“La calle de los pianistas”, un documentario di Mariano Nante: i segreti del successo di una famiglia di pianisti

“La calle de los pianistas”, un documentario di Mariano Nante: i segreti del successo di una famiglia di pianisti

Giu 27, 2015

La dinastia Tiempo-Lechner raccontata attraverso il percorso di tre generazioni di musicisti messe a confronto: una nonna e i suoi due figli guidano il percorso artistico dell’ultima promessa, la giovane Natasha.

La calle de los pianistas

Cosa significa diventare pianista?

Un quesito che in rue Bosquet a Bruxelles devono essersi posto in tanti. Una via singolare, quella della capitale belga, che riunisce in due edifici attigui due famiglie argentine di artisti, amici e talentuosi, oltre che riferimento nel panorama internazionale della musica classica da decenni.

Da una parte Martha Argerich, riconosciuta come una delle musiciste di maggiore spicco e temperamento.

Dall’altra, invece, c’è la famiglia Tiempo-Lechner, dinastia di pianisti, unici e predestinati, che a partire da Lyl Tiempo, figlia del grande Antonio De Raco e madre di Sergio Tiempo e Karin Lechner, prosegue con l’ultima delle bambine prodigio, la giovanissima e appena quattordicenne Natasha Binder, figlia di Karin.

Le premesse per un’evoluzione interessante ci sono tutte, a partire dal ruolo della Argerich, il cui mito aleggia ponderato e discreto per tutto il film, e la cui storia personale e artistica è ben esplorata nella pellicola di recente produzione Bloody Daughter.

La calle de los pianistas è un documentario uscito lo scorso 11 giugno nella capitale argentina, che esplora le dinamiche familiari che intercorrono tra i suoi componenti. Mariano Nante, il giovane regista ventisettenne, riesce a tracciare un profilo onesto di pianisti, promettenti e consacrati, uniti da amicizia, parentela, talento e stima, ma soprattutto dal sentire la musica come una forma d’arte unica e totalizzante, da esplorare in ogni momento della giornata, per rispetto e devozione verso un’idea implicita del concetto di ereditarietà.

Natasha Binder

Un intreccio, quello esplorato, tutto al femminile: la complicità che vede unite le due figure principali, Karin e Natasha, va oltre un normale rapporto madre-figlia in un momento delicato per le decisioni che prenderà l’adolescente.

La giovane quattordicenne entra di diritto in un’elite musicale unica e originale e riassume in linea di massima il percorso vissuto da sua madre Karin, da suo zio Sergio e dalla nonna Lyl. Mano a mano che la sua consapevolezza artistica prende piede, i quesiti aumentano, il suo approccio allo strumento si struttura, le paure prendono voce e si risolvono sulla tastiera.

Niente è casuale, soprattutto in questa dinastia, che sembra confermarlo decidendo di condividere in maniera straordinariamente naturale i segreti di un successo al quale, in fin dei conti, tutti sembrano indifferenti.

La calle de los pianistas - Mariano Nante

In una grande casa che conta pianoforti in ogni stanza, in cui si susseguono quotidianamente ore di studio e riunioni familiari, punto di approdo e transito tra un concerto e l’altro, Karin osserva, riporta su un diario i suoi pensieri, sostiene la giovane figlia, la incoraggia e fa il tifo per lei, dietro le quinte del Teatro Colón, spogliandosi del ruolo di artista ed entrando in quello di mamma.

E se i pianoforti di casa Tiempo-Lechner rimangono in silenzio, a suonare è quello della Argerich, splendida presenza che completa uno scenario artistico di altissimo livello.

La calle de los pianistas. Notevole.

 

Written by Irma Silletti

 

 

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