Intervista di Katia Debora Melis a Giusy Staropoli Calafati, autrice de “Sud La terra di Costabile”

Intervista di Katia Debora Melis a Giusy Staropoli Calafati, autrice de “Sud La terra di Costabile”

Feb 5, 2015

Giusy Staropoli Calafati, nata a Vibo Valentia nel 1978, vive a Briatico.

 

Giusy Staropoli Calafati

Appassionatasi alla scrittura, in essa riversa l’amore profondo per la sua terra, nutrito da feconde ricerche, da autodidatta, tra le pagine di autori di forte impatto, primi tra tutti Corrado Alvaro e Saverio Strati. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti letterari per la sua opera poetica e viene ormai annoverata tra le voci liriche più rappresentative della Calabria.

Ha pubblicato: La mia terra (2008), Pensatori e poeti (2010), Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria (2013), SUD-La terra di Costabile (2014).

Giusy Staropoli Calafati è stata molto disponibile nel rispondere in esclusiva alle mie domande per Oubliette Magazine.

 

K.D.M.: Leggendo la tua raccolta, SUD- La terra di Costabile, recentemente edita da Thoth Edizioni, mi ha colta come una folgorazione: è poesia della terra, delle radici e del sangue. Quando si ama veramente, lo si fa incondizionatamente. Questo libro è la manifestazione di questo tuo amare il Sud, per la Calabria in particolare. Ti chiedo se, tuttavia, ci sono o ci sono stati, dei momenti di “disamore”, umano, ma anche artistico verso questo tuo mondo.

Giusy Staropoli Calafati: Una domanda molto forte questa. Lei mi chiede se ci sono stati momenti di disamore per questo mio Sud. Sì, ci sono stati e sono certa ci saranno ancora. Sempre. Questo Sud è un destino dentro al cuore che ti prende e non lo sai lasciare. Un destino prepotente che rischia di lasciarti senza niente. Il Sud è terra di nessuno, eppure è terra mia. È terra di madri e di figli. Di padri afflitti. Terra di Cristi terroni messi alla croce. È questa una terra da odiare e amare. Una di quelle che ti prova, ti sconforta, e quando agonizzi, è lì, in quel momento che ti chiede di amarla un’altra volta. Ancora. E ti prende sempre il doppio di quello che dà. Quaggiù, al Sud, si gode e si soffre. Si anela. Si gioisce. Si vive appunto, al Sud.

 

K.D.M.: Da lettrice mi è parso di poter seguire una storia del Sud senza soluzione di continuità tra passato e presente. È davvero una storia tragica per sempre? Come vedi il futuro del tuo Sud?

Sud La terra di Costabile

Giusy Staropoli Calafati: Il Sud, sembra portarsi dietro maledizioni antiche. Ma non può, non deve essere, una storia tragica per sempre. Io non posso permettere che questo accada. E scrivo per tutto questo. Per tutti quei bambini che quaggiù sognano ancora e per i miei figli, i figli di tutte le madri,  ché abbiano oggi e sempre, la possibilità di scegliere se restare o partire. Come vedo il futuro? Lo voglio vedere migliore. Pretendo di vederlo bellissimo. E tutto dipende da noi che siamo il Sud. A questa terra, dobbiamo tutti qualcosa. Specie la dignità che merita, come terra nostra e terra dei nostri padri, voce delle nostre madri.

 

K.D.M. Saverio Strati è intellettuale e scrittore che appare costantemente presente alla tua scrittura. Quale ritieni sia il tuo maggior debito di riconoscenza nei suo confronti dal punto di vista letterario?

Giusy Staropoli Calafati: Saverio Strati è vivo e tremendamente presente nel mio percorso letterario. A lui devo parte della mia formazione, avvenuta attraverso lo studio della sue opere, nelle quali Strati racconta, con parabole identiche alla realtà, la nostra Calabria, raccontandosi. È lui l’autore, il calabrese, l’uomo che mi aiuta ad entrare senza indugi nello stomaco della Calabria. A tal proposito ho voluto che la prefazione del libro fosse scritta da un grande antropologo italiano: Luigi M. Lombardi Satriani, che oltre ad essere uomo di grande cultura, è stato anche amico di Saverio Strati.

 

K.D.M.: In che misura la penna di Strati si “annida” anche tra queste pagine, dedicate, per altro, a Franco Costabile, già a partire dal titolo?

Giusy Staropoli Calafati: Questa domanda, devo dire che mi intriga. È bella. Mi piace. Come si evince dal titolo, il libro è dedicato a Franco Costabile, per riscattare quell’amarezza che l’ha ucciso prima come uomo e  poi come poeta.  Lo dovevo a lui e alla sua poesia che è reale quanto il Sud che egli stesso racconta nei suoi versi.  Quanto Strati c’è in questo libro?  Intanto posso dire che riferendomi a Costabile non era affatto previsto ci fosse Strati in questa raccolta poetica. Eppure  c’è,  si sente Saverio Strati. Nei luoghi, nelle immagini, nei personaggi c’è. Basti notare, quanto Aspromonte c’è nei versi, quanta vita contadina, quanta emigrazione. È tutto questo è Saverio Strati. È matura l’essenza di una Calabria stratiana che però ha una cifra importante che la contraddistingue: Giusy Staropoli Calafati.

 

K.D.M.: Dovendo parlare di questo nuovo libro a chi non conosce te e i tuoi scritti precedenti, da quale testo partiresti e perché?

Giusy Staropoli Calafati

Giusy Staropoli Calafati: Ogni testo risulta essere quello giusto. Dovessi essere costretta a buttarne giù dalla torre solo uno, butterei me stessa. Dunque partirei semplicemente dal Sud. Come luogo, come poesia…

 

K.D.M. Hai già in programma presentazioni ufficiali del libro e incontri coi lettori?

Giusy Staropoli Calafati: In questi giorni inizierà il tour di presentazione del libro SUD -La terra di Costabile.  Il primo appuntamento è previsto per Sabato 07 Febbraio a Caria di Drapia, VV. Ore 17:30 presso Bar Pub Red & White… 

 

K.D.M. Dove e come si può acquistare SUD- La terra di Costabile?

Giusy Staropoli Calafati: Il libro è possibile acquistarlo in tutte le librerie on-line.  È possibile inoltre averlo anche contattando l’editore attraverso il sito della casa editrice: www.edizioni.thoth.it.  Ci tengo inoltre a ricordare a tutti, che il libro è stato stampato a tiratura limitata. Solo 205 copie numerate.

 

K.D.M. Un sentito ringraziamento a Giusy Staropoli Calafati per la sua gentilezza e disponibilità e per questo suo nuovo libro ricco di tematiche e di spunti di riflessione. Ne consigliamo la lettura, dunque, a tutti gli amici di Oubliette Magazine.

 

Writen by Katia Debora Melis

 

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