“Del raffinato amore” di Danilo Scastiglia: per essere felice l’uomo deve sempre seguire le proprie pulsioni

“Del raffinato amore” di Danilo Scastiglia: per essere felice l’uomo deve sempre seguire le proprie pulsioni

Gen 18, 2015

“Il calcio, il divertimento, la vita. Come si può spiegare cosa significhi bruciare per una passione, per un sogno, per un ideale, per uno stile di vita che nessuno potrà mai toglierti e che magari non capirà fino in fondo? Beh, voglio provare a farlo…”.

Del raffinato amore

Dopo “Alchimie” e “Mosaico”, torna Danilo Scastiglia, l’autore abruzzese nato a Chieti nel 1972, con una raccolta di racconti intitolata “Del raffinato amore”, pubblicata nel dicembre 2014 da FaLvision Editore nella collana Polychromos, seziona Narrativa.

Sono 14 racconti, alcuni molto brevi, altri più lunghi, che parlano d’amore, di vita di tutti i giorni, di incontri fortuiti che a volte giungono a distoglierci dalla nostra esistenza grigia e a portarci quel tocco di colore che la rende degna di essere vissuta. Solitamente si tratta di persone infelici nelle loro relazioni; di uomini e donne che incontrano l’anima gemella e riescono a dare una svolta alla loro vita. Per questo sono ammessi rapporti fedifraghi, sesso talvolta esibito in pubblico e colpi di fulmine che avvengono solo nelle favole. L’impressione che si ha, leggendo questi racconti, è che l’autore prenda storie, in apparenza prive di spessore, per metterle al servizio della sua penna, la quale “ama” dare ad ogni singolo scritto un risvolto erotico.

Danilo Scastiglia, infatti, è conosciuto proprio per essere uno scrittore di “libri per adulti”, ma la sua particolarità è di non essere mai volgare. Le scene di sesso sono accompagnate da un forte sentimento che gli amanti provano l’uno per l’altra, e mai fine a se stesse. Ed è in questi frangenti che Scastiglia “si scatena”, cambiando registro e creando un insieme evocativo di termini che vanno a “riempire” la storia, donando ad essa un risvolto interessante.

In particolare, ho apprezzato il capitolo intitolato “Di padre in figlio”, dove l’autore si rivolge direttamente al figlio, prendendo come spunto la loro comune passione per il calcio, per parlare di temi più profondi e facendo alcune considerazioni sulla vita in generale. Questa è l’unica storia che si discosta dal genere “erotico”.

Danilo Scastiglia

Vi è un riferimento a Gabriele Sandri, detto Gabbo, che tutti ricordiamo. Quel tifoso ucciso nel 2007, a soli 28 anni, da un rappresentante delle forze dell’ordine in un autogrill nei pressi di Arezzo. L’agente era intervenuto per sedare un principio di rissa tra sostenitori juventini e laziali, scoppiato mentre si stavano recando a vedere una partita di calcio. È un tema delicato, che porta in luce il duplice risvolto della violenza degli ultras e dell’indignazione sugli errori che a volte commettono gli organi di polizia.

L’opera presenta alcuni refusi ed alcune imprecisioni linguistiche, per esempio il fatidico “bacio a timbro”, che suonerebbe meglio se fosse “a stampo”. Nonostante sia palese ammettere che le tematiche trattate non siano proprio originali, bisogna tener conto che l’autore ha dato libero sfogo alla sua creazione, portando un messaggio.

Rapporti infelici, oppure malati, possono essere interrotti e, con la forza di volontà, è possibile costruirsi un’esistenza migliore. Romantico e fiducioso nell’amore, Danilo Scastiglia vuole suggerirci di non inibire le nostre sensazioni e di esprimere i nostri desideri più reconditi. Solo così potremo diventare, assieme alla persona amata, una cosa sola.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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