Il sito archeologico di Por-Bazhyn: da secoli uno dei grandi misteri irrisolti della Siberia

Il sito archeologico di Por-Bazhyn: da secoli uno dei grandi misteri irrisolti della Siberia

Feb 22, 2016

Ci sono misteri destinati a perdurare nel tempo, nonostante i progressi scientifici compiuti dagli studiosi. Sono interrogativi che affascinano, ma rimangono lì, imperturbabili, ad alimentare i tanti dubbi e le nostre poche certezze.

Por-Bazhyn Siberia

È il caso della cosiddetta fortezza di Por-Bazhyn (o Por-Bajin), in Siberia, una struttura imponente  della quale si sa ancora molto poco.

Si tratta di un enigma che gli esperti , dopo oltre cento anni dalla scoperta del sito archeologico, non sono riusciti a risolvere. È la destinazione delle rovine a renderli tanto perplessi: in sostanza, a cosa serviva quella costruzione posta sull’isola del lago Tere-Khol, nella repubblica russa di Tuva, lungo il confine con la Mongolia?

Era una prigione? Una residenza estiva? Un osservatorio astronomico?

Vista dall’alto risulta chiaramente una struttura quadrata e regolare, le cui mura potevano contenere una prigione speciale, appunto, una fortezza.

Gli archeologi però sono propensi ad ipotizzare altri utilizzi. Forse un monastero, la più accreditata. Sull’argomento si procede quindi secondo mere supposizioni, più o meno veritiere.

Por-Bazhyn Siberia

Il nome Por-Bazhyn, per esempio, si traduce dalla lingua Tuva e significa “casa d’argilla”. Gli scavi suggeriscono che il complesso sia stato costruito nel VIII secolo dopo Cristo, prima con funzione di palazzo e in seguito convertito a monastero.

La costruzione fu distrutta prima da un terremoto e poi da un incendio, dando origine a quell’aura surreale che ancora oggi permane.

Nel 1891 il sito fu esplorato per la prima volta, ma non vennero effettuati scavi archeologici fino al 1957. È solo nel periodo attorno al 2007 che gli studi sono stati approfonditi, nel vero senso del concetto.

Le varie lacune degli esperti permettono, tuttavia, di far risalire la costruzione al 757 d.C. Si tratta di un complesso che nel particolare ricopre una superficie di circa 35.000 metri quadrati.

Le mura esterne raggiungono i 12 metri di altezza, e contengono oltre 30 edifici aventi una struttura centrale realizzata in due parti, collegate fra loro da un passaggio coperto.

Por-Bazhyn Siberia

Quello che lascia sgomenti è l’esiguo numero di artefatti recuperati in una zona così estesa. Inoltre, ci troviamo a 2.300 metri sul livello del mare, quindi in una zona caratterizzata da temperature rigide. Possibile che non siano state rinvenute tracce di camini, focolari o rudimentali prototipi di riscaldamento alcuno?

Por-Bazhyn sembra essere stata abbandonata solo dopo un breve periodo di utilizzo, in quel lago remoto, alla periferia di quello che era conosciuto come l’impero nomade degli Uyghur.

Lontana ed isolata da ogni tipo di rotta commerciale, è plausibile pensare che la fortezza abbia avuto un ruolo soltanto a carattere rituale.

Collegata all’impero degli Uyghur Khagante (744 – 840 d.C), ovvero un gruppo nomade di origine turca che si spostava fra Mongolia e Siberia meridionale, presenta un aspetto atipico rispetto alle fortezze di tale popolo.

Por-Bazhyn - Siberia

In perfetto stile cinese, la costruzione non possiede al suo interno palazzi di carattere religioso. Inoltre, essa sembra un monastero buddista, ma è noto che gli Uyghur fossero musulmani.

Il clima rigido e l’instabilità politica potrebbero essere alla base dell’abbandono di questa costruzione, realizzata con l’ausilio di un dispendio notevole di risorse, sia economiche che umane. Perché darsi tanta pena, verrebbe da chiedersi, se subito dopo è stata lasciata andare in rovina?

Il palazzo potrebbe anche essere stato la residenza estiva del sovrano, convertito in un monastero manicheo in seguito al danneggiamento di un terremoto. Alla morte del monarca e con l’abolizione del manicheismo, il monastero venne abbandonato, e forse il ragionamento è credibile.

Il mistero di queste rovine comunque rimane. Soltanto l’avvento di tecnologie più sofisticate potrà in futuro soddisfare la nostra curiosità. Al momento, ci accontentiamo di immaginare ciò che più ci piace. I misteri servono anche a questo, e vanno di pari passo con la fantasia.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

2 comments

  1. Poco chiari anche i motivi dell abbandono del sito. Alcuni indizi fanno ritenere che Por-Bajin sia stata divorata da un grande incendio. Tuttavia, potrebbero esserci altre ragioni per le quali gli Uiguri alla fine hanno lasciato il sito.

    • Sì, decisamente. Questa fortezza è proprio avvolta dal mistero del suo abbandono. Forse c’era semplicemente troppo freddo! :)

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