“Trascrivere la vita. Pensieri sull’arte”: testo inedito alla scoperta di Édouard Manet

“Trascrivere la vita. Pensieri sull’arte”: testo inedito alla scoperta di Édouard Manet

Lug 12, 2014

“Non mi sento di augurare a nessun artista di ricevere elogi e plausi all’esordio. La sua personalità ne risulterebbe annichilita. Imbecilli! Non hanno mai smesso di criticarmi come diseguale: nulla per me avrebbe potuto costituire maggior elogio.”

Libretto di pregiata fattura, edito, in sole duemila copie singolarmente numerate, da Via del Vento Edizioni, collana iquadernidiviadelvento (Testi inediti e rari del Novecento), dicembre 2012, “Trascrivere la vita. Pensieri sull’arte.” è una raccolta di pensieri, stralci di lettere e commenti di Édouard Manet tradotta e curata da Marco Alessandrini. Un documento davvero unico e significativo del modo di essere del pittore impressionista francese.

Quello che viene fuori è un ritratto inedito che poteva essere parzialmente intuito tramite l’osservazione dei suoi quadri ma che sarebbe stato difficile tratteggiare così bene.

Nelle sue parole troviamo la ricerca della spontaneità, il rifuggire dai comportamenti impostati e predefiniti e la sofferenza che Manet provò per gran parte della sua esistenza a causa di coloro che negavano il suo tipo d’arte che si poneva in modo più spontaneo rispetto al passato. La novità non veniva accettata da tutti ed in un primo momento il riscontro con il pubblico non fu esattamente positivo.

Manet nutriva un amore profondo per l’ingenuità che riversava nelle sue opere, per il colore come espressione dell’emotività ed ogni suo progetto era ben pensato e mai lasciato al caso. A mostrare ciò è anche lo scambio epistolare che ebbe con Antonin e Proust, suoi amici, le lettere inviate a Eva Guérard-Gonzales l’unica allieva che Manet accettò formalmente e ai conoscenti Zola e Mallarmé solo per citarne alcuni.

Non manca mai inoltre nelle sue riflessioni il confronto tra la semplicità di taluni paesaggi e l’artificialità di altri. Anche in questo caso la spontaneità era fondamentale per il pittore francese e vi era un timore insito in profondità per coloro che si lasciano uniformare rinunciando alla voglia di distinguersi.

Manet aveva poi uno sguardo posto sempre verso il futuro e nutriva la speranza nei confronti dei posteri che secondo lui sarebbero potuti essere più giudiziosi dei suoi contemporanei i quali tenevano i quadri relegati nei musei negando loro la possibilità di vederli vivere.

Un Manet consapevole delle proprie abilità e dell’incomprensione generale nei confronti della sua espressione artistica ma che nonostante ciò non si lasciava abbattere.

Un libretto di poco più di trenta pagine dense però di importanti testimonianze sulla vita e il pensiero dell’artista francese, un documento che non può mancare nelle librerie degli amanti dell’arte e non solo.

 

Written by Rebecca Mais

 

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