“La congiura dello speziale” di Mauro Santomauro: un noir che narra i misteri più reconditi di Venezia

“La congiura dello speziale” di Mauro Santomauro: un noir che narra i misteri più reconditi di Venezia

Lug 25, 2014

“Lodovico scese lentamente i gradini del Ponte, un po’ inquieto al pensiero che, proprio in quel punto, suo cugino Vincenzo Quadrio fosse morto nel crollo del precedente viadotto in legno che univa le due rive del Canal Grande”.

Lo dichiara da subito, Mauro Santomauro, nel suo romanzo “La congiura dello speziale”, edito da Libromania nella categoria “Misteri e gialli”, uscito in formato digitale nel giugno del 2014: per lui sarà come narrare una storia ad un amico.

Perché è così che nascono i romanzi, soprattutto quando la protagonista è Venezia, forse la città più affascinante al mondo, con i suoi inaccessibili segreti e il mestiere è quello di speziale, un’arte antica andata perduta, di cui si conosce poco. Un mestiere oggi scomparso che definire “del farmacista” risulterebbe riduttivo.

Le curiosità scientifiche racchiuse in questo libro hanno il potere di infondere malinconia per un mondo che forse non abbiamo saputo difendere a dovere. È un romanzo crepuscolare, che inneggia alla nostalgia per aspetti dimenticati della città lagunare, che richiamano i gialli di Donna Leòn, la scrittrice statunitense che ha soggiornato lungamente a Venezia, ambientati proprio in questa città.

Protagonista della storia è Fedora Milano, giovane giornalista che, per una serie di vicissitudini, si è trasferita da Venezia a Roma. Il direttore della sua testata le revoca le ferie e la invia in tutta fretta ad intervistare il direttore di un’antica farmacia veneziana, “Alla vecchia e al cedro imperiale”, fondata cinquecento anni prima, con una forte tradizione alle spalle, poiché da lì sono passati gli uomini più importanti del mondo.

Quello che le si presenta, con suo grande stupore, è un giovane di circa 25 anni, Niccolò Bellavitiis, uomo affascinante quanto enigmatico. Il suo racconto sull’arte della cura, sembra ipnotizzare la ragazza, e appare chiaro che fra i due ci sia del feeling. In particolare, Fedora è attratta da un recipiente di peltro, che serviva per contenere la Theriaca, un composto chimico di origini antichissime e dalle proprietà in grado di cambiare le sorti dell’umanità.

Da qui ha inizio una serie di rocambolesche avventure, che coinvolgeranno Fedora in ben due omicidi, quello della sua amica, titolare della farmacia “Alla testa d’oro”, Martina Trambaldi e, il secondo, della dottoressa Anna Canali, collega di Bellavitiis. Per risolvere il caso si rende necessario fare chiarezza, anche se questo vorrà dire essere messi a conoscenza di verità inconfessabili e, soprattutto, insospettate.

La prosa di Santomauro, scrittore di origini trevigiane classe 1949, che è stato farmacista della Serenissima, è scorrevole e ricca di riferimenti storici. Le tematiche sono narrate con perizia, da parte di chi, palesemente, si ritrova a “muoversi” in un ambiente che gli è consono.

L’italiano è alternato a termini vernacolari, utili a donare veridicità agli episodi narrati e capaci di portare il lettore sulla scena. Spicca una buona dose d’ironia, utile ad alleggerire la vicenda e a dare quel tocco di contemporaneità ad una storia che appare ricca di nozioni “fuori dal tempo”.

I vari capitoli sono suddivisi da digressioni temporali, che offrono tutte le spiegazioni della storia, cosicché nulla venga lasciato al caso, ma appaia come una concatenazione logica di ciò che è stato. Nel tentativo di rivalutare il passato e le tradizioni storiche, che alla maggior parte di noi risultano sconosciute, bisogna riconoscere il merito all’autore di avere “gettato un ponte” fra il presente di Venezia e la sua storia.

La ricerca dell’immortalità è un tema molto trattato nella letteratura di tutti i tempi, ed è l’eterno cruccio dell’uomo. Per questo reputo che “La congiura dello speziale” sia un romanzo da consigliare caldamente. Possiede in sé l’autorevolezza di utili lezioni e, al tempo stesso, uno sguardo d’insieme sulle debolezze umane.

 

Written by Cristina Biolcati

 

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