“Ogni cosa che tocco è un’astronave” di Alberto Calligaris: un racconto inaspettatamente introspettivo

“Ogni cosa che tocco è un’astronave” di Alberto Calligaris: un racconto inaspettatamente introspettivo

Nov 24, 2014

“Approfittavo di Nic come approfittavo di chiunque. Tutti approfittano di chiunque”.

 

Ogni cosa che tocco è un’astronave“. Sara, Bjork e Nic sono il classico triangolo innocuo, quello che si tiene in piedi grazie al disinteresse comune dell’uno per l’altro, misto a un senso di possesso che fa da collante all’abnegazione stessa. Serve però, questo triangolo appunto, ad aiutare Sara a vedere le cose da fuori, in questo caso a osservare la libreria presso la quale lavora.

Da lì dove sono, in un bar qualunque di una Udine ordinata come quelle case in cui è la cameriera a sistemare le cose, Sara esamina i due tipi che ogni settimana attendono che lei apra, cercano fumetti o forse nuovi motivi per dare un valore alle loro letture. Ecco, giusto, forse cercano un appiglio che lei – ora che se n’è accorta – non gli vuole per niente offrire.

Apre la libreria come si apre un portafoglio quando si fa la carità,   per scelta: che ti si arrovella dentro – farò bene, non farò bene – poi alla fine decidi sovrappensiero. In un apparente normale lunedì di pioggia, Sara si ritroverà a fare i conti con un pazzo fuggiasco che le venderà, e lei ci pensa se sia vero oppure no, niente meno che il reggiseno di Sylvia Plath.

È tentata a credere che abbia davvero un magico potere questo indumento intimo: trasformare chiunque lo indossi in uno scrittore ispirato dalla stessa potenza letteraria di colei cui era appartenuto. Il reggiseno magico è il movente, il viaggio è l’indagine.

Un racconto inaspettatamente introspettivo, sorretto in molte parti da una buona dose di volgarità. Che cosa è poi, qui, la volgarità? È il rimanere un attimo scossi per cotanta energia nel leggere una cosa che si può esprimere in  mille modi,  in quell’unico modo invece da lasciare dapprima scandalizzati poi sinceramente coinvolti, perché tutti quanti pensiamo – tra noi e noi – ogni singola faccenda così com’è espressa da Calligaris.

Alberto Calligaris, che prima di essere un moschettiere si sente scrittore, ha scelto un ruolo non facile: da uomo, raccontarsi in prima persona come se fosse donna. E non una donna qualunque, Sara: ventenne o poco più, con i suoi timori e con i suoi sogni, con la fisicità che prevarica sulla spiritualità come ogni giovane vive.

Questo racconto giallo, misto a una poesia che si intravede qua e là uscire quasi incontenibile, è un mezzo che l’autore sceglie –o almeno così pare – per  trascrivere le sue citazioni preferite.

Si presenta come astrologo e autostoppista, falsario e giocatore di scacchi e ha già al suo attivo diversi libri i cui titoli, da soli, fanno ridere e catturano l’attenzione. Perciò, anche se non dovesse vivere in Cornovaglia, e addirittura non possedesse il pollice verde, noi lettori terremo bene a mente che la cultura d’accordo, mentre la sega è un attimo!

 

Written by Daniela Montanari

 

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