vita da editore?

Giulio Perrone: Nel 2005 quando con Mariacarmela Leto abbiamo fondato la Giulio Perrone Editore a Roma si respirava un’aria molto bella. C’era la sensazione che l’editoria indipendente romana fosse una realtà sempre più concreta e che dopotutto aprire una casa editrice o aprire una libreria fosse una cosa possibile anzi auspicabile. Come tanti altri abbiamo iniziato con la voglia di far conoscere un tipo di letteratura che ci appartenesse da vicino e di scoprire talenti. Infatti diversamente da altri colleghi pensammo di ripartire dalla narrativa italiana in un momento in cui soprattutto i grandi editori non erano così vigili su quello che di nuovo veniva scritto. Ecco perché abbiamo avuto il privilegio di pubblicare i primi romanzi di autori come Paolo Di Paolo, Chiara Valerio, Giorgio Nisini o Giuseppe Rizzo che poi negli anni successivi sarebbero arrivati a grandi case editrici.

 

K.D.M.: Hai letto, valutato, accettando o rifiutando, una grande quantità di inediti di vario genere. Che idea ti sei fatto circa la scrittura contemporanea nel nostro Paese?

Giulio Perrone: Penso che siamo in un momento complicato perché salvo rare eccezioni non abbiamo così tanti talenti. Si fa più fatica a scoprire scrittori che meritino di essere davvero promossi e sostenuti. E lo dico al di là del mero dato di vendita perché quando si crede in uno scrittore si ha il dovere (almeno se si è un editore di progetto) di continuare a portare avanti il suo progetto culturale e letterario.

 

K.D.M.: Nei tuoi bilanci tra autori scoperti e lanciati (vedi Paolo di Paolo), collaborazioni con nomi d’alto profilo (uno per tutti, Walter Mauro) programmi futuri, qualche rimpianto o ripensamento rispetto a sodalizi editoriali che poi non si sono realizzati??

Giulio Perrone: Ci sono stati autori che sono passati tra le nostre mani e che non abbiamo “riconosciuto” ma che poi si sono affermati. Anche se il rimpianto maggiore è per alcuni autori che ritengo straordinari e che non hanno ancora ottenuto quanto meritano. Da Giuseppe Aloe (che uscirà di nuovo per noi in autunno) a Ilaria Rossetti e Alessio Dimartino. Rispetto ai grandi nomi invece devo dire che ci siamo trattati molto bene e abbiamo avuto il privilegio di lavorare, oltre che con Walter, con autori come Antonio Tabucchi, Ugo Riccarelli, Dacia Maraini, Rossana Campo, Paolo Poli, Franco Cordelli, Raffaele La Capria, Iolanda Insana… Intellettuali e scrittori che ci hanno insegnato tanto ma che soprattutto hanno creduto nel nostro progetto facendoci vivere momenti davvero unici e irripetibili.

 

K.D.M.: Di cosa manca attualmente il mondo della scrittura nostrana e quali sono, invece, i suoi aspetti migliori?

L’esatto contrario

Giulio Perrone: Forse c’è troppa attenzione da parte degli scrittori ad aspetti esterni che invece non devono mai influenzare il processo creativo. La pubblicazione non è mai un fine ma un mezzo per arrivare ai lettori. Quando si scrive bisogna essere liberi e non pensare né al mercato, né all’editor, né alle paure o alle pressioni che si possono subire. Solo una volta che un libro è finito ed è quello che l’autore realmente sentiva che dovesse essere, si può pensare a promuoverlo e a trovare il modo di farlo conoscere.

 

K.D.M.: Da cosa è nata l’urgenza della scrittura che ti ha portato a pubblicare, con Rizzoli, L’esatto contrario?

Giulio Perrone: Si è trattato di un ritorno alle origini perché prima dell’editoria naturalmente c’è la passione per la scrittura e la lettura che mi ha tramesso proprio quel Walter Mauro che prima citavi. Un professore unico che ha segnato la mia vita ma anche quella di scrittori straordinari come Marco Lodoli o Edoardo Albinati. Un ritorno, dico, perché quando nel 2005 è nata la Giulio Perrone Editore ho pensato che fosse giusto dedicarmi solo ai libri degli altri che è ancora quello che più amo fare perché essere editore è una responsabilità e un piacere unico. Però di fianco a questo negli ultimi anni la voglia di mettermi alla prova era tornata fuori così ho cominciato a scrivere senza pensare troppo a quello che ne avrei fatto. In realtà da questo punto di vista Rizzoli è stata fondamentale perché dandomi fiducia mi ha anche spinto a portare fino in fondo questo proposito.

 

K.D.M.: Le vicende si svolgono in una Roma che ben conosci e che si mostra nei suoi aspetti più moderni, anche quelli deteriori, ma che pur sempre resta l’Urbe di forte impatto. Perché Roma e non un’altra città?

Giulio Perrone: Perché è la città in cui ho sempre vissuto, che conosco e che sento. Una città che potevo provare a rendere con autenticità cercando di raccontarla nella sua veste più quotidiana e contemporanea. La scelta di San Lorenzo come quartiere del protagonista viene proprio da qui. Volevo fuggire qualsiasi immagine da cartolina, qualsiasi cliché artistico, storico o religioso che spesso viene trasmesso soprattutto a chi non è romano.

 

K.D.M.: Le vicende sono liberamente ispirate a un ben noto fatto di cronaca nera italiana. Cosa di quel fattaccio ha poi fatto scoccare la scintilla che ti ha portato alla stesura del romanzo?

Giulio Perrone: In realtà ti posso dire che non ci ho mai pensato molto. Credo che l’unico punto di contatto sia che viene uccisa una ragazza che frequentava Giurisprudenza alla Sapienza, poi la storia ha tutta una sua dimensione a livello di motivazioni, di sviluppi e di trama. E anche la mia scelta della Sapienza è legata al fatto che insegno lì da ormai qualche anno.

 

K.D.M.: La nuova esperienza di scrittore ha mutato il tuo approccio nei confronti degli autori che si rivolgono alla tua casa editrice e nei riguardi dei manoscritti che ti trovi a valutare?

Giulio Perrone: Rispetto ai miei autori forse sì perché ho capito che sbagliavo rispetto ad un mia profonda convinzione cioè quella che in fin dei conti (avendo dato il mio nome alla casa editrice) io e l’autore fossimo di volta in volta esposti al pubblico e alla critica allo stesso modo. Non è così. L’autore di un libro vive delle sensazioni che vanno al di là di quelle dell’editore, è un esporsi che raramente si prova nella vita e che ti emoziona e ti spaventa al tempo stesso.

 

K.D.M.: Hai scelto di non pubblicare da te il tuo libro presso la Giulio Perrone, ma di affidarti a un altro editore. Scelta sicuramente da apprezzare per il tuo metterti in gioco fino in fondo, senza scegliere la strada più facile. Alcuni editori, invece, si autopubblicano di frequente nelle loro collane. Pensi che tale fenomeno possa essere assimilato in un certo modo al self publishing di molti autori esordienti?

Giulio Perrone

Giulio Perrone: Credo che l’aspetto più importante dell’essere editore sia nella scelta. Giulio Einaudi diceva che l’editoria si fa con i “no” e non con i “sì”. Un’affermazione con cui concordo pienamente e che sarebbe totalmente vanificata se ci fosse coincidenza tra chi sceglie e chi viene scelto. Come poter essere obiettivi? E come non tradire in fondo quel patto di fiducia e di trasparenza che ogni editore costruisce con i lettori?

 

K.D.M.: Prendendo spunto dal titolo, mi viene spontaneo chiederti di che cosa è l’esatto contrario questo libro?

Giulio Perrone: Un libro noioso credo. Nel senso che il libro può naturalmente piacere o non piacere ma non credo possa annoiare. Il protagonista è così a portata di mano del lettore, così anti-eroe che riesce spesso a creare empatia con chi legge. Questo per me era molto importante perché volevo che i lettori potessero immedesimarsi appieno o almeno essere portati per mano dal protagonista senza sentirsi mai fuori luogo. Un po’ della sua autoironia poi non guasta mai.

 

K.D.M.: Un giallo-noir, ma anche un romanzo di “formazione”, sui generis, magari?

Giulio Perrone: Forse sì. E lo dico perché molti giornalisti, scrittori e anche lettori me l’hanno fatto notare. D’altronde il protagonista Riccardo Magris è una persona che ha sempre vissuto la vita in un eterno presente senza fare troppo i conti col passato e senza programmare il futuro. Ma cosa può accadere quando è la vita (o ancora peggio proprio il passato) che ti viene a cercare e ti costringe a metterti finalmente in gioco?

 

K.D.M.: L’esatto contrario ti sta dando molte soddisfazioni per il positivo riscontro da parte dei lettori e della critica, che pare averlo promosso a pieni voti. Cosa ti aspetti ancora da questo libro?

Giulio Perrone: Mi piace confrontarmi con i lettori. Quando capita che qualcuno abbia voglia di condividere con te le sue impressioni (anche le critiche se costruttive e motivate) è davvero stimolante. Ed ogni volta carpisci qualche dettaglio nuovo o qualche sfumatura che ti era sfuggita e che invece era lì in quello che hai scritto.

 

K.D.M.: Giulio Perrone è un autore che ce l’ha fatta, ma qualcuno potrebbe dire che per chi è già dentro il mondo dell’editoria è tutto più facile. Cosa puoi consigliare agli autori che vogliono tentare l’approccio con una casa editrice media o, addirittura, con una major, per sperare di essere presi in considerazione e riuscire almeno a essere letti e valutati?

Giulio Perrone

Giulio Perrone: Il vero problema è proprio arrivare ad essere letti con attenzione e, inutile nasconderselo, non è facile. Prima di tutto perché le case editrici sono sommerse di proposte e in secondo luogo perché il tempo per poterle valutare è pochissimo. Sia nei piccoli che nei grandi. Devo anche dire però che tutti gli editori sono alla spasmodica ricerca di bei libri da pubblicare. Su questo mi sento di essere, da editore, sicurissimo. Poi si può sbagliare, si può scegliere un libro migliore o peggiore ma lo si fa credendoci. Quello che un autore deve fare è prima di tutto capire quali sono gli editori adatti al proprio romanzo. Essere ottimi lettori aiuta per capire quali collane e quali editori sono ideali per quello che abbiamo scritto. A quel punto studiare bene il sito dell’editore e capire come è richiesto che ci si proponga. Infine inviare il tutto nella veste più neutra possibile, senza sovrastrutture, senza fronzoli. Testo, sinossi e breve biografia. In alternativa esiste la strada degli agenti letterari e ce ne sono di bravissimi (senza dover scomodare quelli che lavorano solo con scrittori affermati) come Monica Malatesta, Daniele Pinna o Loredana Rotundo. Sono persone che tengono in modo viscerale ai loro autori e cercano di condurli per mano verso la pubblicazione e se possibile anche il successo.

 

K.D.M.: Tu sei riuscito a raggiungere un numero sempre crescente di lettori e fare breccia nel loro immaginario: come si può ottenere un simile risultato per un libro d’esordio?

Giulio Perrone: Non so quanti siano effettivamente questi lettori e se siano davvero tanti. Quello che posso dire è che ho cercato di accompagnare il libro sin dall’uscita, presentandolo dovunque fosse possibile e promuovendolo molto anche in rete (facebook, twitter ecc… devono essere strumenti che un autore utilizza in modo corretto e funzionale). Se si riesce a farlo con continuità ci si può togliere qualche piccola soddisfazione.

 

K.D.M.: Il prossimo libro (perché mi pare di capire che ce ne saranno altri e, forse, hai già qualcosa in mente) si manterrà fedele al genere noir?

Giulio Perrone: Posso dire di sì e anche che Riccardo Magris tornerà con una nuova avventura. Non un sequel ma una storia nuova che lo coinvolgerà completamente e lo metterà di nuovo in crisi.

 

K.D.M.: Quali sono i prossimi appuntamenti di Giulio Perrone coi lettori?

Giulio Perrone: A Maggio dovrei presentare il libro ad Alba durante i giorni del Salone di Torino e poi a fine mese a Milano in una piccola ma bellissima libreria indipendente che vi consiglio, Il mio libro di Cristina Di Canio. Forse ci sarà anche una cena con l’autore a Roma a cui stiamo lavorando.

 

K.D.M.: Un grazie di cuore per la disponibilità mostrata e il tempo che Giulio Perrone non lesina mai a quanti, come lui e come noi, amano i libri!

 

Written by Katia Debora Melis

 

 

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