“Il caso Eddy Bellegueule” di Èdouard Louis: la dolorosa confessione delle violenze subite

“Il caso Eddy Bellegueule” di Èdouard Louis: la dolorosa confessione delle violenze subite

Lug 13, 2014

“Tentava di evitare che il mio fratellino diventasse anche lui come me, una femmina. […] Il mio fratello maggiore non lo sapeva, ma io non volevo che Rudy venisse picchiato a scuola ed ero ossessionato dall’idea di renderlo eterosessuale. Avevo intrapreso fin da quando era piccolissimo un grande lavoro: gli ripetevo senza tregua che i ragazzi amavano le ragazze, a volte addirittura che l’omosessualità era una cosa disgustosa, decisamente schifosa, che poteva condurre alla dannazione, all’inferno o alla malattia.”

Eddy Bellegueule è un bambino cresciuto in un piccolo paese della Piccardia, regione della Francia settentrionale, caratterizzato dal lavoro in fabbrica e dalle ubriacature quotidiane, da mariti che non concepiscono che le mogli lavorino e guadagnino più di loro ma soprattutto padri che mai potrebbero sopportare di avere un figlio effeminato e non un duro come vorrebbero e come il suo cognome, ‘Bellegueule’ (‘bellimbusto’ nella traduzione dal francese) denota.

Si tratta degli anni novanta e non in un affresco ottocentesco come parrebbe in un primo momento. Il protagonista di questa brutta storia è Eddy, è l’autore del libro che racconta la sua infanzia, è il suo romanzo di formazione o meglio di dissoluzione.

Sedici anni di vita contraddistinti da vergogna, dolore, insulti, percosse quotidiane che Eddy affrontava col sorriso, atteggiamenti equivoci e giochi pericolosi con quelli che riteneva amici.

Il caso Eddy Bellegueule” (Bompiani, 2014) di Èdouard Louis è la scoperta fin dalla tenera età della propria sessualità e al tempo stesso l’incomprensione di come affrontare quella che egli vive come “diversità”, un sentimento che lo porta a desiderare di essere come gli altri, tanto da votare i propri anni di esistenza a questo scopo.

È l’incomprensione di come comportamenti ben peggiori dei suoi potessero essere giustificati e talvolta persino premiati.

“Il delitto non è fare, ma essere. E soprattutto sembrare.”

Una storia raccontata in modo duro e sofferto, senza reticenze né censure. Un’omosessualità vissuta con turbamento e disordine mentale. Tutto ciò a causa degli stereotipi della società chiusa e bigotta in cui Eddy è cresciuto, la stessa in cui di frequente ci troviamo noi stessi a vivere, ma che nei piccoli paesi lontani dai grandi centri abitati si accentuano in modo inimmaginabile.

Lo scrittore ha oggi 21 anni e ha scritto questo libro due anni fa. Un esordio precoce che ha fatto discutere in Francia, che non è stato apprezzato dai famigliari e che gli ha fatto vendere in pochissimo tempo oltre 200.000 copie. Uno sfogo necessario e in parte liberatore per l’autore che ha anche deciso ed ottenuto di cambiare nome.

Una storia scioccante che vorremmo non si ripetesse più e che deve essere letta per comprendere quali bassi livelli possano essere raggiunti dall’uomo, l’essere più malvagio che sia mai stato creato.

 

Written by Rebecca Mais

 

2 comments

  1. Virginia /

    Ho letto il libro appena uscito e devo dire che sin dalle prime pagine mi sono davvero appassionata. Un libro molto forte che denuncia tutti i dolori che devono sopportare queste persone, che le crediamo cosi diverse da noi, anche a volte dei mostri, degli errori, ma non abbiamo il coraggio di dire che sono essere umani proprio come noi, che hanno trovato la loro felicità in qualcosa di diverso rispetto a noi altri che tendiamo di diventare tutti uguali e senza pensiero. Consiglio vivamente questo libro a tutti coloro che hanno un odio represso contro le persone omosessuali, ma anche a chi vorrebbe che le cose cambiassero un volta per tutte.

  2. Mi fa piacere che anche a te sia piaciuto Virginia e sarebbe bello che servisse a qualcuno per capire che in realtà certe differenze sono inesistenti e insignificanti.

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