“La Maga delle Spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni: una piccola avventura alla scoperta delle spezie

“La Maga delle Spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni: una piccola avventura alla scoperta delle spezie

Dic 19, 2015

“Io sono la Maga delle Spezie. So lavorare anche gli altri. Minerali, metallo, terra e sabbia e pietra. Le gemme con la loro fredda luce chiara. I liquidi che accendono i loro colori negli occhi finché non riesci più a vedere nient’altro. Ho imparato tutto di loro sull’isola. Ma le spezie sono la mia passione.”

La Maga delle Spezie

Inizia così “La Maga delle Spezie, romanzo dal gusto inebriante della scrittrice indiana, naturalizzata americana, Chitra Banerjee Divakaruni, pubblicato dalla Einaudi nel 2005 con la traduzione di Federica Oddera. Pagine colme di magia, di tradizioni ispirate a una cultura variopinta come quella indiana, dove i capitoli hanno come titolo il nome di una spezia, tralasciando i primi due che riportano i nomi della protagonista della nostra storia, nel momento in cui avvengono i fatti narrati e alla fine.

Spezie come la curcuma, la cannella, la trigonella, l’assafetide, il finocchio, lo zenzero, il pepe, il cumino, la neem, il peperoncino rosso, il makaradwaj, la radice di loto e il sesamo con una propria storia, un proprio significato, un proprio simbolo, che vengono utilizzati dalla protagonista, la maga Tilo, per guarire i mali, i problemi dei suoi clienti, ma, senza volerlo, pena la perdita dei poteri, si ritrova anche a richiamare il potere delle spezie per aiutare se stessa.

“Cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire no…”

Come poesia vengono sussurrati questi messaggi nella ricerca delle spezie. Spezie, come già detto, adatte gli animi dei vari clienti, clienti che popolano la bottega della maga, “il Bazaar delle Spezie”. Clienti, soprattutto indiani, che hanno diverse storie da raccontare, storie di vita, di speranza, ambientate nella città californiana di Oakland dove la nostra maga è stata mandata dopo aver acquisito questo dono.

“Ne dubitate? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti conosciuti dalle vostre nonne. Eccovene di nuovo uno: i semi di vaniglia imbevuti del latte di capra e strofinate sul polso vi proteggono dal malocchio. Ed eccone un altro: un pizzico di pepe ai piedi del letto, disposto a forma di mezzaluna, vi cura dagli incubi. Ma le spezie che hanno il vero potere vengono dalla mia terra natale, terra di ardente poesia, di piume d’acquamarina, di tramonti brillanti come il sangue.”

Tutto ha inizio quando la nostra futura maga nasce in una cittadina indiana, per poi proseguire la sua vita, viziata dalla sua famiglia e dai suoi compaesani, finché non viene portata via dai pirati. Con loro vive diverse avventure via mare, circondata, telepaticamente, dall’amore degli unici animali con la quale riesce a comunicare, a non sentirsi sola: i serpenti, serpenti che la proteggono da ogni pericolo, le danno man forte, le fanno compagnia durante le sue giornate di malinconica solitudine mentre pensa alla sua famiglia ormai lontana, raccontandole la storia di un’isola magica.

Ed è in quell’isola che la nostra maga dai tanti nomi finisce con il dirigersi. Lì inizia la sua preparazione, la sua trasformazione in maga. Tutto sotto la guida della Prima Madre, una maga anziana che ha il compito di reclutare le future maghe, di proteggerle, ammonirle dei pericoli che potrebbero incorrere se dovessero usare il potere delle spezie per se stesse.

Conosco le loro origini e so cosa significano i loro colori e i loro profumi. So chiamare ognuna con il vero nome dato loro all’inizio quando la terra si è aperta come la pelle e lo ha offerto su fino al cielo. Il loro calore scorre nel mio sangue.”

Spezie

E quando arriva il suo momento, il momento di scegliere il posto dove essere “trasportata” sceglie la California, terra solare e immensa. Sceglie di chiamarsi anche Tilo, Tilo diminutivo di Tilottama. Perché questo nome?

Til è il seme di sesamo, dominato dall’influsso del pianeta Venere, bruno-dorato come se fosse appena uscito dalle fiamme. Ha fiori così minuscoli, diritti e appuntiti che le madri pregano perché le figlie nascano con nasi di tali forma. Il til, macinato e trasformato in pasta insieme al legno di sandalo, cura le malattie del cuore e del fegato; il til, fritto nel suo olio, riporta la bellezza nella vita quando si è perso ogni interesse per il mondo. Io sarò Tilottama, essenza di til, dispensatrice di vita, generatrice di salute e di speranza.”

Ma Tilo ha anche un altro significato, un significato particolare. Eccolo: “… il nome della apsara più bella della corte di Indra, dio della pioggia. Tilottama, la più elegante delle danzatrici, il gioiello più splendido tra le donne.Dove il termine “apsara, come si legge nel piccolo glossario che si trova nelle ultime pagine del libro, si riferisce a una “divinità femminile, ninfe celesti emersi dall’oceano cosmico.” Un nome dai mille significati, dalle mille sfaccettature, simbolo di bellezza, ma anche di speranza.

La storia prosegue, come detto, nella solare California, in modo particolare nella città di Oakland, dove la nostra maga viene “trasportata” dalle ceneri del fuoco di Shampati. E qui incontriamo un viavai di personaggi, personaggi, come già accennato all’inizio, con le loro storie, le loro paure, ambizioni e/o con il solo desiderio di voler dare un senso alla loro vita, Qui incontriamo Haroun, un immigrato indiano che lavora come tassista; Geeta e suo nonno, di cui lui è un uomo tradizionalista che vorrebbe che la nipote seguisse le tradizioni indiane, ma senza pensare che facendo così rischia di spezzare il legame con la famiglia del figlio; Lalita, una donna incompresa che cerca in Tilo una persona che l’aiuti ad affrontare con coraggio la sua situazione famigliare; e altri. E poi, troviamo un affascinante americano, Raven, che sembra capire la vera bellezza di Tilo – la donna, arrivata a Oakland, è diventata anziana – e quindi la corteggia, la fa sentire sua. Tilo, inizialmente, lo allontana, ma poi non riesce a controllare i suoi impulsi, quindi decide di andare contro i dettami delle maghe… e questo sarà un bene o un male?

“O mio americano, se è gioventù e bellezza quello che vuoi, la gioia di vedere e di toccare, ti accontenterò. Attingerò al potere delle spezie per soddisfare le tue fantasie più profonde sulla mia terra.”

La maga delle spezie”, come riportato nell’incipit, è una favola di fragranza, di aromi, di isole arcane, di un amore proibito. È, soprattutto, di una magia che si annida nel più quotidiano, e violento, dei mondi possibili. È, tuttavia, un romanzo molto diverso dai soliti, con una storia particolare, affascinante, lascia una sensazione di pace e tranquillità nei lettori che desiderano trascorrere un momento lontano dalla frenesia della vita di tutti i giorni.

Chitra Banerjee Divakaruni

Personalmente mi è piaciuto, direi che è stata una bella sorpresa scoprire lo stile narrativo di questa scrittrice indiana, tanto che un giorno mi piacerebbe continuare il viaggio attraverso gli altri suoi romanzi, dopo quelli di Murakami. Durante la lettura sembrava di immergersi nelle magie delle spezie, di sentirne il profumo nell’aria, come capitava “immaginando” i profumi mentre si era immersi nella lettura de “Il Sentiero dei Profumi” di Cristina Caboni, un’altra scrittrice che mi ha colpito per la sua forza narrativa.

Lo consiglierei a chi vuole ama l’India e le sue spezie. Ma attenzione a non giocare con questi aromi senza l’aiuto di una vera maga, come ammonisce la scrittrice prima di intraprendere la lettura… “Avvertenza per i lettori: L’assunzione delle spezie descritte in questo libro va effettuata esclusivamente sotto la supervisione di una qualificata Maga delle Spezie.”

Chitra Banerjee Divakaruni è nata a Calcutta e vive a San Francisco. Ha pubblicato per Einaudi: Sorella del mio cuore, Matrimonio combinato, Il fiore del desiderio, Anand e la conchiglia magica, La regina dei sogni, Anand è lo specchio del fuoco e del sogno, il palazzo delle illusioni e Raccontami una storia speciale.

 

Written by Daniela Schirru

 

 

2 comments

  1. Riccarda Lombardi /

    Come rovinare una bella idea scadendo in una storiella insignificante.
    Il libro si presenta all’inizio della lettura alquanto accattivante. Potrei dire un libro sinestetico.
    La cosa mi aveva molto intrigato. Attraverso le parole odori, aromi e colori arrivavano vividi nella mia mente. La maga ha poteri attraverso i quali, utilizzando le spezie, aiuta diversi protagonisti che si affacciano alla sua bottega in cerca di aiuto. Le storie raccontate in realtà fanno da cornice ad un altro punto cruciale della storia: le scelte. Persino scelte apparentemente irreversibili possono essere ribaltate. Si procede nella lettura pensando che qualcosa di speciale accadrà. Invece diventa una banale storiella d’amore di una donna al cui attivo ha solo un innato istinto a non rispettare regole imposte dalla magia stessa. Tutti buoni, tutti tolleranti e tutti troppo “volemose bene”.

    • Dannysdanny /

      Ciao Riccarda,
      grazie per il tuo commento: fa piacere conoscere i diversi pareri dei tanti lettori. :)
      Buona domenica.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: