“Latte e limoni” di Anna Maria Dall’Olio: la poesia che diventa denuncia sociale

“Latte e limoni” di Anna Maria Dall’Olio: la poesia che diventa denuncia sociale

Set 17, 2014

“Alle finestre / fioriscono per folle / limoni e latte”.

 

Latte e limoni, la raccolta poetica della poetessa Anna Maria Dall’Olio, è stata pubblicata nell’aprile del 2014 dalla casa editrice “La vita felice”. Si presenta come un’opera di denuncia nei confronti del nostro Paese, giunto sull’orlo del baratro. Un’Italia allo sbando dove, per citare le parole dell’autrice, non essendovi nessuno a “mostrare la strada”, la comunicazione è divenuta una “Babele del nostro tempo”.

La prefazione è di Diana Battaggia, direttrice editoriale, colei che ne ha anche coniato il titolo. Traendo spunto dalla poesia della Dall’Olio “Piazzalberata”, che parla dei disordini avvenuti lo scorso anno in Turchia, “latte e limoni” rappresenta il rimedio naturale che la popolazione del luogo, al fine di lenire i danni causati dai gas lacrimogeni della polizia turca, lasciava a disposizione  sui davanzali.

Nei trentasette componimenti, il latte diventa elemento indispensabile per la vita, tutto ciò a cui si associa l’infanzia, il ricordo e le cose piacevoli. Il limone, per contro, evocando il suo gusto acidulo, ricorda che la vita ha un retrogusto aspro. Una scrittura schietta e onesta,  che porta al disincanto, ad una  presa di coscienza.

La Dall’Olio odia la tirannide dei potenti e lo “sfruttamento” in ogni sua forma, e ricalca la situazione politica italiana, alternandola a poesie d’amore. Le filastrocche riportano al passato, i versi vernacolari aiutano a ritrovare le tradizioni. L’autrice cerca spesso la rima, creando una metrica personale, con spaziature atipiche. Questo consente al lettore di riflettere sui versi, di “digerirli” pian piano. A volte lo stile diventa lapidario: un susseguirsi di parole che scuotono dal profondo. Sono termini che incalzano, quasi a provocare un piccolo sussulto.

Prende vita una “poesia nella poesia”, di cui rimane un’eco, una scia persistente. Molti sono i neologismi creati dall’autrice, al fine di rendere più chiaro il messaggio. L’identità è concepita come “un mostro senza esperienza”, è “una dura marcia per la strada”. Nella lirica “Jung per Negati” si legge: “Son l’ombra di te, bimba, non t’ammiro,/ merda vomito sangue tuo, ragazza./ Sapessi quanto pesi, quanto tiro!”.

Anna Maria Dall’Olio descrive il duro lavoro nei campi, in contrapposizione a “chi ha studiato che tanto lui non trema”. Nella poesia “Morto il vitello” si legge: “Morto il vitello/ attaccati all’aratro/ i tre bambini/ Morde il sole d’agosto/ Morde il sole la vita”. C’è sempre un confronto tra chi sta bene e chi non ha niente. Una dignità insita nell’uomo di cui l’autrice riconosce il valore.

Suicidi, troppi. Proteste sul tetto:/ “Scarsa la paga, scarsa sicurezza” ( da Ego telefono, ergo sum). I bambini sono senza speranza, il futuro è incerto. Le aspettative sembrano sgretolarsi, e le poesie parlano di povertà, della nostra difficile società, della guerra in Bosnia. “Domani festa/ in pentola non bolle la minestra/ poveri precari/ in tasca né picche né denari” ( da Domani festa). Tanti i temi trattati. Si parla anche di razzismo, di droga, di mafia e delle principali piaghe che affliggono la nostra società. Sono versi che si elevano a gridare il loro sgomento, la loro indignazione.

A darci una speranza ecco che emergono, queste parole, tratte dalla lirica “Annaspo. L’attacco”. “Dall’anima mia, potasti la morte”, come se l’amore potesse essere la soluzione che ancora nessuno è riuscito ad individuare.

Una raccolta poetica originale e coraggiosa, quella di Anna Maria Dall’Olio. “Latte e limoni” non piega la testa né fa finta di non vedere. E dai versi di una donna, una cittadina, una poetessa, parte la denuncia. Se proprio non si riesce a trovare una soluzione, almeno che si sappia e ci si vergogni.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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