Intervista di Pietro De Bonis a Chiara Trabalza, autrice del libro “Il volo delle lanterne”

Intervista di Pietro De Bonis a Chiara Trabalza, autrice del libro “Il volo delle lanterne”

Gen 19, 2015

Chiara Trabalza vive a Roma, con le sue due splendide bambine e una laurea in psicologia. Afferma di non poter fare a meno di libri, infatti sin da ragazza è proprio la scrittura la sua più grande passione, e espressione dei suoi sentimenti e sogni. “Il volo delle lanterne”, edito da Eden Editori, è il suo romanzo d’esordio.

Chiara Trabalza

Miriam è una giovane donna di 30 anni che vive a Roma. Lorenzo è un giornalista di 35 anni che vive a Venezia. Per una coincidenza i due giovani si conoscono su internet, venendo travolti da un fortissimo sentimento che rimetterà in gioco tutte le loro vite. Ma un nuovo lavoro porterà Lorenzo a  scegliere il Canada, a malincuore. Così, rimasta nuovamente sola, in Miriam riemergono tutte le paure e le insicurezze che sembrava aver accantonato dopo aver trovato Lorenzo. Presa nel vortice dei suoi tormenti, Miriam decide di chiudere per sempre con Lorenzo. Ma qui la vita le farà un dono inaspettato, l’attesa di un bebè. Non sarà facile dirlo a Lorenzo, soprattutto quando una misteriosa donna francese si frapporrà tra i due…

Se volete sapere come andrà a finire “Il volo delle lanterne” della scrittrice Chiara Trabalza, be’ che aspettate ad acquistarlo!

Chiara Trabalza si è resa molto disponibile a rispondere ad alcune mie domande.

 

P.D.B: Benvenuta Chiara! Con “Il volo delle lanterne” esordisci nel mondo dell’editoria italiana, il primo gesto, o pensiero, alla notizia che saresti stata pubblicata da Eden Editori?

Chiara Trabalza: Il mio primo pensiero è stato: “Evviva, ce l’ho fatta! Un sogno che si realizza!”. Subito dopo ho iniziato a saltare per tutta casa dalla felicità e ho abbracciato forte le mie bambine.

 

P.D.B: La storia narra la vicenda di una ragazza, Miriam, che lotta tenacemente per la sua felicità e non si arrende, possiamo definirla una storia/esempio da seguire?

Chiara Trabalza: Sì, a me piace definirla così. Miriam lotta per il suo amore, cade e si rialza, sbaglia e commette degli errori ma alla fine capisce che essere forti vuol dire anche saper accettare le proprie debolezze e non arrendersi mai. Spesso la vita ci pone davanti a scelte difficili e ad ostacoli che ci sembrano insormontabili ma se crediamo nei nostri sogni possiamo trovare la forza per non arrenderci e seguitare a sperare. Non avremo mai la certezza che i nostri sogni si possano realizzare ma nessuno potrà mai impedirci di crederlo possibile. Se rinunciassimo già in partenza potremmo poi, un domani, vivere di rimpianti rimproverando noi stessi per non averci creduto fino in fondo.

 

“Per un verso o per un altro sembrava che la mia storia fosse costellata di decisioni sbagliate oppure di decisioni giuste ma prese in momenti sbagliati.”

 

P.D.B: Rinunciare a un amore, non entrando troppo nel merito del tuo libro, equivale a rinunciare a una vita? Ma quanti amori abbiamo? E quante vite, Chiara?

Chiara Trabalza: Ci sono amori che lasciano segni profondi dentro di noi. Amori che, sebbene finiscano, riescono a cambiarci per sempre, restando custoditi nel nostro cuore come un prezioso giardino segreto. Non importa quanti amori ognuno di noi potrà avere nella sua vita, l’importante è metterci sempre il cuore, vivendo ogni storia per arricchire sé stessi e l’altro. Anche se in fondo io sono una romantica e credo che il vero Amore, quello che ti fa battere il cuore fino quasi a toglierti il respiro, sia uno solo nella vita. Ed è quell’amore che dilata il tempo, che ti fa sentire di essere a casa, esattamente dove vorresti essere, dove anche un niente diventa tutto se si sta insieme, due anime che combaciano perfettamente come due tessere di un puzzle, proprio come Miriam e Lorenzo. Mi chiedi quante vite abbiamo? Difficile rispondere a questa domanda… Per quanto riguarda me, posso solo dire che ogni volta che cado e non vedo via di uscita ma trovo poi nuovamente la forza di rialzarmi e ricominciare a camminare è come se nascessi di nuovo, un’altra volta. In questo senso posso affermare che ho sette vite come i gatti.

 

P.D.B: I tormenti, addentrandoci invece adesso nel tuo romanzo, quanto tempo faranno perdere a Miriam? Sono davvero sempre un tempo perso o possono comprendere il famoso risvolto della medaglia?

Il volo delle lanterne

Chiara Trabalza: Indubbiamente i tormenti e i ripensamenti di Miriam le fanno perdere del tempo prezioso che nessuno le ridarà più indietro ma allo stesso tempo è inevitabile che lei attraversi tutti i suoi dubbi, le sue incertezze e commetta tutti i suoi errori per diventare poi una donna più matura e consapevole che sa quello che vuole e lotta per riprenderselo. Io credo che nella vita di ognuno di noi anche gli sbagli e le cadute possano servire purché noi siamo disposti a perdonarci e a migliorare. Nessuno nasce perfetto né con un dizionario su come affrontare la vita, impariamo a conoscere noi stessi anche guardando ai nostri sbagli. In fondo anche un bambino impara a camminare solo dopo aver fatto molti ruzzoloni e molte cadute.

 

Non riuscivamo a stare lontani, era come se le nostre anime si amassero e si conoscessero già da molto tempo prima. Forse eravamo davvero anime gemelle.”

 

P.D.B: Amare significa dipendere dagli altri? Quanto, la voglia di rivalsa nel mondo aiuterà la tua protagonista? Tra il sentirsi forti e l’esserlo, trovi poi una grande differenza?

Chiara Trabalza: L’amore non dovrebbe mai basarsi sulla dipendenza. Amare vuol dire donare parte di sé stessi all’altro, completarsi a vicenda, ma senza una totale abnegazione. Bisogna conservare una propria indipendenza emotiva, altrimenti si rischia di diventare schiavi degli umori dell’altro e la schiavitù non ha niente a che vedere con l’amore. Miriam per troppo tempo ha dedicato tutta la sua vita a soddisfare le aspettative degli altri, sacrificando sé stessa e i propri sogni, restando accanto a un uomo solo per paura di ferirlo e questo le ha fatto perdere di vista la propria felicità.   E per quanto riguarda la tua ultima domanda, tra il sentirsi forti e l’esserlo, credo ci sia una sottile differenza. Si può credere di essere forti ma in realtà non esserlo… l’essere forti è in ciò che facciamo ogni giorno, nell’impegno che mettiamo per vincere ogni ostacolo, ogni problema che ci si pone davanti, nel modo in cui sappiamo affrontarlo e superarlo. Essere forti è anche amare senza però incatenare l’altro, donare senza pretendere qualcosa in cambio, accettando a volte di sacrificarci per amore ma ricordandoci sempre che anche la nostra felicità è importante…  questa è la vera forza: non arrendersi, amare, cadere, rialzarsi.

 

P.D.B: Hai voluto adottare una scrittura pulita, educata, ma senza rinunciare alla descrizione di scene di sesso; l’uso di un linguaggio quotidiano, aiuta il lettore a leggere meglio? Quanto, secondo te, uno scrittore deve azzittire le “proprie corde” a favore del pubblico?

Chiara Trabalza: Io non ho “azzittito” il mio modo di scrivere, però ho molto rispetto per il pubblico di lettori e ho fatto la scelta di usare un linguaggio pulito e romantico senza scadere nella volgarità. Ritengo che si possano tranquillamente descrivere scene d’amore e di sessualità usando vocaboli appropriati, magari anche dolci, riuscendo comunque a trasmettere una grande passionalità. In questo risiede l’abilità di uno scrittore, no?

 

P.D.B: Mi ha colpito questa tua frase: “Ho preferito usare un gergo giovanile e moderno per rafforzare la credibilità della storia”, cioè?

Chiara Trabalza

Chiara Trabalza: Intendo dire che ho voluto scrivere la storia restando fedele alla realtà, immaginando due giovani innamorati che usano alle volte anche parole “forti” se sono arrabbiati o magari parole buffe, se stanno scherzando o, ancora, parole sdolcinate se sono in intimità. Miriam e Lorenzo sono due ragazzi del giorno d’oggi e il mio scopo è quello di far sì che ogni lettore possa, leggendo la storia, trovarsi a pensare: ”Anch’io avrei detto così, anche io avrei agito in questo modo”. Credo che la soddisfazione più grande per uno scrittore sia quando il pubblico riesce ad emozionarsi per le parole scritte nel romanzo e ad immedesimarsi nei personaggi della storia, rispecchiandosi in loro.

 

“In quella notte magica, fatta di una luna argentata e di stelle accese nel cielo, ci unimmo per la prima volta. Diventammo un corpo solo, un cuore solo, un’anima sola.”

 

P.D.B: Dove possiamo acquistare il romanzo “Il volo delle lanterne”?

Chiara Trabalza: “Il volo delle lanterne” si può trovare nelle librerie ma anche on line su Amazon, sul sito IBS e, ovviamente, sul sito “Eden Editori” .

 

P.D.B: Chiara, grazie infinite per questa intervista! So che a breve farai una presentazione a Roma, vuoi dare tu orario e luogo d’appuntamento?

Chiara Trabalza: Sì, certamente, con molto piacere! Presenterò il mio libro a Roma, mercoledì 21  gennaio alle ore 18:00 presso la Libreria Arion Monti, a via Cavour 255. All’evento parteciperà anche Bruno Puzone, Direttore Commerciale di Eden Editori. Colgo l’occasione per chiedere a tutti di partecipare perché sarebbe bellissimo avere un pubblico numeroso che abbia voglia di conoscermi e di pormi magari qualche domanda. Infine approfitto di questa intervista per anticipare anche che sabato 21 febbraio sarò presente anche al BukFestival di Modena, così chi non ha la possibilità di venire alla presentazione qui a Roma potrebbe magari venire a Modena a febbraio. Grazie a te Pietro per le tue domande e per avermi dato la possibilità di far conoscere meglio “Il volo delle lanterne”.

 

Written by Pietro De Bonis

 

Info

Sito Eden Editori

Facebook Il volo delle lanterne

 

One comment

  1. Antonio Ippolito. /

    Sto leggendo “Il profumo dei fiori di ciliegio”. Brava! Complimenti! Antonio.

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