FEFF 2016: al Far East Sezione Competition – “The Forest” di Paul Spurrier

FEFF 2016: al Far East Sezione Competition – “The Forest” di Paul Spurrier

Mag 2, 2016

Udine. La mattina dell’ultimo giorno di FEFF 2016 dalla Thailandia è giunto in première europea l’indie a basso budget “The Forest”, diretto da Paul Spurrier (alla terza prova registica, dopo essersi lasciato alle spalle un passato da attore) e co-diretto dalla compagna Jiriya Spurrier.

The Forest di Paul Spurrier

Si narra del signor Preecha, giovane insegnante che dopo essersi formato per 10 anni in una scuola monacale ha deciso di andare alla scoperta del mondo per essere in grado poi di offrire esempi di vita vissuta ai suoi studenti; viene assegnato ad una scuola elementare di uno sperduto villaggio, dove subito si scontra con le resistenze del preside, un uomo rassegnato allo status quo in cui versa la comunità e intenzionato a conservarne l’ingessata gerarchia.

Nella sua nuova classe c’è anche Ja, una ragazzina considerata muta e ritardata, perciò presa costantemente di mira dalle sue compagne. Costei un giorno vive un incontro alquanto inaspettato nei pressi di un laghetto nel bosco situato vicino casa sua: un bizzarro ragazzo senza nome né vestiti la vuole cacciare, ritenendo sia sua la foresta e di essere l’unico essere immortale capace di gestirne l’equilibrio, disposto ad uccidere e divorare tutti i trasgressori che vi si addentrano, specie se bracconieri.

Invece di averne timore, Ja sonda i territori interiori della nuova conoscenza, giungendo pian piano a conquistarne la fiducia, a giocarci, a condividerci i pasti, a dormirci accanto, persino a lavarcisi assieme; gli parla di concetti distanti come l’amore, la bontà, e gli descrive la realtà delle cose oltre il limitare del suo regno. Ma la natura selvaggia in cui sembra essere cresciuto da sempre non stenterà ad avere il sopravvento sulle estranee norme civili…

Più che un “horror in the woods”, com’è stato pubblicizzato, appare più un dramma con tinte fantasy, derivanti dalle appena accennate maledizioni che la macchia lancerebbe agli incauti visitatori, temute dai paesani senza però averne alcuna prova concreta, e dai rari exploit gore di cui il baby killer si rende protagonista.

Dopo un incipit alquanto arrancante, il film avanza proponendo qualche spunto interessante, purtroppo lasciando quindi spazio ad accadimenti arbitrari che lo trascinano verso una conclusione forzata, senza attraversare ulteriori snodi e tensioni di apprezzabile robustezza. La pecca più consistente è forse la presenza di un buon numero di concetti che non sono stati esplicati nella loro logica compiutezza.

The Forest di Paul Spurrier

Non è chiaro da dove abbia origine questo ragazzino assai particolare: in principio si poteva optare per una totale assenza di giustificazione e questa certo si sarebbe rivelata una decisione rispettabile; ma non la si può più considerare tale dopo che il padre di Ja (altra macchiettistica figura dal dubbio profilo, il cui peso nella narrazione è davvero irrisorio) a tal proposito rivela a sua figlia un dettaglio conturbante di cui sarebbe impossibile lei non mantenesse memoria.

Ancora, in una brevissima scena le viene chiesto di inabissarsi nello specchio d’acqua; lei rifiuta per paura, ma a questo episodio non v’è alcun seguito e il pubblico altro non può che affrontare disarmato l’arcano mistero in cui è avvolto l’acquitrino. Giunti all’epilogo del lungometraggio assistiamo alla restituzione totale e gratuita a Madre Natura dei due giovani (e qui si potrebbe accusare l’elemento della nudità in qualità di mero escamotage estetico, dato che l’idea di una simbiosi con l’ecosistema circostante è ancor meno accennata che, a titolo esemplificativo, in “Laguna blu”, 1980); una tal gravosa scelta presa dal solo ed unico signor Preecha non può che risultare immotivata e per di più ingiustificabile, dato che egli non è affatto al corrente delle tendenze cannibalesche dell’amico di Ja.

Citare il personaggio dell’insegnante torna utile per evidenziare l’accessorietà di fronte il vero pilastro del racconto incarnata dalla relazione privata instauratasi con l’avvenente maestra, decisamente meno rilevante (e pure encomiabile) della personale campagna contro i soprusi di cui si nutrono il già noto preside e il borioso ed insensato capo del villaggio, il quale peraltro, in preda in ad un lancinante dolore dell’anima, decide di darsi alla piromania, apparentemente senza provocare alcuna conseguenza rimarchevole per la fantasmatica popolazione.

The Forest di Paul Spurrier

Sul piano stilistico balza all’occhio l’elementarità del montaggio, addirittura spiacevole in alcune sequenze, non di rado corrive e masochisticamente accostate ad altre tirate fin troppo per le lunghe; ne segue che il ritmo complessivo abbia ben poco di avventuroso. Un aspetto positivo è invece costituito dalla fotografia, abile suggeritrice della calura mortifera che caratterizza quest’habitat insidioso, senza per questo cedere ad inappropriate esagerazioni; anche l’allestimento di certe inquadrature dagli appariscenti contrasti non è per niente disdicevole.

Naturale concludere che, impegnandosi in un arricchimento della vicenda e in un incremento dinamico, il risultato si sarebbe facilmente dimostrato migliore sotto plurimi punti vista, e senza dubbio in maggior misura incidente nella memoria collettiva.

 

Voto al film

 

Written by Raffaele Lazzaroni

 

 

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