“Stronzology” di Amleto De Silva: la gnoseologia della dipendeza dagli stronzi

“Stronzology” di Amleto De Silva: la gnoseologia della dipendeza dagli stronzi

Nov 19, 2014

Stronzology“. Il mondo è pieno di stronzi e di altrettante stronze; il mistero consiste nel fatto che tutti indistintamente cadiamo nelle loro rete a tutti i livelli, dal panettiere al salumiere, al cosidetto “filosofo” E sicomme la stronzaggine è veicolata in primis dal linguaggio, una delle frasi più stronze è: “La libertà mia finisce dove comincia la tua”.

In modo abietto e subdolo l’interlocutore “filosofo” si insinua nelle nostre esistenze, rovina i nostri sogni e fa scempio del nostro quotidiano. La forza virulenta della stronzo risiede nella parola che entra  nelle nostre menti che cade preda di chi non merita.

Avete mai visto un animale stronzo? Ebbene, no; questa è una peculiarità della bassezza dell’animo umano, che, passando per la parola, davvero ci distingue da tutti gli altri essere animati.

Pur è vero che gli stessi animali non ridono; anche questa è specificità umana e “se quel grande osservatore dei costumi umani“, Giacomo Leopardi, ebbe a dire: “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”, non si può non leggere Amleto De Silva che con arguzia, sagacia e dissacrazione ci porta nel mondo della stronzaggine insegnando a riconoscerla e a difenderci da essa. Perché tra stronzo e vittima c’è un concorso di responsabilità, perché lo stronzo non entra a casa  di notte a rubare, ma siamo noi che gli diamo libero accesso.

Lo facciamo perché crediamo nelle sue parole e Amleto, che la parola la conosce bene, sa quanto questa possa essere invasiva e deleteria: essa è la vera padrona del mondo. Che le cose stiano così lo sapevano già gli antichi che davano al verbo un significato onnipotente.

Chi non ricorda l’astuto oratore Odisseo o il vegliardo Nestore, incantatori degli astanti che vedevano nelle loro parole l’estrinsecarsi di un fluido magico e divino? Non fu forse con la parola che Odisseo entrò nel palazzo di Alcinoo seducendo Nausicaa, non forse lo stesso colpì con lo scettro appuntito il povero Tersite che non ci stava a credere alle parole dello stronzo?

Parola e riso distinguono gli uomini dagli altri animali, e chi legge Amleto rimane sospeso tra risa e parola,talora rimane male, si sente offeso, arriccia il naso , stringe i denti, ma impara qualcosa pur in un libro che rigetta la definizione di manuale , che per lui è “ pura merda”. Io stessa non amo volgarità esplicite e toni superbamente destrutturanti , ma non ho potuto fare a meno di ridere leggendo questa “ sorta di guida autostoppistica” per riconoscere i tuoi stronzi e, devo dire, io che ,come voi, di stronzi ne conosco molti e mi sono entrati nella vita, che Amleto mi sta aiutando a difendermi, anche e soprattutto quando essi tacciono; perché il silenzio pure è una forma di linguaggio.

Sì, mi ha insegnato qualcosa, benché l’autore mi riconosca una tale idiozia da non potermi insegnare nulla e benché mi schifi in quanto essere umano. Per fortuna Amleto scherza, sennò sarebbe da rinviare il libro al mittente dandogli dell’autentico stronzo. Ebbene, lo stronzo non è difficile da riconoscere, è un vile don Abbondio, che proprio con la forza della parola (mal conosciuta e mal usata!) tendeva inganni a Renzo Tramaglino: egli non è intraprendente , ma pavido per natura e non affronta mai la vittima a viso scoperto, ma ammantandosi di parole.

Ricordate quanto erano abilmente stronzi i sofisti che riuscivano a trasformare in giusto un discorso ingiusto? Eppure lo stronzo si camuffa, fino a rendersi irriconoscibile. E Perché? Perché il mondo è pieno di loro sicché sono anche difficili da identificare. Il testo fa ridere e fa ammettere che siamo tutti tendenzialmente stronzi e lo siamo nel momento in cui li facciamo.

Eppure ci fidiamo degli stronzi, perché loro ci aggirano e ci blandiscono fino alla mazzata finale. Dopo avere letto Amleto ho bannato un cosidetto amico fb, sì è talmente stronzo che inganna tutti , ma non più me. Pamphlet, quello di Amleto, dissacratore ,antiaccademico, esilarante, che si rivolge ad un pubblico totale perché tutti siamo potenziali stronzi circondati da stronzi . Il testo ha un impianto scherzosamente filosofico , da entomologo dello stronzo e delle tantissime stronze.

 

Written by Giovanna Albi

 

 

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5 comments

  1. bella e immeritata recensione. non merito ma sentitamente ringrazio.

    • Amleto, Giovanna ci ha descritto un libro da non dimenticare. Non mancherò la lettura :)

      Frugando sul tuo sito mi sono resa conto che abbiamo interessi in comune.

  2. Giovanna Albi /

    grazie Amleto, si può proprio dire che non sei uno stronzo. Mi stai AIUTANDO A LIBERARMI DI LORO. GRAZIE DI CUORE FORTE E SINCERO

  3. Mi è piaciuto l’articolo.

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