“I delitti della primavera” di Stella Stollo: c’è un serial killer nella Firenze del Rinascimento

“I delitti della primavera” di Stella Stollo: c’è un serial killer nella Firenze del Rinascimento

Set 1, 2014

“Già, brutta storia. Un quadro così meraviglioso e quei due poveri pittori che si tormentano perché pensano che questi orrendi delitti alludano ai personaggi che vi sono dipinti. Ormai abbiamo già otto morti”.

La storia si ripete. Tutto accade e tutto torna, come un “ciclo di eterno ritorno” che si espande nel tempo. La città di Firenze è sconvolta da una serie di omicidi ad opera di un “mostro” di non lontana memoria.

Soltanto che “i compagni di merende” di cui la storia è intrisa, sono personaggi vissuti alla fine del Quattrocento, e non sono affatto semplici contadini. Stiamo parlando dell’ultimo libro della scrittrice orvietana Stella Stollo, che dopo la pubblicazione di “storie contemporanee” quali “Algoritmi di Capodanno” (Arpa Book, 2011) e “Io e i miei piedi” (Graphofeel, 2011) torna con un romanzo storico.

I delitti della Primavera” (Graphofeel Edizioni, 2014) è un’opera che a ragione viene definita “colta e raffinata”, frutto di anni di studi e di ricerche non soltanto in campo storico, bensì anche artistico. Sì, perché parallelamente alla storia che si sviluppa nella Firenze della corte medicea, la vera protagonista è e rimane l’arte.

Le vittime dello spietato omicida che si aggira per le vie del capoluogo fiorentino sono tutte donne appartenenti alla ricca borghesia, mentre l’ispirazione sembra giungere dall'”Allegoria della Primavera”, il capolavoro dipinto da Sandro Botticelli, uno dei protagonisti, e dal suo assistente Filippino Lippi che l’autrice ha scelto come io narrante della vicenda.

Su ogni cadavere viene rinvenuto un particolare che richiama il celebre quadro: il ramoscello infilato tra le labbra di una ninfa, il mantello rosso che avvolge la Dea, una ghirlanda di fiori come quella che adorna il collo della Primavera. Chi uccide vuole dare un messaggio preciso. Attraverso una sobria prosa, attinente al linguaggio dell’epoca, senza mai essere pesante, la Stollo ci porta alla conoscenza dei personaggi che avevamo studiato sui libri di storia e che, come d’incanto, si materializzano davanti ai nostri occhi.

Ecco quindi, non scevri di passioni ed intrighi, uomini illustri quali Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci, Lorenzo il Magnifico, popolare le pagine del romanzo. La figura femminile è oggetto di contrastanti pensieri, volti a sminuirla laddove tenta di esprimersi attraverso l’arte. Le donne sono considerate esseri inferiori e come tali vanno trattate.

Fra tutte spicca Simonetta, musa e grande amore di Sandro Botticelli, la sua “Primavera”; l’amica Ginevra, esperta in rimedi naturali che secondo l’usanza dell’epoca viene tacciata di stregoneria; e Angelina, una prostituta che lavora nella locanda dove si svolgono alcuni eventi della storia. Il lettore è partecipe nei vari processi della trama, non è solo spettatore.

Memorabili le descrizioni di come avvenisse la scelta dei materiali per dipingere il celebre quadro, la mescolanza dei colori che in seguito darà forma alle celebri figure. Evocative le atmosfere create di volta in volta nelle rispettive scene, dove sono curati anche i minimi particolari. Molto brava Stella Stollo a calarsi nei panni di un ragazzo, per giunta di un’altra epoca, ed essere totalmente credibile.

“Possibilista” il colpo di scena finale. Attraverso la lettura di quest’opera impariamo molti aneddoti e particolari che prima ci erano sconosciuti. Quando la fantasia s’intreccia alla documentazione, e i fatti sono supportati da studi approfonditi, ne esce sempre una lettura propedeutica. Senza dubbio illuminante. Complimenti quindi a Stella Stollo ed al suo innegabile talento.

 

Written by Cristina Biolcati

 

 

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