“Disordini”, il nuovo album della band lombarda Hikobusha: tra rock e wave

“Disordini”, il nuovo album della band lombarda Hikobusha: tra rock e wave

Nov 18, 2014

Terzo album ufficiale della band rock wave lombarda Hikobusha, pubblicato il 15 novembre 2014 per Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod. Undici brani suggestivi che vedono la partecipazione di ospiti sia internazionali come Hugo Race (The Wreckery, Nick Cave and The Bad Seeds), sia emergenti come le cantautrici Cinzia Mai e Monica Postiglione.

Pubblicato da Seahorse Recordings in collaborazione con MFA Prod., in distribuzione Audioglobe in tutti i negozi di dischi e su iTunes e altre piattaforme di download digitale (The Orchard Ed.), ecco a voi “Disordini”, il terzo album degli Hikobusha: undici tracce inedite (compresa la cover “Baby Play Dead” del combo australiano The Wreckery, in cui ha militato Hugo Race, membro dei Bad Seeds di Nick Cave e che qui collabora al brano in veste di chitarrista), che frullano spezzoni di pellicole italiane d’antan e brani di interviste a Italo Calvino e Alberto Manzi, sovrapposti ai versi del poeta statunitense Gil Scott Heron… un calderone di suggestioni senza apparente logica, attraversate dal cantato/recitato di Gammon e di cantautrici emergenti, come Cinzia Mai e Monica Postiglione, che contrastano col minimalismo della grafica del disco, realizzata dall’illustratore Gianfranco Enrietto (già noto per la sua collaborazione con i Calibro 35).

Il primo singolo estratto dalla tracklist è “Obliquità”: il video è affidato al regista Mattia Molinari, giovane ed eclettico film maker che ha collaborato alla realizzazione di clip con Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Luca Carboni, Nina Zilli, Tiziano Ferro, Club Dogo e molti altri artisti italiani.

Obliquità è stato scelto come primo singolo che meglio rappresenta l’evoluzione della band, prossima a tagliare il traguardo del decennio di attività. Nel brano e nel video è presente il “featuring” di Monica Postiglione, che duetta con Gammon su un accompagnamento di solido rock autoriale, scuro e sensuale. Le riprese sono state effettuate in una vecchia villa padronale abbandonata e amplificano l’atmosfera di decadenza e raffinatezza tanto amata dal quartetto lombardo.

Hikobusha è la storpiatura di una parola giapponese (hibakusha), che ricorre nei libri di Kenzaburo Öe. Significa pressappoco “sopravvissuto” ed è stata coniata nel secondo dopoguerra per riferirsi ai superstiti del disastro di Hiroshima e Nagasaki. Dalle rovine del dopo bomba orientale alla provincia industriale lombarda, da cui proviene la band, il passo è meno lungo di quanto si pensi. Hikobusha nasce nel 2005. Inizia a frullare un misto di rock wave e indie, con spruzzate di elettronica e campionamenti, accostati ad un cantato in italiano e da testi in bilico tra disincanto e critica sociale, stemperati da una vena ironica ed autocompiacente che tenta di portare il cantautorato classico verso lidi inesplorati: suoni troppo raffinati e furbi per essere accolti dal pubblico dei “duri e puri”, troppo cerebrali e complessi per gli amanti del disimpegno.

Una band in anticipo sui tempi e in ritardo sulle mode (o viceversa, se preferite). Tra il 2006 e il 2008, Hikobusha si affaccia sul meraviglioso (?) Mondo della scena musicale indipendente nostrana con due EP e la partecipazione ad eventi e rassegne che includono nomi di spicco nel campo della musica alternativa italiana d’autore. Nel 2009 esce l’album di debutto “Dinosauri”, che ha potuto contare sulla produzione artistica di Giovanni Cleis (sound engeneer e fondatore dello storico gruppo elettro-noise svizzero Table) e la collaborazione di Jean Marc Tigani (Fabrizio De Andrè, Antonella Ruggero, Soerba). Il video del singolo “Libero Arbitrio” viene premiato al “Venice Airport Festival”, in occassione del quale parte il tour promozionale del disco, che tocca i più noti club del nord italia. Nell’estate 2010 esce un EP che raccoglie alcuni remixes di “Dinosauri”, affidati a dj, produttori, musicisti, collaboratori ed amici. Hikobusha decide quindi di iniziare la stesura di nuovi brani e la composizione di un nuovo disco: il produttore artistico è Paolo Nuas, chitarrista della storica formazione punk rock milanese Punkreas. Sotto la sua guida, il sound di Hikobusha conosce l’ennesima evoluzione, puntando a coniugare l’immediatezza degli arrangiamenti con la ricercatezza dei testi e delle atmosfere, in un connubio tra new wave, elettronica, post-punk e cantautorato italiano.

Il titolo del nuovo lavoro (in uscita nel 2012) è “Discoregime”: undici brani che inscenano un affresco sociale convulso e tragi-comico: da Giorgio Gaber ai Sex Pistols (temerariamente accostati in una cover dell’autore del teatro-canzone, che sfocia in un finale-tributo ad “Anarchy In The Uk”…), con testi ispirati da Pasolini e dallo scrittore Raul Montanari, coautore del brano “Il Male”. La copertina del cd è affidata all’artista Erique Lacorbeille (Sourmilk, Pop Is Dead) un’artista poliedrica, che si occupa di fotografia, arte digitale, musica e grafica. L’artwork del libretto interno invece viene commissionato al fotografo Roberto Venegoni. La compagnia teatrale milanese Radicetimbrica offre la propria collaborazione alla realizzazione del videoclip previsto per il primo singolo, dal titolo “Cappiolavoro”. Nel corso del 2013, la band si dedica alla promozione del disco e ad un reimpasto nella scelta dei suoni e dei collaboratori al progetto. Ed eccoci nel 2014 con il terzo album ufficiale della band, chiamato: “Disordini”.

 

 

Tracklist

1- Obliquità

2- La Ferita Perfetta

3- Spazi Vuoti

4- Magica Nera Preghiera (Linoleum)

5- Rivoluzione Televisione

6- Carnaval!

7- Il Meraviglioso Ragazzo Invisibile

8- Vieni Mio Mostro

9- Diventare Deserto

10- Disordine

11- Baby Play Dead (bonus track)

 

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