Intervista di Rebecca Mais a Elvira Orsini ed al suo “Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia”

Intervista di Rebecca Mais a Elvira Orsini ed al suo “Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia”

Ott 7, 2015

“Non parlavamo tantissimo, Giulio ed io. Avevamo il dono, magico e raro, di comunicare col cuore. Di nascondere agli altri, a tutti, la parte più recondita e preziosa, la sola da salvare da contaminazioni esterne.  Ecco la prima cosa che tanto bene avevamo imparato a fare. Senza rendercene conto, avevamo capito cosa davvero vale nella vita.”

Elvira Orsini

Una storia forte e commovente, due bambini, Luisa e Giulio, che condividono luoghi e vicende della loro infanzia. Povertà e rinunce, scoperte e attimi di profonda felicità, consapevolezza e sofferenza.

Questi alcuni dei sentimenti lungo i quali si sviluppa il romanzo “Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia” (Laura Capone Editore, 2011) di Elvira Orsini: è un viaggio nel passato, in quegli anni ’50 e ‘60 italiani del dopoguerra, in particolare tra le campagne umbre, durante i quali la popolazione tentava di risollevarsi e di adattarsi alle nuove dinamiche che venivano imposte.

Tempi differenti dai nostri, storie di uomini e donne che trascorrevano giornate nei campi e nelle fabbriche tentando di sopravvivere ma ignorando troppo spesso i diritti fondamentali del sesso femminile.

Elvira Orsini, autrice di questo realistico e crudo resoconto della sua terra d’origine degli anni passati, ci ha dedicato un po’ del suo tempo. Potremo così conoscere meglio lei e il suo romanzo.

 

R.M.: Benvenuta Elvira. Quali libri ami leggere solitamente e quali sono i tuoi autori preferiti?

Elvira Orsini: Grazie per avermi invitata a parlare un po’ di me e del mio romanzo. Non sono una lettrice costante. Può anche passare qualche mese che non apra un libro e poi ne leggo tre in venti giorni. Se sono stanca mentalmente non riesco a godere di una buona lettura. L’unica cosa certa è che sono innamorata pazza di Charles Bukowski, poi apprezzo moltissimo Magda Szabò e leggo con piacere Pratolini. Una buona narrativa fa di me una buona lettrice.

 

R.M.: Quando e come hai iniziato a scrivere?

Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia

Elvira Orsini: Sul quando posso essere abbastanza precisa, circa vent’anni fa, ormai. Ad un certo punto mi sono ritrovata una vecchia, affascinante macchina da scrivere tra le mani. Sul come posso dire che per me scrivere è sinonimo d’evasione. E si evade quando la realtà è troppo dura. Finché è sopportabile la si affronta, poi ognuno di noi cerca la sua via di fuga. Questa è la mia.

 

R.M.: “Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia” è un nostalgico e poetico affresco dell’Umbria, e dell’Italia in generale, degli anni ’50 – ’60. Com’è nata questa storia? Vi sono forse elementi autobiografici?

Elvira Orsini: No, non è assolutamente autobiografico. È sì ambientato in un contesto che conosco molto bene, personalmente e per il racconto degli anziani, e che soprattutto amo. Sono molto attaccata alla mia terra e dovendo, volendo parlare di sentimenti è stato naturale muovermi in un contesto familiare. Si trova ispirazione solo in qualcosa che si conosce. Sentivo il bisogno di esprimere sentimenti profondi, non so se ci sono riuscita, e l’unica certezza è che non avrei potuto ambientare il romanzo in Costa Smeralda.

 

R.M.: Ad avere un ruolo fondamentale nella storia sono le donne, ieri e oggi. Questo aspetto lo rende forse un romanzo al femminile?

Elvira Orsini: Bella domanda… forse sì… o forse no… in fondo le donne interagiscono con gli uomini. Certe scelte, comportamenti, sono spesso frutto di un rapporto con gli uomini. I personaggi del mio romanzo non credo sfuggano alla regola.

 

R.M.: Del tuo libro sono stati realizzati un video ed un cortometraggio ad opera del video maker Piero Zuccherini, con la voce narrante di Sara Serraiocco e le musiche del maestro Marco Serpe. Che effetto ti ha fatto veder trasposta in immagini la tua storia?

Elvira Orsini

Elvira Orsini: Ti dirò… ho pianto. Mi sono emozionata nello scrivere poiché nella mia testa le scene scorrevano come la pellicola di un film. Facevo miei gli stati d’animo dei personaggi, nel bene e nel male. Vederli prender vita è stato come materializzare i miei pensieri.

 

 R.M.: Chi vorresti leggesse il tuo romanzo e quale messaggio ti piacerebbe venisse recepito dai lettori?

Elvira Orsini: Vorrei lo leggessero tutti. Banale come risposta, eh? Ma ovvia. Soprattutto i ragazzi, che troppo spesso vedo perdersi. Non che il romanzo possa insegnare qualcosa, anzi. Non è un libro di valori, è anche, di valori. Ma è prima di tutto un racconto di vita, di errori, di sacrifici, di quotidianità. Per questo spero possa spingere ad una riflessione, ad un confronto interiore con noi stessi che oggi, purtroppo, manca, persi drammaticamente quali siamo dietro all’apparire. Torniamo ad “essere”.

 

R.M.: Il tuo libro può essere acquistato anche in formato digitale. Qual è il tuo parere relativamente agli e-books? Ne leggi mai?

Elvira Orsini: Eccola l’odiosa domanda “tecnologica”… Posso rispondere con una bugia? …Sì, leggo con piacere gli e-books… Va be’… siamo onesti. A prescindere dal fatto che io e tutta questa modernità siamo due rette che non s’incontreranno mai, devo confessare che sono una lettrice vecchia maniera. Amo l’odore della carta, il rumore sottile che produce lo sfogliare delle pagine. Sono tagliata fuori, lo so, ma io preferisco stare mezz’ora a cercare di capire una scritta in latino su un monumento aiutata da reminiscenze di studi classici, piuttosto che stare lì a fare copia e incolla. Come spesso ripeto faccio il minimo per la “sopravvivenza”.

 

R.M.: Il tuo prossimo libro? Stai forse scrivendo qualcosa di nuovo?

Elvira Orsini

Elvira Orsini: Non sono una scrittrice… scrivo. C’è una bella differenza. Quando lo stato d’animo è giusto salta fuori l’insostituibile compagna di viaggio e si parte. Grazie per queste due chiacchiere tra amici.

 

R.M.: Grazie a te Elvira per averci regalato una storia così bella e commovente. Alla prossima e in bocca al lupo per il Premio Luisa Ronconi del quale sei finalista con un tuo racconto inedito!

 

Written by Rebecca Mais

 

 

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