“Giuseppe Alessandro Furietti e le origini della Biblioteca Civica di Bergamo”, in mostra fino al 14 agosto 2014, Bergamo

“Giuseppe Alessandro Furietti e le origini della Biblioteca Civica di Bergamo”, in mostra fino al 14 agosto 2014, Bergamo

Lug 17, 2014

“Italo ardito, a che giammai non posi / di svegliar dalle tombe / i nostri padri? ed a parlar gli meni / a questo secol morto, al quale incombe / tanta nebbia di tedio? E come or vieni / sì forte a’ nostri orecchi e sì frequente, / Voce antica de’ nostri, / Muta sì lunga etade? e perché tanti / Risorgimenti? In un balen feconde / Venner le carte; alla stagion presente / I polverosi chiostri / Serbaro occulti i generosi e santi / Detti degli avi. E che valor t’infonde, / Italo egregio, il fato? O con l’umano / Valor forse contrasta il fato invano? […]” Da “Ad Angelo Mai”, G. Leopardi, 1920

Nello splendido scenario della Biblioteca Civica di Bergamo, nell’Atrio Scamozziano, dal 15 maggio al 14 agosto 2014 è possibile ammirare testi antichi riguardanti Giuseppe Alessandro Furietti tramite i quali ricostruire la genesi della Biblioteca Mai.

Furietti è un personaggio fondamentale della storia culturale di Bergamo. Nato nel 1684 a Bergamo conduce i suoi studi a Milano ed in seguito a Pavia e nel 1709 viene ordinato sacerdote. Per questa ragione si trasferisce a Roma dove intraprende la carriera curiale. In questi anni entra a far parte della Arciconfraternita dei Bergamaschi.

Ricopre diversi incarichi all’interno della curia nel corso della sua vita e si pone in rilievo per gli impegni culturali tanto da essere inserito da Papa Clemente XIII, nel 1759, nella dignità cardinalizia. Non va dimenticato la sua passione, senz’altro accentuata dalla sua permanenza a Roma, per l’archeologia. Nel 1764 muore e viene sepolto in piazza Colonna a Roma.

A partire dal 1756 Furietti cominciò ad interessarsi alla vita letteraria della città che gli diede i Natali e s’impegnò affinché nascesse una biblioteca pubblica che potesse essere adoperata anche per la conservazione degli epigrafi. Perciò decise di donare la sua biblioteca personale al comune di Bergamo con l’esplicita richiesta che venisse adoperata per aprire una biblioteca civica.

“[…] con obbligo però che la medesima debba servire per commodo ed uso pubblico della stessa Città e Cittadini”.

Quattro mesi dopo la morte di Furietti alcune casse con i suoi libri giungono in città e nel 1773 l’abate Giovanni Ceroni riceve il compito di occuparsi della biblioteca e di aprirla al pubblico. Così fa e nel giro di alcuni anni libri da diversi conventi, monasteri e collezioni private raggiungono la biblioteca e cominciano a far parte di quel prezioso patrimonio librario che ancora oggi rende così prestigiosa la Biblioteca Angelo Mai.

Oltre a commemorare la vita dell’ecclesiastico bergamasco la mostra ci aiuta a comprendere le modalità con le quali il suo interesse per la cultura e per i libri nacque e quali furono le persone che con lui collaborarono.

Possiamo quindi ammirare alcuni dei libri provenienti dalla sua biblioteca, quelli dedicati ai suoi studi su Torquato Tasso, i quaderni manoscritti contenenti le sue memorie e i documenti che adoperò per comprendere come strutturare una biblioteca pubblica e la splendida rubrica bibliografica redatta per mano dello stesso Furietti, solo per citarne alcuni.

Il tutto con in sottofondo una colonna sonora composta da brani di musica classica che contribuiscono a far tornare indietro nel tempo coloro i quali godono di questa particolare ed unica mostra dedicata a Furietti, grazie al quale oggi tutti possono usufruire del servizio bibliotecario dell’Angelo Mai.

 

Written and photo by Rebecca Mais

 

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Biblioteca Mai

 

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