“Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia” di Elvira Orsini: un ritratto dell’Italia degli anni ’50 – ’60

“Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia” di Elvira Orsini: un ritratto dell’Italia degli anni ’50 – ’60

Set 29, 2014

“Non parlavamo tantissimo, Giulio ed io. Avevamo il dono, magico e raro, di comunicare col cuore. Di nascondere agli altri, a tutti, la parte più recondita e preziosa, la sola da salvare da contaminazioni esterne.  Ecco la prima cosa che tanto bene avevamo imparato a fare. Senza rendercene conto, avevamo capito cosa davvero vale nella vita.”

Fine anni ’50. Due bambini di sei anni, Luisa e Giulio, trascorrono le loro giornate nelle verdi campagne umbre. Sono anni di povertà e rinunce ma i due si nutrono della loro profonda amicizia e niente e nessuno può privarli di questo.

Ma la vita scorre per tutti e anche loro, nonostante la giovane età, si ritrovano ad affrontare sofferenza e perdite che li fa crescere e fa acquisire loro la consapevolezza di come la vita sappia essere crudele ed imprevedibile, ancora di più quando i due verranno coinvolti in modo diretto.

Il crocefisso. Storia di fame e d’amicizia” (Laura Capone Editore, 2011) di Elvira Orsini, è un viaggio nel passato, in quegli anni ’50 e ‘60 italiani del dopoguerra durante i quali la popolazione tentava di risollevarsi e di adattarsi alle nuove dinamiche che venivano imposte.

La vita nei campi, i sacrifici della gente ma anche l’unità tra le famiglie, tra i compagni di lavoro e soprattutto la condizione femminile. Perché protagoniste di questo romanzo sono le donne, Luisa in primo luogo ma anche le sorelle e la madre.

Erano tempi differenti da oggi, la donna doveva occuparsi della gestione familiare e dei figli e possibilmente fare in modo che nascessero di sesso maschile, dal momento che s’ignorava che il sesso del nascituro dipendesse dal padre.

La donna era inoltre costretta a subire, ad essere abusata da uomini sposati senza batter ciglio perché in caso contrario non sarebbe stata creduta. Donne che non potevano dare spazio ai loro interessi a causa di una società che imponeva un determinato modus vivendi, particolarmente nel caso di chi non faceva parte delle classi sociali più abbienti.

Elvira Orsini narra questa storia con spiazzante realismo, con tenerezza, fondendo il tutto all’interno dei pensieri e sentimenti dei due bambini protagonisti.

Un libro ricco di sfaccettature, commovente, un romanzo di formazione che fa riflettere, soffrire, sorridere, che fa tornare bambini, che si legge tutto d’un fiato e del quale si sente la mancanza una volta giunti all’ultima pagina.

La confessione di una donna che per anni ha provato dei sensi di colpa probabilmente infondati ma acutizzati dalla società in cui è cresciuta e dai preconcetti allora predominanti. Una storia d’amore, l’amore più puro che solo i più piccoli possono provare, che si deposita nel cuore del lettore con delicatezze e nostalgia.

 

Written by Rebecca Mais

 

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