Intervista di Irene Gianeselli ad I Picari, band Folk Alternative esordiente

Intervista di Irene Gianeselli ad I Picari, band Folk Alternative esordiente

Nov 19, 2014

I Picari nascono dal duo acustico “Chitarra e piccone” di Lorenzo Melloni e Simone Zordan e diventano un quartetto elettronico nel 2010 con Michele Turco alle percussioni e Marco Zitoli al Basso.

Nel 2011 il complesso incide il primo Ep/demo dall’irriverente titolo “Smarrito tostapane… offresi ricompensa” che contiene quattro inediti – “Una fava nessun piccione”, “Switch Off”, “La vendetta di Konrad”, “Novello Tell” -.

In questo periodo si aggiunge alla band anche il fisarmonicista Alex Bicchielli mentre il bassista Simone Zordan subentra a Marco Zitoli, già impegnato nel progetto dei “The rust and the fury“.

Lorenzo Melloni – chitarra e voce della band – racconta ad Oubliette Magazine l’esordio discografico “Radiosi saluti da Fukushima“, in uscita il prossimo 29 novembre.

 

I.G.:  Nonostante sia sempre più difficile riuscire a fare rientrare la produzione musicale in una categoria, voi vi definite una band folk alternative, come avete scoperto questo stile?

Lorenzo Melloni: Sono contento che tu mi abbia fatto questa domanda e cercherò di non dilungarmi troppo nel rispondere. È vero, è difficile riuscire a rientrare in un genere soprattutto per noi Picari: non vogliamo legarci ad una categoria musicale perché ci piace sperimentare con più o meno tutti i generi conosciuti e trovarne di nuovi, ci piacerebbe non avere limiti. Ci siamo classificati come Alternative Folk – un genere che speriamo di lanciare – e si tratta proprio di un genere molto libero, difficilmente classificabile. Il folclore è, secondo noi, l’aspetto pittoresco delle varie situazioni che raccontiamo: potremmo descrivere con la potenza del punk la vita di un cane randagio oppure con un valzer il lento scorrere di un fiume, il tutto però cercando di non dimenticare le nostre origini italiane che nel disco sono fortemente presenti. Il nostro è un Folk Alternative perché oggi il “Folk” è riconosciuto e ben definito come categoria e sarebbe troppo vincolante per il nostro modo di concepire la musica dover aderire alle sue regole.

 

I.G.: Vi ispirate a qualche artista in particolare?

Lorenzo Melloni: Direi di no, non a qualcuno in particolare. Siamo in quattro e tutti con una certa propensione all’ascolto, ma per fortuna di artisti differenti e così riusciamo ad attraversare tutti i generi musicali. Ispirarsi ad uno solo vorrebbe dire limitare l’altro. Personalmente sono attratto dal cantautorato italiano dagli anni 30 fino agli anni 70/80, ascolto molta musica classica e ovviamente il Rock ’70. Puntiamo ad essere i più originali possibile senza imitare i grandi miti del passato.

 

I.G.: Come nasce il progetto di “Radiosi saluti da Fukushima“?

Lorenzo Melloni: Abbiamo cercato di interpretare quello che abbiamo intorno per descrivere i momenti ed i personaggi in maniera felice, ma anche rabbiosa, ironica e cinica. 

 

I.G.: Il titolo dell’album è già piuttosto eloquente. Qual è la canzone che ritenete più rappresentativa del vostro percorso?

Lorenzo Melloni: Le canzoni sono due: “Don Bastiano” e “Radiosi saluti da Fukushima”. La prima perché, secondo me, rappresenta in modo esaustivo la lotta spesso senza possibilità di vittoria contro i “poteri”, quello della Chiesa (il Papa), dello Stato (Napoleone) e delle forze armate (il boia). La seconda parla della capacità di decidere della propria vita nonostante il mondo ci venga fatto esplodere sotto i piedi.

 

I.G.: Potreste parlarci di qualche altra canzone che ritenete interessante per un qualche motivo specifico?

Lorenzo Melloni: Sicuramente “Marlene”, il nostro primo singolo estratto, che è leggermente differente dal resto con un testo più sintetico ma al contempo diretto come la sua musica.

 

I.G.: Quali sono vostri prossimi impegni?

Lorenzo Melloni: Il 29 Novembre presenteremo ufficialmente il disco al “Supersonic” di Foligno. Stiamo collaborando con molti musicisti in tutta l’Italia e stiamo organizzando il nostro tour, potrete trovare il nostro calendario sul sito ufficiale della band.

 

Written by Irene Gianeselli

 

 

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