Palestina: quando una terra promessa produce l’annientamento di un popolo

Palestina: quando una terra promessa produce l’annientamento di un popolo

Nov 16, 2014

Al giorno d’oggi, la libertà di parola è completamente garantita. Possiamo mettere in discussione, criticare Mosè, Gesù, Muhammad, persino dio chiamandola libertà di pensiero ma quando si tratta dell’olocausto, della shoah, allora non vi è libertà di parola.

E l’olocausto resta comunque un’avvenimento, non provato storicamente al 100%, nel senso che il numero delle vittime che sono state effettivamente verificate sono 600 mila e non i 6 milioni di cui ci parlano i libri di storia.

Le vittime della Germania nazista e dei suoi alleati non sono stati solo ed esclusivamente gli ebrei d’Europa ma anche la cosidetta categoria di “persone indesiderate”, i nomadi, i disabili, gli omossesuali o comunque qualsiasi essere umano che non rispecchiasse le caratteristiche della razza pura, la razza ariana. Per non parlare di tutti i morti causati dalla seconda guerra mondiale. Numeri indescrivibili. Violenze insuperabili. Allora una domanda importante è, l’argomento shoah è più sacro di Dio, Mose, Gesù o Muhammad?

In Francia quando un professore dell’università di Sorbona presentò una sua dissertazione storica sull’olocausto, provando empiricamente che le camere a gas erano state solo una menzogna sionista, gli fu immediatamente revocato il dottorato. Questa è un altra questione ma che ci mostra quanto la lobby israeliana si sia insinuata cosi profondamente persino in Francia, arrivando a far revocare,  dall’università di Sorbona un dottorato assegnato e di diritto al ricercatore.

In ambito storico ci sono due linee di pensiero di chi sostiene la necessità di correggere opinioni o tesi dominanti ritenute storicamente scorrette sulla shoah, una di tipo negazionista e una revisionista. Ovviamente non possiamo contestare o negare che tantissimi ebrei siano morti durante la seconda guerra mondiale a causa della loro deportazione nell’Europa dell’Est e delle condizioni inumane che in certi periodi si verificarono nei campi di concentramento. Ma tuttavia niente  dimostra che le vittime siano state 6 milioni e tantomeno che gli ebrei o che gli zingari siano stati sterminati in modo sistematico.

Numerose fotografie ci mostrano montagne di scheletri, ma in sè questi cumuli di cadaveri non ci dicono nulla sulla causa della morte. Questa scarnificazione è però significativa nel suggerirci  come causa del decesso un epidemia di tifo.  Le persone colpite da tifo diventano infatti scheletri viventi (si vedano per esempio le immagini che ci giungono dall’Africa). Il tifo, è una  malattia che si diffonde soprattutto quando molte persone sone costrette a vivere insieme in condizioni di scarsa igiene. Un esempio puo essere il Ruanda nell’agosto del 1994 dove la mallattia si trasmesse a causa delle condizioni di scarsa igiene. Queste sono alcune delle tesi sostenute dal movimento di revisionismo storico per quanto riguarda la shoah.

Questa distorzione della realtà da parte di chi ci ha effettivamente poi guadagnato sui cadaveri di chi davvero e morto a causa di questa guerra e di queste deportazioni, siano essi ebrei, zingari disabili partigiani ecc., porto poi alla creazione a tavolino del cosidetto “stato” di israele.

Fin dopo la prima guerra mondiale e lo scioglimento dell`impero ottomano, la Palestina era passata sotto il mandato inglese. Dopo la seconda guerra mondiale l’Inghilterra pressò per far sì che gli ebrei di tutto il mondo avessero una propria patria, usando come pretesto il senso di colpa che tutta l’Europa doveva avere nei confronti degli ebrei. Nel 1948 con la risoluzione dell`ONU, la Palestina fu divisa in due Stati e Gerusalemme messa sotto controllo internazionale.

Così il progetto sionista che era nato piu o meno nel 1882 si potè attuare concretamente. Gli arabi naturalmente risposero con diverse guerre e questo fu il pretesto usato da israele per espandersi ancora di più, fino al 1967 quando in seguito alla guerra contro l’Egitto si impossessò anche della penisola del Sinai, della striscia di Gaza, della cisgiordania, delle alture del Golan e naturalmente di Gerusalemme est.

L’appoggio Americano allo stato di Israele non fu irrelevante anzi, gli Stati Uniti, dove la lobby sionista ha una grossa presenza e pieni poteri decisionali, si mostrava sempre pronta all`appoggio di israele, appoggio che non era solo politico ma che riguardava anche le stesse armi. Ad israele non poteva mancare nulla.

Con la forza delle armi, con l’appoggio della ormai piu grande potenza del mondo, con le istigazioni fatte apposta in modo da provocare continue guerre che portavano ad israele maggiori espansioni, il neo stato potè arrivare a quello che è diventato oggi.

Dopo la guerra del 1973 dell’Egitto di Sadat, l’Egitto attraverso complesse trattative potè riappropriarsi del Sinai. Ovviamente gli israeliani non potevano lasciare  con tale facilità la ricca penisola del sinai e allora la rilasciarono dietro trattative, per i 10 anni che sarebbero seguiti israele poteva usufruire di tutte le risorse della penisola.

Ma perché proprio la Palestina. Gli ebrei la considerano la terra promessa da dio, la ritengono loro fin dall’origine e sostengono di averla persa con l’arrivo degli arabi. La Palestina, fu ed è la patria dei Filistei (palestinesi). Dopo la fuga dall’Egitto, secondo Mosé (nella Torah), Dio promise agli ebrei la Palestina, non considerando che quella “terra promessa” era gia abitata. I filistei erano una popolazione pagana che abitava nell’attuale palestina. Sono loro che hanno dato il nome a quella regione: philistei – phalestina.

Genesi 21:34 Abraamo abitò molto tempo come straniero nel paese dei Filistei.

Esodo 23:31 Fisserò i tuoi confini dal mar Rosso al mare dei Filistei, dal deserto sino al fiume; poiché io vi darò nelle mani gli abitanti del paese; tu li scaccerai dalla tua presenza.

Sulla base di questa “promessa” gli ebrei rivendicano la Palestina come loro originale patria, perche dopo l’esodo dall’Egitto gli ebrei e mose si “accamparono” in terra dei filistei, filestin (palestina in arabo). Dunque Israele sarebbe oggi un “accampamento di ebrei” in Palestina e non uno stato chiamato israele. Spesso anche la Bibbia menziona i filistei, una popolazione che viveva in Canaan quando l’antico popolo di Dio prese possesso della Terra Promessa.

Ripeto nessuno contesta che tantissimi ebrei siano morti durante la seconda guerra mondiale a causa della loro deportazione e delle condizioni inumane che si verificarono nei campi di concentramento. Niente dimostra, tuttavia, che sia esistito (e sia stato eseguito) un piano per l’uccisione di chicchessia in ragione della sua razza.

Né gli ebrei, né gli zingari sono stati sterminati in modo sistematico. Tutti coloro che morirono nei campi di concentramento, dai criminali di diritto comune ai resistenti e partigiani di varie nazionalità, ecc., conobbero lo stesso tragico destino.

Adesso la domanda è, perche oggi come oggi, che siamo nel 2014 con alle spalle una varietà indescrivibile di genocidi, ci permettiamo di accettare o semplicemente dimostrarci neutrali verso la questione palestinese o i crimini israeliani?

È possibile oggi dire o mostrarsi neutrali o indifferenti alla shoah senza provare un po di vergogna? No, e non dobbiamo. Allora vergognamoci allo stesso modo anche del nostro silenzio ai crimini verso i palestinesi ricordandoci che siamo nel 2014.

 

Written by Amani Sadat

 

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