Intervista di Rebecca Mais a Joanne Huist Smith, autrice de “Il tredicesimo dono”, simbolo di speranza e rinascita

Intervista di Rebecca Mais a Joanne Huist Smith, autrice de “Il tredicesimo dono”, simbolo di speranza e rinascita

Dic 20, 2014

Natale è alle porte, tutti si preparano addobbando casa ed acquistando doni per i propri cari. Lontano da qui, e precisamente negli Stati Uniti d’America, nello Stato dell’Ohio, una famiglia particolare vive questa festività in modo ancora più sentito: si tratta della famiglia Smith, la famiglia della scrittrice e giornalista Joanne Huist Smith, i protagonisti del libro “Il tredicesimo dono” (Garzanti, novembre 2014).

Joanne Huist Smith

La loro è una storia molto bella, reale, toccante, che parla di dolore e privazione ma anche di speranza e felicità ritrovata. È l’esempio di come il donare e il donarsi possano portare sollievo e conforto.

L’autrice di questa bellissima storia natalizia, Joanne Huist Smith, entusiasta delle traduzioni in tutto il mondo del suo romanzo, ci ha dedicato un po’ del suo tempo e tra un preparativo e l’altro per il Natale e le varie presentazioni in librerie e non solo, ha risposto ad alcune mie domande.

Qui sotto la traduzione italiana ma in fondo alla pagina potete leggere anche l’intervista in lingua originale.

 

R.M.: Benvenuta su Oubliette Magazine Joanne. È un piacere averti qui. Quali sono i tuoi autori preferiti?

Joanne Huist Smith: Cerco di variare le mie letture così da includere una varietà di generi. A volte leggo per il semplice piacere di farlo, altre leggo per imparare. Amo le opere della poetessa Mary Oliver. Mi ritrovo nella sua poesia. Talvolta i suoi scritti toccano il mio cuore tanto da darmi l’impressione che scriva solamente per me. Sono anche una grande fan di Mitch Albom. I suoi libri, così come “The First Phone Call From Heaven”, non smettono mai di sorprendermi.

 

R.M.: Recentemente i nostri lettori hanno avuto la possibilità di leggere la mia recensione de “Il tredicesimo dono”. Il tuo libro, così come la tua storia, sta viaggiando per il mondo. Cosa significa ciò per te?

Il tredicesimo dono

Joanne Huist Smith: Il messaggio di questo libro, la guarigione emotiva, è ciò che ho desiderato condividere con il mondo per tanto tempo. È stato lo scopo della mia vita per un lungo periodo di tempo. Vederlo diffuso nel mondo è un sogno che si realizza. Sono grata ai miei editori e ad ogni lettore che acquista “Il tredicesimo dono”.

 

R.M.: La tua storia appare quasi come fantastica ma è tutto vero ed è molto commovente. Qual è il messaggio che vorresti comunicare ai tuoi lettori?

Joanne Huist Smith: Voglio che i lettori vengano a conoscenza di quanto il dolore e la gioia s’intreccino talvolta e che è possibile sopravvivere e infine essere nuovamente felici dopo la morte di qualcuno di caro. La chiave per la felicità in seguito ad una perdita devastante risiede nel donare te stesso agli altri.

 

R.M.: Tu e I tuoi figli siete i protagonisti de “Il tredicesimo dono”, ma qual è l’opinione dei tuoi figli riguardo la pubblicazione della vostra storia che è così personale?

Joanne Huist Smith: “Il tredicesimo dono” comprende i ricordi in comune tra me e i miei figli. Ci siamo riuniti così tante volte a parlare dei favolosi regali ricevuti quel Natale. Stavo vivendo in una nebbia di angoscia dietro di loro. Avevo bisogno di Ben, Nick e Megan affinché condividessero con me i loro ricordi così da rendere il libro più preciso e più completo. Dopo aver letto il libro Ben mi disse “di voler essere un uomo migliore”. Più di quanto una madre potrebbe mai desiderare da suo figlio. Megan mi disse che leggere il libro è stato come “rimuovere una crosta da una vecchia ferita”. La cicatrice è ancora lì ma il dolore è svanito. Nick, come per sua natura, ha taciuto i suoi sentimenti ma mi è stato di grande supporto quanto sono cominciati ad arrivare messaggi riguardo il libro sui social media.

 

R.M.: La copertina originale del tuo libro è diversa da quella italiana. Cosa ne pensi riguardo la scelta italiana di adoperare una copertina differente?

Joanne Huist Smith

Joanne Huist Smith: Amo il calore e l’intimità del colore blu della copertina, è come un lampo dentro casa. Sia la copertina rossa che la blu attirano lo sguardo. Risaltano sugli scaffali dei libri. Penso che questo sia magnifico.

 

R.M.:  “Il tredicesimo dono” può anche essere letto in formato digitale. Cosa ne pensi degli e-books? Ne leggi mai?

Joanne Huist Smith: Non c’è niente come tenere un libro tra le mani, così non abbandonerò mai il mio amore per i libri rilegati. Quando i miei figli anni fa mi comprarono un e-reader non era sicura se l’avrei adoperato. In realtà l’ho usato tanto. La retroilluminazione rende più semplice leggere a letto. Lo uso anche quando viaggio. L’anno in cui viaggiai in Europa per vacanza mi portai 11 libri nel bagaglio a mano. Ora porto il mio e-reader. Così ho sempre dei libri ed un e-reader nella mia vita.

 

R.M.: I tuoi progetti futuri? Stai scrivendo qualcosa di nuovo?

Joanne Huist Smith: Scrivere mi rende felice. Non smetterò mai. Ho appena cominciato le ricerche per un secondo libro di saggistica. Tuttavia dovrete attendere per i dettagli dal momento che sto ancora sviluppando l’argomento. Augurami buona fortuna!

 

 INTERVISTA IN LINGUA INGLESE

 

R.M.: Welcome to Oubliette Magazine Joanne. It’s a pleasure to have you here. Which are your favourite  authors?

Joanne Huist Smith

Joanne Huist Smith: I try to vary my reading to include a variety of genres. Sometimes I read for the sheer pleasure of it, other times I read to learn.  I love the work of Poet Mary Oliver. I find myself in her poetry. Sometimes her work touches my heart so that I feel she is writing just for me. I also am a big Mitch Albom fan. His books, such as “The First Phone Call From Heaven”, never cease to surprise me.

 

R.M.: Recently our readers had the possibility to read my review about your “The 13th Gift”. Your book, therefore your story, is travelling around the world. What does it signify for you?

Joanne Huist Smith: The message of this book, emotional healing, is one I have wanted to share with the world for a very long time. It has been my purpose in life for a very long time. To see it spreading around the world is a dream come true. I am grateful to my publishers and each and every reader who picks up “The 13th Gift”.

 

R.M.: Your story seems almost fantastic but it’s all true and very moving. Which is the message you would like to communicate to your readers?

Joanne Huist Smith: I want readers to know that grief and joy intertwine sometimes and that is possible to survive and eventually be happy again after the death of someone your love. The key to happiness after a devastating loss lies in giving of yourself to others.

 

R.M.: You and your childrens are the main characters of “The 13th Gift”, but which is your childrens’ opinion about the publication of your history which is so personal?

Joanne Huist Smith: “The 13th Gift” includes the collective memories of my children and myself. We sat down together many, many times to talk about the wonderful gifts we received that Christmas. I was living in a fog of grief back them. I needed Ben, Nick and Megan to share their memories with me in order to make the book accurate and more complete. After reading the book, Ben told me it made him ‘want to be a better man.’ What mother could ask for more from her child. Megan told me reading the book was like “pealing a scab off an old wound.” The scar is still there, but the pain is gone. Nick, true to his nature, has been quiet about his feeling, but he has been a great support to me when it comes to getting word out about the book on social media.

 

R.M.: The original cover of your book is different from the Italian one. What do you think about the Italian choice to avail of a different cover?

Joanne Huist Smith: I love the warmth and coziness of the blue cover, it’s like a glimpse inside a home. Both the red and blue covers are very eye catching. They stand out on the bookshelf. I think that is wonderful.

 

R.M.: Thank you very much Joanne and we wish you and your familiy a very Merry Christmas!

 

Written and translated by Rebecca Mais

 

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