Attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo: la testimonianza e lo sdegno di una ragazza di fede islamica

Attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo: la testimonianza e lo sdegno di una ragazza di fede islamica

Gen 8, 2015

Parigi. Attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo, i terroristi sparano, uccidono 12 persone e gridano “Allah akbar”: Islam o ipocrisia religiosa?

Attentato giornale Charlie Hebdo

La mattina di mercoledì 7 gennaio tre uomini incappucciati e armati hanno assaltato la sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo, noto per le sue vignette provocatorie e ironiche sull’Islam. Hanno sparato gridando “Allah akbar“.

Dodici sono stati i morti, vittime del massacro: due poliziotti, un addetto alla portineria, otto giornalisti, e un invitato alla riunione di redazione. In più 8 feriti nella sparatoria, di cui 4 gravi. Il governo ha deciso l’immediato aumento delle misure di sicurezza: la polizia è stata schierata davanti a scuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Naturalmente anche gli altri paesi europei hanno alzato i livelli di allerta antiterroristica e rafforzato i controlli sulle infrastrutture critiche.

Sentendo oggi di questo massacro, ho provato un’emozione simile a quella che provo al ricordo dell’11 settembre. Noi veri musulmani esprimiamo la più ferma condanna per l’orribile strage di stamattina. Inutile ripetere che questo non è Islam.

Non sono questi i modi per esprimere disapprovazione nei confronti delle vignette provocatorie o nei confronti della presunzione di libertà di espressione di questi settimanali satirici.

Non sono questi precetti islamici né tantomeno di cultura o valore arabo. Il mondo islamico ripudia la violenza messa in campo non solo da Isis, ma anche dalle altre formazioni terroristiche che parlano in nome di una religione della quale non sanno nulla e alla quale sono lontani anni luce.

Charlie Hebdo

C’è un forte paradosso tra religione, tolleranza, precetti religiosi e fanatismo fondamentalista in nome della religione. C’è chi servendosi della religione arriva ad attivare meccanismi di pura ipocrisia per perseguire scopi che rispecchiano tutto tranne la salvezza o l’immagine dell’islam.

Negli interessi di chi tutto ciò, dei veri musulmani? Chi è che veramente ci guadagna? a chi veramente giova tutta questa ipocrisia religiosa? Chi ne pagherà le conseguenze? Sono domande molto importanti, da farci assolutamente. Certamente non all’Islam.

Tutto ciò non è solo dato e nato dagli aiuti finanziari di Usa e company ma è anche e soprattutto conseguenza dell’ignoranza che ci porta la decadenza politica araba.

Il punto fondamentale è questo secondo me, capire la ragione principale per la quale persone ignoranti “producono” fanatismo e altra ignoranza. C’è chi organizza, pensa oppure semplicemente aiuta queste organizzazioni e c’è chi figlio di ignoranza o “vissuti particolari” diventa servitore di questi vili scopi.

Oggi Marine Le Pen, l’eurodeputata leader del partito nazionalista Front National intervistata da Rtl dice “Siamo inorriditi dall’odioso attentato. Domani parleremo di politica, oggi c’è spazio solo per la consapevolezza di questo rischio di dimensioni spaventose che ci tocca direttamente”.

Parigi - assalto giornale Charlie Hebdo

E poi aggiunge: “Bisogna dire basta all’ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome: è una strage perpetrata dall’integralismo islamico. È mia responsabilità dire che la paura deve essere superata e che questo attentato deve al contrario liberare le nostre parole di fronte al fondamentalismo islamico, non bisogna tacere, ma cominciare a osare dare un nome a quanto accaduto. Non temere di dire le parole: si tratta di un attentato terroristico commesso in nome dell’islamismo radicale”.

Marine la Pen ci parla di integralismo islamico, islamismo radicale e ancora fondamentalismo. Come se integralismo e fondamentalismo fossero la stessa cosa e soprattutto sottolinea che è islamico. Di quale islamismo radicale parla, di persone ignoranti che nominano dio facendo del male e istigando all’odio??

E ancora “È un attacco barbaro”, dice Cristophe Deloire segretario generale di Reporters sans frontières, “è una cosa senza precedenti, che si può vedere in Pakistan, in Somalia ma vedere ciò in Francia. Non c’è aggressione più grande che attaccare un giornale che esercita la libertà di espressione. È evidentemente atroce”. 

Perché il signor Cristophe Deloire può vedere ed accettare simile violenza solo in paesi come la Somalia o il Pakistan, ci sono persone di serie A e persone di serie B?

Je suis Charlie

È una tragedia sì, ma come ogni altra vita umana. La pietà può essere selettiva? La pietà è diventata ormai politicamente corretta per alcuni e scorretta o addirittura inaccettabile per altri.

Il terrorismo e il fondamentalismo non sono assolutamente di matrice islamica. In nome dell’Islam e di Allah queste persone uccidono, massacrano, seminano paura e odio. E purtroppo, cosa ancora più grave, noi ci crediamo con un’ingenuità ingiustificabile.

Oggi anche semplicemente la parola Islam (che deriva dalla parola pace) è usata con una connotazione negativa. Ora aiutatemi a capire, cosa significa dire ora “Io sono Charlie”?! quando una persona scrive questo cosa pensa di esprimere? Dolore? Solidarietà?

Allora anche io esprimo il mio sdegno. Io sono i bambini palestinesi, siriani, somali, afgani, iracheni, africani o di dovunque siano presenti guerra, povertà, violenza.. magari in questo modo domani il mondo cambierebbe!

 

Written by Amani Sadat

 

 

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