“I segreti di Murakami – Vita e Opere di uno degli scrittori più misteriosi e amati” di Tsuge Teruhiko

Murakami Haruki è un personaggio enigmatico come i suoi romanzi. Tanto che l’uscita di ogni suo romanzo suscita una grande forma di delirio tra tutti i suoi numerosi fans sparsi in tutto il mondo.

I segreti di Murakami

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l’altro. Non troverai sole, né luna, nessuna direzione, e fosse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. È una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. È il tuo sangue, e anche il sangue di altri. Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Si, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.” (Citazione tratta da “Kafka sulla spiaggia, uno dei romanzi più amati dai sostenitori di Murakami)

Quante volte leggendo uno dei tanti romanzi dello scrittore giapponese Murakami Haruki ci si è imbattuti in citazioni enigmatiche, ricche di poesia, di magia, come questa? Quante volte è sembrato di essere finiti dentro la storia, di viverla come se fosse la nostra? O anche sentire il fruscio del vento o la pioggia che cade come una canzone che avvolge la nostra anima, mentre eravamo immersi nella lettura di queste opere di stampo giapponese?

Miriadi di volte ci saremo chiesti del significato delle tante espressioni che incontravamo durante la lettura, del perché di certi eventi, di certe ripetizioni, di certi personaggi, di cosa rappresentavano questi personaggi, questi fatti per l’autore. Una sorta di curiosità senza tempo per uno degli scrittori più enigmatici e amati del panorama letterario contemporaneo di questi ultimi anni.

Domande che accompagnano chiunque si trovi a scoprire questo grande scrittore, capace di incantarci con le sue parole, consapevoli di essere finiti dentro un sogno reale. Come è accaduto anche a me, la prima volta che scoprì l’estro narrativo del Maestro quella lontana estate del 2010, quando iniziai Norwegian Wood – Tokyo Blues, uno dei suoi romanzi più intimistici, più amati del mondo murakamiano. Una sorta di canto di vita, seppure malinconico, allo stesso tempo passionale.

Domande a cui cercherà di dare risposte il professor Tsuge Teruhiko, studioso e critico di tanti autori nipponici, nel saggio “I segreti di Murakami – vita e opere di uno degli scrittori più misteriosi e più amati”, costituito di sei captoli in cui si affronta un determinato aspetto della vita e della letteratura murakamiana.

Haruki Murakami

Il primo capitolo di questo saggio-narrativo parte dal presupposto se Haruki sia reale, come recita il titolo “Lo scrittore misterioso: Murakami Haruki esiste davvero?” e come si legge dalle prime righe, relativo un dialogo tra uno studente e il professore Teruhiko, durante un seminario sullo stile narrativo dello scrittore. Breve dialogo che riporto in seguito:

“Professore, ma Murakami Haruki esiste davvero?” mi chiese tempo fa uno studente universitario del seminario sulla letteratura contemporanea. La domanda mi sorprese. 

“Come?” risposi stupito.

“Nessuno l’ha mai visto e non appare nemmeno in televisione.”

“Però avrai visto delle sue foto.”

“Ha il viso simile a quello di Miyazawa Kenji, ma più stretto e più lungo. Questo si sa.”

“Da ciò si deduce che esiste davvero.”

“Ma non l’ha detto anche lei durante una lezione sui media? Ora le fotografie si possono ritoccare al computer, con aggiustamenti e fotomontaggi, quindi non possono più essere usate quali materiali o elementi di prova, come in passato.”

Perché questa domanda sulla possibile “non esistenza” di Murakami? Esattamente perché, come molti sapranno, l’autore non ama molto comparire in pubblico, non ama farsi fotografare e, per questo, è ritenuto molto misterioso. Il capitolo prosegue raccontando la sua vita famigliare, le sue esperienze come studente universitario, come proprietario di un jazz-bar nei pressi della stazione di Tokyo, e, infine, come amante degli animali, soprattutto per i gatti, fino a quando nel secondo capitolo entra più a fondo nella narrazione, raccontando degli inizi come scrittore, spiegando quali sono state le fonti di ispirazione, il significato di “Kitchen-Novelist”, il cosiddetto “scrittore da cucina”, nome che gli fu attribuito, non perché scrivesse di cucina, bensì per il fatto che scrisse i suoi primi romanzi in cucina, non avendo uno studio nei primi anni della sua carriera di scrittore.

Il romanzo-saggio prosegue “raccontando” le passioni di Murakami per il cinema, soprattutto per i film di David Lynch, da cui prende spunto per alcuni suoi romanzi, per la letteratura americana, soprattutto per scrittori che rispecchiano il suo stile narrativo, quali Fitzgerald, Chandler, e altri che lo hanno accompagnato nella sua vita adolescenziale e studentesca, nei suoi attimi di solitudine interiore e nel pellegrinaggio alla ricerca di nuovi stimoli narrativi. Autori che in seguito decise di tradurre in lingua giapponese, diventandone quasi il loro traduttore ufficiale. In seguito, Teruhiko affronta temi riguardanti lo stile narrativo dei romanzi murakamiani, descrivendo la scelta di alcuni personaggi, come l’uomo pecora, presente in molti suoi racconti, o i Little People, che incontriamo nel suo ultimo romanzo, quel 1Q84, che può essere paragonato a 1984 di George Orwell, sebbene si tratti di un 1984 surreale, immaginario, vissuto come rinchiusi in un’utopica città del futuro, proseguendo nella narrazione-spiegazione degli altri romanzi, come Kafka sulla spiaggia, Norwegian Wood, L’uccello che girava le viti del mondo, tutti romanzi ricchi di significati, di simbologie e metafore.

Come dire, ogni opera narrativa di Murakami rappresenta un momento di vita dello stesso autore, ci spiega un cammino che l’autore vorrebbe seguire o ha intrapreso nel corso della sua vita. Tutto questo si incontra nella lettura de “I segreti di Murakami – vita e opere di uno degli scrittori più misteriosi e più amati” di Tsuge Tehuriko, che lo stesso studioso descrive in modo semplice, mai banale, non troppo critico come molti altri saggi dedicati all’opera di Murakami, Un libro molto interessante e che non dovrebbe mai mancare all’interno della libreria di ogni lettore di questo scrittore enigmatico, sempre al centro di ogni dibattito narrativo, che continuerà a stupirci qualunque sia il linguaggio narrativo adottato nelle sue storie, capace di regalare diverse sfumature di emozioni in chi lo legge e lo ama, come la sottoscritta.

Il professore Teruhiko si può solo ringraziare per averci aiutato a comprendere appieno il mondo murakamiano, aiutandoci a comprendere così le diverse leggende metropolitane che accompagnano la vita e le opere di Murakami.

Written by Daniela Schirru 

Informativa per i lettori: 

Ci è risultato difficile trovare una foto dell’autore Tsuge Tehuriko, se qualcuno di voi ha più fortuna informateci così da aggiungere la fotografia alla nostra recensione! Grazie!

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