La finanza aziendale in tempi di crisi di Edoardo Calcinotto: quando l’economia ha una dimensione sociale

La finanza aziendale in tempi di crisi di Edoardo Calcinotto: quando l’economia ha una dimensione sociale

Gen 25, 2016

“Felice è chi ha potuto conoscere le cause delle cose.” (Virgilio)

 

La finanza aziendale in tempi di crisi

La finanza aziendale in tempi di crisi” (Kimerik, 2016), saggio di Edoardo Calcinotto,  nato nel 1980 a San Donà di Piave in provincia di Venezia, si apre con questa massima di Virgilio sull’importanza della conoscenza. Analizzare le cose e comprenderne le dinamiche – fossero anche gravi problemi – è un primo passo per tentare di farvi fronte. Certo, non è facile parlare di economia e ancor meno di finanza, quindi mi scuso se in questa recensione non sarò troppo originale, ma la materia richiede un linguaggio ben definito, al quale doversi attenere, a scapito di eventuali “voli pindarici” palesemente fuori luogo.

Quando si legge un libro, sia esso di narrativa o a carattere scientifico, la domanda che bisognerebbe sempre porsi è che cosa rimanga di questa lettura. Cosa il testo sia riuscito a trasmettere, soprattutto quando, come me, si è profani in materia.

Ebbene, ciò che si evince è che l’autore sia sensibile a quello che è l’aspetto “umano” dell’economia, se mi passate il termine, andando al di là di numeri e formule prese a prestito esclusivamente dal mondo della matematica. Forse perché anche in questa materia – l’economia – all’apparenza fredda e distaccata, si può trovare una “dimensione umana”, se considerata in relazione a quelle che sono le esigenze di una famiglia, dei giovani e quindi dell’uomo stesso.

Nelle Note biografiche si legge, riferito all’autore: “Sulla politica crede più ai fatti che alle parole e, dopo la crisi economica del 2008, è maturata in lui la convinzione che le aziende italiane non abbiano più bisogno dell’aiuto dello Stato per uscire e superare tali conseguenze, ma abbiano solo la necessità di avere un Paese che la smetta di caricare sulla parte più sana della sua economia i fardelli dovuti all’inefficienza della pubblica amministrazione, zavorre di una produzione legislativa esasperante che mina le certezze del diritto e restrizioni al credito.”

Entrando nel merito della discussione, l’autore parla della grave crisi scoppiata nell’autunno del 2007, che ha fatto sì che le banche d’affari americane si siano trovate, di colpo, di fronte ad un vero e proprio fallimento. Il dipartimento del tesoro, nella persona di Henry Paulson, ha annunciato il commissariamento di due colossi del credito ipotecario: Fannie Mae e Freddie Mac, per fermare quella spirale che avrebbe travolto l’economia globale, inghiottita da un gigantesco “effetto domino”. A chi se lo stia chiedendo, ricordo, perché anch’io sono andata a vedermi la voce, che per “commissariamento” – nozione del diritto fallimentare – s’intende un provvedimento mediante il quale i poteri degli organi direttivi di un ente vengono sospesi e il loro esercizio viene affidato a un commissario. Ma dopo un primo successo di questa azione, l’economia di fatto non riparte. Anzi, a causa della globalizzazione, la crisi “espatria” e approda anche in Europa.

Dal canto suo, l’Europa è fragile, perché ha un’unica moneta e mercati non unificati; senza un governo né una banca centrale vera e propria.

Edoardo Calcinotto

Nel 2013 l’intero continente rischia di finire in recessione – termine in contrapposizione alla crescita economica – e dopo tutti questi anni dall’inizio della crisi, i problemi permangono. La prolungata instabilità provoca una sfiducia nei mercati ed instaura una spirale negativa nell’economia reale, che si abbatte su imprese, lavoratori, famiglie e giovani.

L’autore trova quindi argomentazioni per convincere il lettore a non soffermarsi solo sugli aspetti negativi di questo periodo, esortandolo a focalizzarsi sulle opportunità che la crisi offre. Paradossalmente, essa è partita dal sistema bancario, ma ora sta insegnando alla nostra Italia che è il merito il valore unico su cui puntare per ottenere stabilità e sviluppo.

Solo chi ha i numeri, i bilanci, la conoscenza e la capacità deve poter essere messo nelle condizioni di esprimere al massimo le proprie potenzialità; e chi questi numeri non li ha e in passato ha causato gravi inefficienze e minato il nostro futuro deve essere messo a supporto del virtuoso e non al comando.

A chi vuole sapere cosa stia succedendo al nostro Paese, consiglio la lettura di questo libro. L’autore si esprime con una prosa fluida, nonostante gli inevitabili termini specialistici. Il testo è arricchito di grafici e diagrammi, che facilitano la comprensione di ciò che viene detto.

Edoardo Calcinotto ha sviscerato una crisi globale, dimostrando quanto il venire meno della fiducia provochi sempre effetti destabilizzanti.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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