“3000 modi per dire ti amo” di Marie-Aude Murail: crescere con il teatro può rivelarsi un’esperienza lungimirante

“Eravamo tre studenti di quinta e venivamo da orizzonti talmente diversi che mai avremmo pensato di essere destinati a dirci un giorno ti amo.”

 

3000 modi per dire ti amo

3000 modi per dire ti amo” (Giunti Editore, gennaio 2016) è il romanzo di formazione della prolifica scrittrice francese per ragazzi Marie-Aude Murail, avente per protagonisti tre adolescenti. In venticinque anni, l’autrice ha pubblicato più di 90 romanzi, che le hanno portato grandi soddisfazioni e importanti premi internazionali. Fra tutti, la nomina a Cavaliere della Legione d’Onore francese.

Con la sua copertina colorata e adatta ad un pubblico giovane, il libro parla di teatro: un interesse che accomuna i personaggi.

Tragedie e commedie, che essi si apprestano ad interpretare, danno la possibilità a noi lettori di ripassare le più importanti “pièces” di teatro con i loro celeberrimi autori – Shakespeare, Molière e Racine, solo per citarne alcuni. Allo stesso tempo, servono ai tre ragazzi per analizzare se stessi e per imparare a comprendere le proprie emozioni, cosa assai difficile alla loro giovane età.

Chloé è una ragazza di 17 anni di buona famiglia, molto impegnata negli studi, timida e di bell’aspetto. Quando è in imbarazzo, si ritrae, e ha una vera e propria idiosincrasia per i piedi, soprattutto quelli altrui, che non ama guardare.

Il coetaneo Bastien è senza dubbio il più allegro dei tre. Figlio di commercianti sempre impegnati e che gli dedicano poco tempo, sembra avere un’unica missione nella vita: allietare il prossimo con le sue esilaranti battute. Non faticare mai, o comunque il minimo indispensabile, sembra essere il mantra che si ripete ogni giorno.

Neville è il “bello e dannato” del trio: un diciassettenne con una famiglia disastrata e una vita da “eroe tragico”, come il protagonista di quel “Lorenzaccio” – dramma storico di Alfred de Musset – che tanto ama interpretare. Il ragazzo è solito commettere piccoli furti, nella speranza di essere arrestato, ma è meglio se sulla motivazione io non riveli troppo.

3000 modi per dire ti amo

I tre ragazzi, dopo essere stati insieme alle medie, si ritrovano qualche anno più tardi al corso di teatro del signor Jeanson, professore appassionato che ripone in loro da subito fiducia e grandi aspettative. Soprattutto su Neville, in cui riconosce il talento per poter diventare un grande attore professionista.

Chloé, Bastien e Neville diventano un trio molto affiatato, sviluppando una perfetta alchimia di caratteri, che non esula dall’attrazione fisica. Anche la sessualità non è ben definita, quando si è così tanto giovani, e questi ragazzi non fanno di certo eccezione.

La mano di Chloé ricopriva quella di Bastien, o viceversa, non importa. Sotto ci batteva il cuore di Neville. Quello che provavamo, solo un poeta poteva dirlo.”

Dal canto suo, il professor Jeanson è sempre molto attento a scegliere parti che abbiano attinenza col carattere di ciascuno. Con quelle peculiarità latenti, di cui essi non sono ancora consapevoli, poiché mai emerse in maniera palese.

Attraverso il teatro, quindi, i personaggi seguono un percorso di crescita, che li porterà a maturare e a fare delle scelte ben precise.

Sebbene avversata dalle famiglie, questa passione per il teatro – tramite la quale i ragazzi si fanno da spalla nei momenti di difficoltà -, potrebbe portare ad un’opportunità lavorativa vera e propria. Ma l’esame d’accesso al Conservatorio di Parigi è davvero molto duro, e forse l’occasione sarà concessa soltanto ad uno di loro.

Quel trio così unito, che fino ad ora è sempre riuscito a vivere in simbiosi, è in pericolo, e la “minaccia” viene proprio dalla vita stessa, che ad un certo punto impone di crescere e di passare oltre.

Marie-Aude Murail

Il linguaggio ironico e scanzonato dell’autrice rende il romanzo accattivante e piacevole da leggere.

Ho voluto che non ci fosse un autore per la nostra storia perché mi è sempre sembrato che l’avessimo scritta tutti e tre.

Per questo la narrazione in prima persona si alterna di continuo a quella in terza. Il lettore ci mette un po’ a capire, ma poi, quando cala il sipario, tutto diventa chiaro. E soprattutto, tutti tornano perfettamente al loro posto, in quella che è la grande commedia della vita.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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