“Le iene di Lamont” di Giovanni Luigi Bonelli ed Aurelio Galleppini: intrighi e colpi di scena in Montana per Tex Willer

“Le iene di Lamont” di Giovanni Luigi Bonelli ed Aurelio Galleppini: intrighi e colpi di scena in Montana per Tex Willer

Ott 24, 2014

Il galoppo dei cavalli sulla sabbia arida del deserto riecheggia senza tempo, mentre l’eterno motivetto del film “Mezzogiorno di fuoco” riempie l’aria.

Prendere in mano un albo del mitico Tex Willer è ogni volta come trovarsi di fronte a un rivale, fuori dal saloon e con la pistola nel cinturone pronta a tuonare. Come nell’antico West.

Le iene di Lamont” (2011) è uno degli innumerevoli capolavori prodotti dalla Sergio Bonelli Editore, casa editrice che da sempre anima le storie del mitico Ranger, creato da Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini in quella selvaggia America di banditi e cowboy. Uscito come “Speciale Tex n. 26” tre anni fa, l’albo é il frutto del lavoro della matita di Ernesto Garcia Seijas e dei testi di Claudio Nizzi.

Come ogni numero speciale che si rispetti, anche nelle “Le iene di Lamont” sono presenti alcune pagine di presentazione sugli autori dell’opera (principalmente su Seijas, con un articolo di Sergio Bonelli e un’intervista al fumettista stesso di Gianmaria Contro) e un approfondimento sul tema del viaggio, firmato da Graziano Frediani.

Finalmente, però, a pagina 17 inizia quello che tutti gli appassionati del mitico Tex aspettavano: l’inizio della sua ennesima, epica avventura. Lui e il suo fedele amico Kit Carson, insieme al figlio Kit e al compagno indiano Tiger Jack, arrivano in una cittadina del Montana, Lamont, per rifocillarsi e riposare dopo un lungo inseguimento. Entrati in un saloon dal nome altisonante, “Il Paradiso della bistecca”, scoprono che agli indiani non è permesso entrare.

Il gruppetto però non si fa intimidire e si siede comunque a un tavolo, fino a quando il signor Muller, il proprietario del locale, non arriva. Neanche a dirlo, la discussione tra Tex, i suoi amici e gli scagnozzi del padrone finisce subito in rissa e dopo un po’ arriva il vicesceriffo, un giovane che porta in cella i nostri eroi per la bagarre combinata.

Una volta arrivati nel suo ufficio, i Ranger rivelano la loro identità (fino ad allora non avevano detto a nessuno chi erano) e il ragazzo chiede scusa. Ma i quattro devono rimanere lì dentro, per non attirarsi ulteriori grane.

Nel frattempo, nella famiglia Evans rancori, segreti e complotti familiari stanno sempre più fermentando. La dinastia è una delle più ricche di Lamont ma il capostipite, dopo un grave incidente, muore. La sua eredità, il ranch “Circlet T”, dovrebbe essere divisa tra la figlia Katie, appena tornata dopo aver vissuto per anni fuori casa, e la seconda moglie Vera Cain, ma quest’ultima ha progettato di impossessarsi di tutto il patrimonio con l’aiuto del duo amante Harry Strofe, l’ex dipendente del signor Evans. La giovane riesce a fuggire dai loschi piani dei due, grazie all’aiuto dell’ex braccio destro e amico fidato di Evans, Martin Elder.

Proprio lui incontra per caso Tex e gli altri in città, conosciuti anni prima quando l’uomo era nell’esercito a Fort Wingate. Dopo avergli spiegato come stanno le cose, i quattro si offrono di aiutare la povera Katie e si troveranno immersi in un intrigo familiare accesissimo, diverso dalle solite avventure di banditi e indiani ma non per questo entusiasmante. Un western che riporta alla mente i vecchi capolavori del cinema, immortalato ancora una volta con eccezionale talento e passione dai disegnatori del mitico uomo del vecchio Ovest.

Pochi cartoonist – scrive Bonelli nell’introduzione – riescono, come lui [Segijas], a trasportare nel viso e nei gesti dei personaggi i mille diversi sentimenti che li animano“. Non si può essere più d’accordo di così, con il cappello da cowboy sugli occhi, il bicchiere di whisky in mano e un sorriso alla Tex che incornicia il volto.

 

Written by Timothy Dissegna

 

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