“La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte” di J. B. Morrison: la solitudine degli anziani

“La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte” di J. B. Morrison: la solitudine degli anziani

Dic 29, 2014

“Nel giorno del suo ottantunesimo compleanno, Frank Derrick fu investito dal furgone del lattaio. Avrebbe preferito un buono per l’acquisto di un libro o un paio di gemelli per la camicia, ma è il pensiero che conta”.

La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte

Pubblicato nell’ottobre del 2014, “La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte (Corbaccio) è il romanzo d’esordio del musicista inglese J.B. Morrison, presentato alla fiera di Francoforte ed accolto con grande entusiasmo in tutta Europa.

È una storia tenera e commovente, tipica di quei libri in cui il protagonista è una persona anziana. Con grande senso dell’ironia, l’autore affronta la dolorosa tematica della solitudine e dell’abbandono nella terza età, piaga del nostro tempo.

Frank Derrick è un neo-ottantunenne che vive col gatto Bibì in una casa a due piani, in una tipica cittadina inglese. Colleziona dvd di vecchi film e conserva il sogno obsoleto di aprire un cinematografo, nel capanno ormai in disuso del suo giardino. Come tutte le persone anziane, abbandonate a se stesse, che vivono con una misera pensione, egli non si rende conto del valore del denaro e lo sperpera in cose inutili.

Nel giorno del suo compleanno, Frank viene investito dal furgone del lattaio, e si ritrova con un piede rotto e un braccio ingessato. Prima dell’infausto evento, egli era in grado di condurre un’esistenza dignitosa e di prendersi cura della sua igiene personale. Sebbene passasse le giornate davanti alla tv, oppure tentando di evitare gli scocciatori che bussavano alla  porta, riusciva a dare un senso alla sua vita.

La figlia Beth, che vive in America, proprio non se la sente di tornare ad accudire l’anziano genitore, adducendo problemi di lavoro del marito. Per tacitare il suo senso di colpa, gli procura un’assistente a domicilio, che vada a fargli visita una volta a settimana. Nella vita di Frank fa così irruzione la giovane Kelly Natale che, sebbene ogni volta che giunge davanti alla sua abitazione abbia qualche problema di parcheggio e susciti i pettegolezzi del vicinato, riesce a trasformare la vita dell’anziano “ribelle”. In breve tempo, diventa la sua ragione per alzarsi al mattino. Kelly gli ricorda che fuori da quella casa, all’interno della quale Frank si è trincerato, esiste un mondo avventuroso per chiunque.

Improvvisamente, l’anziano coglie l’importanza della sua stessa vita che, pur non avendo nulla di straordinario, è comunque unica, come dovrebbe esserlo quella di ogni essere umano.

J. B. Morrison

Il personaggio di Frank Derrick, orgoglioso e bizzarro, entra nel cuore del lettore. Quest’uomo attempato, coi capelli lunghi e bianchi che ricorda un “Mini-Pony”, è un tipo che non si perde mai d’animo e ha sempre la battuta pronta. Paragona, di volta in volta, le situazioni che si trova a vivere a film popolari, che abbiamo visto un po’ tutti; così come si diverte a dare nomignoli (nomi Sioux) ai vicini di casa, suscitando genuine risate. Molto divertenti le sue rocambolesche avventure, nel tentativo di rendersi “figo” agli occhi di Kelly; oppure i suoi metodi, per niente “ortodossi”, volti a racimolare un po’ di soldi per prolungare il termine del contratto.

I personaggi minori, sebbene siano pochi, sono molto ben caratterizzati. Fra tutti, quello dell’amico disabile che vive in una casa di riposo, soprannominato Puzzola John.

A causa di qualche problema, imputabile alla traduzione, in alcuni casi si perde un po’ il filo del discorso; ma più che altro si tratta di una sensazione.

E infine, c’è lui, il personaggio silente, forse più significativo della storia: il gatto Bibì. A ricordare quanto l’essere umano sia volubile e, come nel caso di Frank, nonostante abbia sperimentato l’abbandono sulla propria pelle, rimanga disposto a tradire per egoismo. Per fortuna che, alla fine, i giusti valori vengono ritrovati, e le false illusioni sfatate.

La fantastica storia dell’ottantunenne investito dal camioncino del latte” si rivela un bel libro, che consiglio a chi non ha paura di rivedersi fra qualche anno, perché, volenti o nolenti, la vita è questa. Nonostante i buoni propositi, la realtà di anziani abbandonati e accuditi solo per denaro non cesserà di esistere.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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