Salviamo Fuleco, l’armadillo dalle tre fasce brasiliano mascotte dei mondiali di calcio 2014

Salviamo Fuleco, l’armadillo dalle tre fasce brasiliano mascotte dei mondiali di calcio 2014

Lug 23, 2014

“Brasile: questo strano paese di corrotti senza corruttori.” Luis Fernando Verissimo

 

Anche questi Mondiali 2014 sono arrivati al termine, la Germania ha vinto la competizione e ciò che è rimasto sono le tante polemiche provenienti da diversi fronti.

In ogni caso come ogni importante manifestazione sportiva anche questa ha avuto la sua mascotte. Si tratta di Fuleco, un simpaticissimo armadillo dalle tre fasce, conosciuto anche come “tatu-bola”, giallo e azzurro che indossa dei pantaloncini verdi e una maglietta bianca con la scritta Brazil 2014.

Il suo nome deriva dalle parole ‘futebol’ (calcio) ed ‘eco’ (ecologia).

I Dasipodidi, noti come armadilli, appartengono alla famiglia dei mammiferi xenartri (noti come edentati, sdentati o maldentati, cioè con assenza di denti o dentatura limitata) e sono tipici delle Americhe. In Brasile è possibile trovarlo negli Stati di Pernambuco, Piauì, Maranhao, Minas Gerais e Bahia e il suo habitat è la caatinga, la foresta secca brasiliana.

Si tratta di animali molto particolari, conducono una vita prevalentemente notturna e sotterranea e la loro principale difesa è la corazza, formata da placche ossee che a loro volta sono foderate da uno strato corneo, dentro la quale si rifugiano, appallottolandosi, contro i nemici più pericolosi.

Ma soprattutto gli armadilli sono mammiferi in via d’estinzione. È forse proprio questo il motivo per il quale il Brasile ha deciso di utilizzare questo animale come simbolo di questi mondiali, con la speranza che la visibilità a livello mondiale potesse portare vantaggi relativamente alla sua salvaguardia.

Nel mese di maggio 2014 il governo di Brasilia ha approvato un piano d’azione volto alla protezione dell’armadillo ma un mese prima che questo venisse pubblicato ufficialmente un gruppo di scienziati lo ha contestato affermando che i Mondiali, che si pensava potessero essere un vantaggio per la sua tutela, avrebbero invece scaturito l’effetto contrario. E così è stato dal momento che la competizione calcistica ha tolto loro territorio e quindi parte dell’habitat naturale.

Un altro effetto negativo potrebbe essere quello derivante dalla troppa pubblicità che potrebbe portare gli individui a voler adottare gli armadilli o a catturarli per trasformarli in animali domestici creando un danno ancora maggiore.

La IUCN, the International Union for Conservation of Nature, redige ogni anno una lista rossa delle specie minacciate e pare che il numero degli armadilli sia diminuita di oltre un terzo negli ultimi 10 o 15 anni proprio per via della sottrazione del 50 per cento del suo habitat.

La Fifa avrebbe invece affermato a sua difesa che l’aver scelto l’armadillo come mascotte avrebbe aumentato la consapevolezza nella popolazione mondiale sui rischi di questa specie .

Per avere un riscontro reale di tutto ciò ci sarà da aspettare ancora un po’ ma la speranza è che questo simpatico quanto delicato mammifero venga salvato e rispettato come merita.

 

Written by Rebecca Mais

 

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