Intervista di Carina Spurio a Dario Giardi ed al suo “DNA”: Estela dentro un misterioso meccanismo

Intervista di Carina Spurio a Dario Giardi ed al suo “DNA”: Estela dentro un misterioso meccanismo

Gen 29, 2016

Dario Giardi è scrittore, fotografo e musicista. Laureato con lode presso l’Università Luiss di Roma, esperto di arte e cultura celtica, etrusca e romana. Prima di questo fantascientifico thriller, ha pubblicato nel 2014 La ragazza del faro con Leone Editore

Dario Giardi

Il suo  DNA scorre in maniera lineare ed avvincente tra religione e scienza fino a percorrere una strada antica – quella del mistero – che la psicologia non riconosce come via legittima e la scarica alla parapsicologia, incaricandola di rendere giustizia a vocazioni e premonizioni.

Con questo suo lavoro, Dario Giardi conferma che nella vita di ogni uomo ci sono molti misteri, più di quanto ne ammettano le nostre teorie su di essa. Forse per questo, affida a Estela il ruolo di protagonista, fissandola dentro un misterioso meccanismo: perseguitata da un ambiguo ordine religioso e dalle sue visioni e ‘immagini che si accavallano e si dissolvono’ nella sua mente, come ‘fotogrammi di un sogno ’.

Tormenta non poco la sensazione dell’ inspiegabile. Qualcosa c’è ma non si vede, o meglio, si vede altrove e non si sa spiegare il perchè. Il mistero di alcuni meccanismi della mente è un’idea che inquieta gli umani dalla notte dei tempi, perché in contrasto con tutto quello che può essere visto e quindi misurato. Definiamo istinto ciò che sottoforma di premonizione guida verso un destino con un’ immagine invisibile, personale e misurabile, chiamata sensazione luminosa. Non si sa bene in quale parte del corpo risieda questo processo innato, c’è chi dice che è un’idea e quindi si trova nella mente, chi lo sente a pelle, chi per un colpo di fulmine, chi lo scova in una visione, eppure sembra possedere una smania di sensazioni che danno all’invisibile  la certezza di esistere. Come le visioni  che la protagonista del libro vorrebbe strapparsi dagli occhi, per non conoscere certi accadimenti, e per vivere serenamente.

Ma saranno le parole di Dario Giardi ad illuminarvi il cammino, buona conoscenza!

 

C.S.: DNA: da dove nasce la scelta del titolo?

Dario Giardi: Tutto è nato da due curiosità. Anche se il mio lavoro ufficiale è quello di ricercatore nel campo ambientale ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Non nascondo che vorrei vivere di questa passione magari in una casetta di ardesia in Bretagna, vista oceano. Questo è il mio sogno più grande. Ho coltivato questa passione iniziando a scrivere guide turistiche. Una ricerca che mi ha permesso di scoprire luoghi inesplorati e storie dimenticate del nostro territorio. La voglia di conoscere il nostro patrimonio mi ha portato a visitare il sito paleontologico di Isernia, uno dei più antichi in Europa. Poco conosciuto, conserva reperti che dimostrano quanto poco conosciamo della nostra evoluzione, del nostro DNA. Sono partito da questa considerazioni, da queste riflessioni.

 

C.S.: Lei scrive tra verità e finzione, religione e scienza, siti di archeologia e Chiesa, paleontologia e astronomia, regalando al lettore una sua lunga ricerca, affinché una scintilla di luce possa illuminare eventuali angoli bui in cui si nascondono i quesiti che non hanno una risposta …

DNA

Dario Giardi: Ho mescolato continuamente due piani: quello della verità e quello della finzione. Tutti i siti dei ritrovamenti, i luoghi o le civiltà cui si fa riferimento nel testo, sono effettivamente esistenti. C’è molta verità, molta scienza, elementi di paleontologia, di astronomia così come di fisica quantistica. Su questi temi poi, chiaramente, si è romanzata la storia varcando il confine ed entrando nella fantascienza. In realtà, però, questo confine a mio avviso è molto soggettivo… cosa è davvero scienza? Cos’è verità? Un mio amico fisico mi raccontò che negli anni 80°, quando presentò la sua traccia di tesi in fisica quantistica, la stessa gli venne rigettata perché ritenuta ancora da molti professori accademici scienza di confine se non pseudoscienza. Oggi sappiamo che la fisica quantistica è alla base della nostra tecnologia, di tutte le scoperte recenti e della nostra stessa vita. C’è un aneddoto, a tal proposito, che mi ha sempre colpito… un fisico tedesco, Oberth, fu schernito con il soprannome di Luna Oberth quando, già nel 1920, ipotizzò la possibilità di un viaggio interplanetario sulla Luna. Molti suoi colleghi, per screditarlo, asserirono che una persona, appena fuori dai limiti dell’atmosfera terrestre, sarebbe stata dilaniata dalla forza di gravità del Sole. Nella sua autobiografia, Oberth si riferì a queste persone come a “quelli che hanno studiato tanto da vedere gli alberi e non il bosco”, citazione che riprese, mi sembra, da Martin Lutero. Ecco… l’ignoranza e la paura di ciò che non conosciamo possono spingerci a contrastare delle idee etichettandole come assurde.

 

C.S.: Cosa l’ha portata a delineare il personaggio di Estela, la ricercatrice messicana che perde le tracce di Daniel, il suo fidanzato…

Dario Giardi: Estela diventa suo malgrado un Indiana Jones al femminile. Viene catapultata in un’avventura densa di tensione ma anche di fosco fascino, qualcosa capace di sconvolgere la sua vita ordinaria. Forse, inconsciamente, ho trasferito ad Estela un’avventura che vorrei vivere ma che non riuscirei a gestire personalmente.

 

C.S.: Parliamo di premonizioni. Riferendosi ad Estela scrive: ‘Lei e le sue assurde premonizioni. Lei e qual suo sesto senso che avrebbe dovuto renderla speciale ma che invece, fino a quel momento l’aveva resa solo diversa. Estela aveva intrapreso ricerche sulle malattie mentali proprio per investigare la psiche.’ …

Dario Giardi: Come ho detto mi piace il viaggio, scoprire luoghi e storie. Ma il viaggio più bello, quello più intricato e affascinante è il viaggio dentro noi stessi, nella mente umana. Ho accennato in DNA ad alcune ricerche che sto compiendo e sulle quali incentrerò il mio prossimo romanzo in fase di stesura.

 

C.S.: Lei è scrittore, fotografo e musicista oltre che studioso della storia degli Etruschi, dei Romani e dei Celti …

Dario Giardi

Dario Giardi:  Sono un curioso di natura. Anche nella scrittura non potrei mai essere un autore di genere. Mi piace spaziare. Mi annoierei a scrivere sempre romanzi rosa, o gialli etc… Ho bisogno sempre di studiare nuove cose e pormi nuove sfide.

 

C. S.: Qual è il suo rapporto con la fisica quantistica?

Dario Giardi: Mi appassiona. L’ho studiata. Avrei voluto fare il fisico. Senza fisica è difficile capire il mondo che ci circonda. La fisica quantistica poi è l’ultima frontiera. Potremmo quasi considerarla fantascienza. Ma la scienza ha sempre rincorso la fantascienza.

 

C.S.: … e con la fede?

Dario Giardi: Credo che siamo parte di una grande energia cosmica. Non credo negli intermediari tra noi e questa energia. Il cammino che compiamo in vita è nelle nostre mani. Siamo noi che decidiamo se compiere buone azioni, se rispettare il prossimo etc … Certo, è anche vero che in certe condizioni ambientali e sociali è più facile perdere la rotta. Per questo non giudico. Nessuno. Vivo la vita secondo i miei valori cercando di fare il meglio che posso rispetto a tutti quelli che mi sono vicini.

 

C.S.: Che ruolo ha la musica nella sua vita?

Dario Giardi: La vita senza musica sarebbe un errore. Conosciamo arte più avvolgente e capace di addolcire l’animo umano?

 

C.S.: Quale libro sta leggendo in questo momento?

Dario Giardi: Ricerche storiche su alcuni quartieri di Roma e poesie di Gregory Corso.

 

C.S.: Nel suo prossimo futuro…

Dario Giardi

Dario Giardi: Sto scrivendo il mio prossimo romanzo. Sarà ambientato tra Roma e Milano.

 

C.S.: Nasce e vive a Roma. Cosa vuol dire vivere in una città piena di arte e di fascino?

Dario Giardi: È una continua sfida e una continua sorpresa. Ho da pochi giorni lanciato un blog dedicato proprio alla mia città. Andrò a investigare e presentare i luoghi e le storie più insolite. Il sito, per chi volesse darci un’occhiata, è  Romasconosciuta.com. 

 

Dario Giardi è scrittore, fotografo e musicista. Laureato con lode presso l’Università Luiss di Roma, è autore di guide turistiche ed esperto di arte e cultura celtica, etrusca e romana, temi su cui sta attualmente preparando il suo primo film. Con Leone Editore ha già pubblicato ‘La ragazza del faro’ (2015).

 

Written by Carina Spurio 

 

Info

Sito Roma Sconosciuta

 

4 comments

  1. Patrizia Di Donato /

    Intervista fluida ma con soste mirate alla lettura del libro e alla conoscenza dell’autore. Carina Spurio anche questa volta non smentisce la sua sensibile professionalita’.

  2. Emanuela Spurio /

    Lo leggerò! L’intervista ha suscitato la mia curiosità.

  3. Carina Spurio /

    Cara Patrizia Di Donato è un onore essere seguita da te. Grazie.

  4. Carina Spurio /

    Emanuela Spurio, il testo merita, buona lettura!

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: