The Black Keys: un’esplosione di rock blues viscerale travolge la capitale

The Black Keys: un’esplosione di rock blues viscerale travolge la capitale

Lug 17, 2014

Le Chiavi Nere vengono a forzare le serrature del Postepay Rock in Roma. In tredicimila acclamano a gran voce il duo americano, in formazione allargata a quattro elementi per le sessions live. Questo 8 luglio è l’unica data prevista sul suolo italiano per quest’anno per promuovere l’ultimo “Turn Blue”, disco di recente uscita.

I Montecarlo Fire  hanno il compito di aprire  per questa giornata del festival romano. Nella mezz’ora a disposizione presentano i brani del disco d’esordio, “Tra Il Giorno E La Notte”. Il suono ricorda sonorità rock e new wave con testi scritti sia in lingua italiana sia in inglese. Il gruppo dà l’impressione di essere acerbo dimostrando di avere alcuni limiti nel saper gestire il palco in maniera da farsi apprezzare pienamente dal pubblico.

Dopo la loro esibizione arrivano sul palco i tecnici e i roadies  che  velocizzano le operazioni per preparare tutta la scenografia che farà da cornice alla band statunitense durante il concerto.

Un impianto luci addizionale è sistemato dietro gli strumenti dei musicisti per dare risalto all’effetto scenico.

Le telecamere, poste un po’ ovunque col compito di riprendere il gruppo durante la performance da varie angolazioni, mandano simultaneamente in onda sugli schermi ai lati e dietro il palco le riprese video dando una maggiore dinamicità.

L’irriverenza degli esordi lascia spazio a uno show ben collaudato e strutturato. Gli accorgimenti scenografici ampliano le potenzialità del gruppo verso una prospettiva di spettacolarità che porta a un livello qualitativo superiore d’intrattenimento.

La possente batteria Ludwig domina la scena dal lato sinistro del palco. L’attenzione è catturata dalle particolari finiture in stile arcobaleno sugli enormi fusti, che riprendono lo stile dei modelli degli anni 50/60.

Patrick Carney  prende posto dietro le pelli e scandisce l’iniziale Dead And Gone  seguito a ruota dai riff della chitarra di Dan Auerbach. Sotto il palco si forma un campo di battaglia tra saltelli e spinte per la foga collettiva venutasi a creare.

Il cantante/chitarrista rimane affianco al suo compagno d’avventura e sembra voglia duellarci mentre incalza lo sporco blues di Next Girl.

Il gruppo da maggior rilevanza ai brani tratti dagli album tre dischi, per la precisazione da “Brothers” sino all’ultimo “Turn Blue”, dando maggior attenzione a “El Camino”; l’album che ha conferito al gruppo fama a livello mondiale. Fortunatamente trovano spazio nell’esibizione tre bombe pronte a esplodere come Strange Time, Same Old Thing e la conclusiva I Got Mine da quel gioiello indie rock chiamato “Attack & Release”.

Forse ci si aspettava qualche cavallo di battaglia in più dal repertorio della prima parte della discografia. Una cosa improbabile a causa del cospicuo numero di dischi pubblicati. In conclusione a sentire i consensi ricevuti dal gruppo, tra urla e applausi, la maggioranza delle persone presenti pare sia rimasta più che soddisfatta della forzatura subita dalle Chiavi Nere.

 

Written and photo by Emiliano Cocco

 

Resoconto del Live a Roma, 8 luglio 2014 

Line up

Dan Aurbach : Guitars,Vocals

Patrick Carney: Drums

Scaletta

Dead And Gone
Next Girl
Run Right Back
Same Old Thing
Gold On The Ceiling
It’s Up To You Now
Strange Times
Money Maker
Bullet In The Brain
Turn Blue
Howlin’ For You
Nova Baby
Gotta Get Away
She’s Long Gone
Tighten Up
Fever
Lonely Boy
Little Black Submarines
I Got Mine

 

 

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