“Perché un cammello dovrebbe passare nella cruna di un ago?” di Giuseppe Cenciarelli: tutto quello che non avremmo mai saputo di voler sapere

“Perché un cammello dovrebbe passare nella cruna di un ago?” di Giuseppe Cenciarelli: tutto quello che non avremmo mai saputo di voler sapere

Nov 28, 2014

“Poiché l’immagine di un cammello che cerca di passare per la cruna di un ago è inverosimile, alcuni studiosi ritengono che potrebbe trattarsi di un errore […] con la parola greca che sta per gomena, la grossa fune con cui si assicurano le barche ai moli […] effettivamente cercare di fare passare una grossa corda per la cruna di un ago ha un senso, mentre tentare di farci passare un cammello di senso ne ha ben poco!”.

È davvero un libro originale, quello del romano Giuseppe Cenciarelli, pubblicato nel 2013 da Robin Edizioni nella collana I Libri Grandi. Il titolo, “Perché un cammello dovrebbe passare per la cruna di un ago?”, pone un quesito che torna e diventa il “fil rouge” dell’intera opera. Riferito a tutti i quesiti della vita, in sostanza, ci si chiede “perché non saperlo?”.

L’opera parla degli argomenti più vari e contiene una grande quantità di notizie, nonché peculiarità storiche. Per ogni domanda c’è una risposta, persino per quelle che non avremmo mai immaginato di volere porre. Avete una curiosità? Una qualsiasi? Ebbene, vi sono ottime probabilità che in questo libro sia contenuta una esauriente spiegazione.

Si potrebbe considerare come una sorta di “enciclopedia” pratica e pronta all’uso, da consultare nei momenti in cui urge sapere qualcosa e si è impossibilitati a prendere in mano i cosiddetti “tomi”. Sono argomenti che catturano l’attenzione, a volte anche molto divertenti, quesiti ai quali magari non avevamo mai pensato prima, poiché li avevamo considerati dei dati di fatto. L’idea, semplice e al tempo stesso geniale, di riunire in un pratico libro varie voci del sapere, è senza dubbio vincente.

Attraverso questa lettura si ha la possibilità di apprendere; sono aneddoti, fatti, leggende, aforismi sapientemente miscelati, a partire dall’antichità fino ad arrivare ai giorni nostri. Notizie di battaglie, di cinema, di musica, incipit di romanzi famosi, modi di dire, ricette di cucina.

In particolare mi ha colpito la ricetta del “brodo di giuggiole”, una combinazione di parole usate esclusivamente nel significato figurato di “uscire di sé dalla contentezza”. Qui invece si apprende che sia una specie di sciroppo o liquore che in passato veniva offerto dai contadini, in particolar modo quelli veneti della zona del lago di Garda, ai loro ospiti più illustri. Il giuggiolo è un albero da frutto e segue la ricetta per poter realizzare la bevanda nel concreto.

Fra i temi trattati, l’occhio cade sull’argomento: “Chi prova più piacere, l’uomo o la donna?”. Oppure ancora, “perché gli uomini dicono bugie?”. Ci si addentra anche nel campo dell’anatomia, ovvero vi è la spiegazione del perché alcune parti del corpo abbiano proprio quel nome specifico. Si parla di poesie e prosa bellissime, ma poco conosciute; del potere delle donne; delle 100 canzoni più belle di tutti i tempi; della parola italiana più lunga che si rivela come una ricerca complicata; tutti i requisiti per essere una dea e molto altro.

L’ironia non manca, laddove l’autore ci offre un’opera che appare strutturata come fossero appunti. In quello che si presenta come un “continuo sovrapporsi di informazioni”, in realtà, ci si orienta molto bene e subito se ne impara la corretta consultazione.

Certo, non tutto, ma buona parte dello scibile umano è riunito in questo libro. Pertanto, lo consiglio vivamente a tutti i “curiosi” in circolazione, a coloro che ancora si pongono delle domande e hanno delle perplessità da appagare. Un’opera che sicuramente suscita interesse, che voi siate accaniti lettori oppure no e che contribuisce ad allargare la conoscenza.

 

Written by Cristina Biolcati

 

2 comments

  1. Raffaella /

    Questo libro è bellissimo e soprattutto interessante! Consiglio a tutti di leggerlo..

  2. Hai detto bene, Raffaella. Soprattutto interessante.

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