Helmet: la storica band ospitata dal Fabrik di Cagliari in occasione del ventennale di “Betty”

Helmet: la storica band ospitata dal Fabrik di Cagliari in occasione del ventennale di “Betty”

Nov 4, 2014

Durante la prima metà degli anni novanta mentre il Seattle sound si diffondeva a macchia d’olio per gli States ed il resto del mondo, uscì Betty, terzo album di una band proveniente da New York con un sound personale che avrà una grande influenza sulla generazione di musicisti d’impronta Alternative Rock, New(o Nu) e Post Metal  che si affacceranno sul mercato discografico negli anni successivi.

L’album al periodo della sua uscita non ebbe il successo che qualitativamente avrebbe meritato, schiacciato dal momento favorevole per il Grunge, all’apice della sua visibilità mediatica. Il disco aggiungeva degli elementi nuovi e innovativi nel sound della band rispetto al precedente Meantime, disco col quale raggiunsero una buona fetta di notorietà e soprattutto rispetto e stima tra i critici musicali dell’epoca.

Vent’anni sono trascorsi e dopo varie vicissitudini tornano gli Helmet a rendere omaggio a quel disco con un tour mondiale chiamandolo Betty 20th Anniversary Tour.

Il Fabrik di Cagliari ospita questo grande evento per una delle quattro date previste in giro per l’Italia.

Wilma’s Rainbow è il brano di apertura che rompe il silenzio in sala. Betty viene interamente suonato come appare nell’ ordine cronologico della scaletta delle canzoni del disco. Le varie I know, Milquetoast, Tic e Speechless travolgono i presenti sotto il palco che vengono colpiti dall’impatto sonoro a suon di martellate  post hardcore in bilico tra divagazioni di estrazione noise rock  e strutture ritmiche di matrice metal con quei riff stop n go che hanno fatto scuola.

Il resto della scaletta s’immerge in una centrifuga random di brani dai vari album, emergono le celebri Unsang e Turned Oud dal capolavoro (per la critica)  Meantime, le gemelle furiose FBLA ed FBLA II; c’è spazio pure per Renovation , Like I Care (High) Visibility dal solido Afterstate; dall’album del ritorno sul mercato discografico, Size Matters uscito come un fulmine a ciel sereno nel 2004, vengono ripescate Smart e Chrashing Foreign Cars con tutto quel groove da pogo sfrontato e So Long estratta dall’ultimo Seeing Eye Dog del 2010.

La Band è solida come un macigno e coinvolge tutti i presenti in sala senza dare un minimo segno di stanchezza suonando in maniera diretta e compatta.

Page Hamilton è l’unico superstite della formazione originale, il chitarrista/cantante rimasto solo al comando chiama a sé nuovi compagni di viaggio per riprendere il discorso da dove era stato interrotto dopo Afterstate (album del 97, anche se la band si scioglierà durante l’anno successivo) e dopo un periodo di assestamento ha raggiunto da qualche anno una formazione stabile con l’aggiunta di Kyle Stevens alla batteria, Dan Beeman alla chitarra e Dave Case al basso. Il frontman coinvolge il pubblico in una divertente questione extramusicale  facendo un confronto tra marchi di birra, indicando di suo gusto l’ Ichnusa che sorseggia tra una brano e l’altro ma asserendo di preferire la Budweisser con un deciso disappunto da parte dei presenti a favore della birra sarda.

 

Written and photo by Emiliano Cocco

 

Scaletta Betty 20Th Anniversary tour

Wilma’s Rainbow

I Know

Biscuits for Smut

Milquetoast

Tic

Rollo

Street Crab

Clean

Vaccination

Beautiful love

Speechless

The Silver Hawaiian

Overrated

Sam Hell

Like A Care

So long

Renovationt

FBLA

FBLA II

(High) Visibility

Smart

Crashing

Turned out

 

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